Monastero Aristotelico di San Domenico

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L'Ordine di San Domenico piange il confratello Padre Tacuma, deceduto all'alba del 15 settembre. I funerali si svolgeranno il giorno 30 nella Basilica di Santa Caterina ai Sibillini, e la salma sarà tumulata qui nella cripta del Monastero. Pace a chi riposa in Dio e a chi rimane.

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 Sull'orlo della rupe

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Fromond
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MessaggioTitolo: Sull'orlo della rupe   Mer Mag 02, 2012 11:09 am

5 - la tortora

L'aria era frizzante al sorgere del sole e il bosco si era già svegliato.
Era da tempo che Fromond pensava di prendere un pò di riposo dagli studi. Il giorno si presentava propizio.
Aveva la sensazione di avere avuto una notte inquieta, ma non ricordava nulla.
L'eco delle preghiere del mattutino era ancora vivo, e prese la sua decisione. Preparò la sacca e decise di passare una intera giornata nel bosco. Ne aveva bisogno, ne avvertiva il desiderio.

Si era incamminato per un sentiero abbastanza battuto. Se ne accorse dal fondo di calpestio. Non aveva alcuna meta precisa e mentre stava decidendo la direzione da prendere sentì un fruscio disperato, un battere d'ali implorante.
Non riusciva a vedere nella penombra. Lasciò cadere la sacca e si fece guidare dai rumori. Qualche passo oltre il sentiero il bosco diventava intricato ed impenetrabile. Era da quella parte che proveniva un lamento silente. In un rovo intravide una macchia lattiginosa e poi la distinse sempre più chiaramente: una tortora, macchiata di sangue, si dibatteva fra le spine per liberarsi invano.
Prese la sua vecchia spada e cominciò a farsi largo fra gli sterpi, e riuscì a liberare la tortorella.
Stringendola fra le mani ritornò sui suoi passi.
L'animale era impaurito, ma le ferite erano praticamente nulle. Immaginò che fosse caduta, vinta dalla stanchezza, fra i rovi e non fosse più riuscita a liberarsi.
Cominciò a carezzarla per tranquillizzarla, mentre pensava: "l'uomo è come questa tortora e la sua vita come questo bosco, affascinate e pacifico lungo il sentiero, pericoloso appena ti allontani dalla via, dove un innocuo rovo può trasformarsi in un'insidia letale."
Ma immediatamente spazzò quel pensiero dalla sua mente.
"Bene, mia piccola amica, io non sapevo quale direzione prendere questa mattina. Sarai tu a dirmi la strada. E' l'equo scambio che ti chiedo per la vita che forse ti ho salvata" e, in una piccola radura, lanciò in aria la tortorella che dopo un ampio cerchio imboccò la direzione verso il torrente che si vedeva a valle.
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Fromond
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MessaggioTitolo: Re: Sull'orlo della rupe   Sab Mag 05, 2012 1:47 am

6 - la scoperta

A fatica Fromond si apriva un varco verso la direzione segnata in aria dalla tortora. La natura era aggrovigliata e districarsi non era semplice; poi il bosco sembrò diventare più domestico ed l'escursione si face più agevole. Divenne piacevole.
Dopo una lieve ma insistente salita, in una radura Fromond arrivò stanco, e si guardò intorno per trovare un posto dove fermarsi e ristorarsi dalla stanchezza.
Un antico cipresso spezzato, che svettava solitario fra le quercie ed i castagni selvatici, attirò la sua attenzione. Lì pensò di fermarsi su un sasso che pareva uno seggio naturale di pietra.
Troppo squadrato per essere un bizzarro frutto della materia inanimata. Troppo squadrato per non essere un manufatto. Prese con la sua spada a togliere il muschio e le edere per scoprire che era un cippo.
Al tatto sentì come un rilievo e cominciò a scrostare la pietra fino a far emergere il bassorilievo. Era un teschio contornato da un'iscrizione latina: et ego in Arcadia.
Non v'era dubbio. Era una antica sepoltura. Ma a chi apparteneva, e perchè quel monito?
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Fromond
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MessaggioTitolo: Re: Sull'orlo della rupe   Sab Mag 12, 2012 7:49 pm

7 - memento mori

Ben presto sfuggì il pensiero a Fromond. Non importava tanto sapere a chi appartenesse quella sepoltura, perchè in ogni caso poco o nulla sarebbe mutato.
Fu in quell'attimo che Fromond intese la scoperta del sepolcro per quel che era efettivamente: un memento mori. E anche se ci mise tempo per ammetterlo, ma dovè capacitarsi che il destinatario di quel monito era proprio lui.
Non ne comprendeva le ragioni, anche se spesso nei suoi pensieri ritornava quella richiesta di diventare oblato di San Domenico, che non l'aveva più lasciato dal momento in cui monsignora Fenice gliene aveva parlato.
Ecco. A questo pensava Fromond quando la notte all'improvviso lo colse fra i suoi pensieri.
Praparò un bivacco, si avvolse nel mantello, si sedette accanto al cippo e su di esso poggiò mollemente la testa, addormentandosi.
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Fromond
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MessaggioTitolo: Re: Sull'orlo della rupe   Dom Mag 13, 2012 11:47 pm

8 - Dialogo con un raggio di sole

L'alba colse Fromond addormentato con capo riverso sul cippo, quando un tenue raggio di sole, filtrando fra le foglie, lo colpì delicatamente in viso.

Fromond ebbe il tempo di aprire gli occhi e realizzare dove fosse quando il raggio gli sussurrò:
"Perchè ancora indugi, Fromond, ad esternare ciò che il tuo cuore e la tua mente ti stanno raccontando da giorni?"

Fromond: "Non indugio, amico mio. Non ho mai indugiato. Sono solo pensoso, e rifletto sulle cause e gli effetti, sugli obblighi ed i doveri che assumerei, temendo in futuro di non riuscire ad ottemperarli."

Raggio di sole: "Ancora temi di non poter rispettare gli impegni? A nulla, dunque, ti servì il memento mori. Nulla ti disse sulla circostanza che nessuno è mai indispensabile, nel momento in cui non è più? Quasi sempre non è l'uomo a decidere quando arriva il momento di separarsi dalle cose terrene."

F.: "Si, questo è vero..."

RdS.: "Stai parlando senza convinzione, mio caro Fromond. Affacciati oltre quella siepe, dietro il cippo, con cautela..."

Fromond si alzò e scostò la siepe quando all'improvviso si trovò davanti ad un'orrido burrone. Egli era sull'orlo superiore. Il cuore gli batteva furiosamente.

RdS:: "Lanciati nel vuoto, Fromond. E' l'unica opportunità che hai per dare una certezza al tuo futuro."

F.: "Ma... ma io non voglio questo."

RdS.: "Vedi quanto è semplice comprendere che il tuo libero arbitrio può condurti dove vuoi, e tu hai scelto di vivere ancora, pur sapendo che non disponi di un tuo futuro, ma del futuro del mondo in cui tu vivi."

Fromond sorrise e si voltò sui suoi passi. Non aveva bisogno di andare oltre. Era pronto ormai per dare la risposta che Monsignora Fenice attendeva.
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