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L'Ordine di San Domenico piange il confratello Padre Tacuma, deceduto all'alba del 15 settembre. I funerali si svolgeranno il giorno 30 nella Basilica di Santa Caterina ai Sibillini, e la salma sarà tumulata qui nella cripta del Monastero. Pace a chi riposa in Dio e a chi rimane.

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 La teoria degli elementi e degli umori

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Padre Giarru
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MessaggioTitolo: La teoria degli elementi e degli umori   Mar Ott 02, 2012 2:20 am


La Teoria degli Elementi e degli Umori



  • La bile gialla è calda e secca, prevale in estate ed è l'umore delle persone colleriche (chiamate anche biliari), agitate interiormente e che raramente non si arrabbiano. Come un fiume di lava sotto terra... Organo associato: il fegato.
  • Il sangue, caldo e umido, è l'umore della primavera e della gente sanguigna, persone che si scaldano abbastanza spesso perchè è nella loro natura. Passionali, ma anche volubili come l'aria... Organo associato: il cuore.
  • Il flemma, freddo e umido, è preponderante in inverno ed è l'umore dei flemmatici, soggetti alla sonnolenza e alla serenità. Come un profondo oceano ghiacciato... Organo associato: cervello.
  • La bile nera, fredda e secca, è l'umore dell'autunno e dei melanconici, che tendono a essere depressi quando il tempo è grigio. Una tristezza di fondo, come la terra... Organo associato: la milza.



Ippocrate, nella Natura dell'Uomo, paragrafo IV, ha scritto:
Il corpo dell'uomo ha in se stesso sangue, flegma, bile gialla e nera; queste cose costituiscono la natura del suo corpo, e a causa di esse soffre o è sano. E' dunque sano quando queste sostanze si trovano in giusta misura in termini di combinazione reciproca, forza e quantità, e la mescolanza è perfetta; soffre invece quando una di esse è in difetto o in eccesso o si isola nel corpo e non è mescolata con tutte le altre.
Ne consegue quindi che, quando una di esse si sia separata e resti per sé, non solo la regione abbandonata si ammali, ma anche che là dov’è fluita e si arresta, causi, sovrabbondando, dolori e disturbi. Se qualche umore scorre fuori dal corpo in quantità maggiore del superfluo, l’evacuazione arreca dolore. Se, al contrario, è verso l’interno che avvengono l’evacuazione, la metastasi e la separazione dagli altri umori, si ha ben ragione di constatare, secondo quanto si è detto, che ciò comporti un dolore duplice, nella zona abbandonata e in quella invasa.



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Alessandro III Cardinalem de' Montemayor Borgia
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