Monastero Aristotelico di San Domenico

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L'Ordine di San Domenico piange il confratello Padre Tacuma, deceduto all'alba del 15 settembre. I funerali si svolgeranno il giorno 30 nella Basilica di Santa Caterina ai Sibillini, e la salma sarà tumulata qui nella cripta del Monastero. Pace a chi riposa in Dio e a chi rimane.

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 Preghiera del 30 dicembre 1460

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Aryale
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MessaggioTitolo: Preghiera del 30 dicembre 1460   Dom Dic 30, 2012 1:57 pm

Arianna entrò in Cappella.
Si segnò e iniziò a sistemare tutto ciò che andava predisposto per l'inizio della preghiera.
Riordinò i banchi, sistemò una tovaglia bianca sull'altare, preparò il Libro alla pagina giusta e posizionò il segnalibro, accese le candele.
Solo quando ebbe terminato, prese posto ad un inginocchiatoio e si raccolse in silenzio come era solita fare.
Nel frattempo era giunto anche Magister Musicus per provare i canti.
La voce di quell'uomo era balsamo per la sua anima.
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Fenice
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 30 dicembre 1460   Dom Dic 30, 2012 2:09 pm

Madre Fenice entrò senza far rumore in Cappella.
Tutto era pronto per la preghiera, e come sempre si percepiva un senso di benessere e di profonda concentrazione.
Si inginocchiò per rendere lode all'Altissimo in attesa dell'inizio.

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Javier.
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 30 dicembre 1460   Dom Dic 30, 2012 4:55 pm

Padre Javier entrò nella cappella, si mise accanto alle altre 2 consorelle in raccoglimento per la pregare
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Aryale
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 30 dicembre 1460   Dom Dic 30, 2012 6:54 pm

Era giunto il momento di iniziare la preghiera.
Arianna si alzò, sorrise ai confratelli raccolti accanto a lei e li abbracciò con il cuore.
Poi si diresse verso l'altare.

Magister Musicus intonò il consueto canto d'inizio: Gaudeamus omnes in Domino.

Solo al termine Arianna prese la parola e diede lettura del brano prescelto: la terza meditazione di San Barnaba.


Citazione :


Terza meditazione

Durante uno dei suoi viaggi, Barnaba si fermò in un piccolo villaggio di campagna, nella zona dell’Argonne. Non vi era una chiesa, solo una piccola cappella nella via principale. Barnaba si inginocchiò lì davanti e pregò per diverse ore. Gli abitanti, curiosi, gli si avvicinarono e lo invitarono a bere un bicchiere alla taverna del villaggio. Barnaba accettò e si fermò volentieri a conversare, fino a che, all’inizio della serata, decise di rivolgersi direttamente agli abitanti, prima di lasciarli.
Indirizzandosi a loro, posò un boccale di grosso diametro sul tavolo davanti a sé.
Poi estrasse una dozzina di pietre grandi come un pugno e le posizionò con cura, una per una, nel boccale.
Quando fu pieno fino al bordo, domandò:
«Questo boccale è pieno?»
Tutti risposero: «Sì! »
«Davvero?»
Tirò fuori, da sotto il tavolo, un secchio di ghiaia, che versò nel boccale. Lo scosse e i granelli caddero negli interstizi, tra le pietre. Sorridendo, domandò al gruppo:
« Ed ora il boccale è pieno?»
«Forse no» disse qualcuno.
Tirò allora fuori un secchio di sabbia e lo verso negli spazi lasciati tra pietre e ghiaia.
E di nuovo, domandò:
«Questo boccale è pieno?»
« No” disse all’unisono il gruppo di cittadini.
« Bene!» disse di nuovo, tirando fuori una caraffa d’acqua.
Quando lo ebbe riempito di acqua fino al bordo, guardò il gruppo e domandò:
«A che serve questa dimostrazione?»
L’albergatore sollevò il dito e disse, con voce forte e rude:
«Significa che, per quanto possa essere piena la nostra giornata, se si lavora duro si può sempre fare qualcosa in più»
«No, la verità espressa da questa storia, è che se non avessi messo per prime le pietre più grosse, non avrei potuto inserire tutto il resto. Se avessi messo la sabbia per prima, non ci sarebbe stato posto per nient’altro. Quali sono le pietre nella vostra vita? Il progetto che desiderate realizzare? Il tempo passato con coloro che amate? Il vostro lavoro? I vostri scudi? Una causa? La compagnia degli amici?
Domandatevi quali sono le pietre della vostra vita di contadini o in famiglia, poi riempite il boccale. Ricordatevi che se non mettete per prime le pietre, esse non riusciranno a tenere fermo tutto il resto.

Barnaba salutò allora I cittadini e riprese il suo viaggio sulle strade del reame, verso nuovi villaggi.


Amava quelle letture, così immediate e allo stesso tempo così profonde.

Cari Fratelli,
ho scelto questo brano per la preghiera proprio qualche giorno fa. Stavo meditando nella mia cella sull'anno che sta terminando e su ciò che ha significato.
Sono una giovane e sto costruendo la mia vita. Spesso mi sono chiesta che direzione prendere.
Credo che questo brano ci dia un insegnamento importante. Bisogna poszionare ogni elemento della propria vita con ordine.
Bisogna partire dalle pietre grandi, per poi poter aggiungere la sabbia e l'acqua.
Quali sono le nostre pietre grandi? Mi piacerebbe poter dare una risposta personale immediata, una risposta certa e dire che le pietre grandi sono per me l'Altissimo, la fede, la preghiera e la carità.
Lasciamoci interrogare profondamente da questo brano. Ricerchiamo nel nostro animo gli elementi fondamentali in base ai quali vogliamo organizzare la nostra esistenza.
Fratelli, vi auguro con tutto il cuore di trovare dentro di voi le risposte: sappiate avere il coraggio di seguire ciò che dentro di voi sentite giusto e possiate trovare la forza di riorganizzare la vostra vita partendo da ciò che davvero conta, per poi aggiungere il resto ed ottenere un'esistenza piena e serena, illuminati dalla grazia dell'Altissimo.


Attese un poco nel silenzio, per dare modo a lei e ai suoi confratelli di lasciare sedimentare nell'animo la lettura e di lasciarsi interrogare.
Dopo qualche minuto, alzò il capo e si rivolse ai confratelli.


Carissimi, ora recitiamo insieme la nostra professione di fede:

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 30 dicembre 1460   Dom Dic 30, 2012 7:16 pm

Aveva ascoltanto con attenzione, lasciando che le parole lette e poi dette da Sorella Arianna risvegliassero in lei sensazioni e pensieri.
C'era davvero molto su cui riflettere, e per mettere ordine nei pensieri non sarebbe bastato un giorno di riflessione.

Madre Fenice alzò la testa e si unì con un sorriso alla recita del Credo, sapendo che soltanto la pazienza e l'umiltà le avrebbero permesso di arrivare a conclusioni chiare. Per il momento ringraziava l'Altissimo...


Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN

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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 30 dicembre 1460   Dom Dic 30, 2012 7:22 pm

Dopo aver ascoltato con attenzione le parole della cappellana pronuncio il credo aristotelico



Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN

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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 30 dicembre 1460   Dom Dic 30, 2012 9:11 pm

Quando ebbero recitato il Credo Arianna impartì la benedizione:

L'Altissimo, pietra attorno cui organizzare ogni elemento della nostra vita, ci benedica e ci custodisca nella pace.

Amen


Infine Magister Musicus intonò il canto Da pacem Domine.
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 30 dicembre 1460   Dom Dic 30, 2012 11:30 pm

Amen
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 30 dicembre 1460   Dom Dic 30, 2012 11:42 pm

Amen disse Madre Fenice, e con la stessa, assorta concentrazione, seguì il canto.

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