Monastero Aristotelico di San Domenico

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L'Ordine di San Domenico piange il confratello Padre Tacuma, deceduto all'alba del 15 settembre. I funerali si svolgeranno il giorno 30 nella Basilica di Santa Caterina ai Sibillini, e la salma sarà tumulata qui nella cripta del Monastero. Pace a chi riposa in Dio e a chi rimane.

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 Preghiera del 13 gennaio 1461

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Aryale
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MessaggioTitolo: Preghiera del 13 gennaio 1461   Dom Gen 13, 2013 2:07 pm

Era domenica, e come ogni settimana sorella Arianna si predisponeva a tenere la prghiera.
Entrò in Cappella segnandosi il capo, fece una genuflessione davanti all'altare ed iniziò a sistemare la chiesetta.
Prese una ramazza ed un cencio e pulì pavimento, altare e banchi. Aprì il Libro sul brano di cui avrebbe dato lettura. Preparò l'incenso e accese il cero.

Intanto Magister Musicus giungeva, come di consueto per provare le antifone. La giovane prese quindi posto fra i banchi e si mise a pregare accompagnata dal canto del maestro del coro.
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Ello
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 13 gennaio 1461   Dom Gen 13, 2013 5:10 pm

Padre Ello si era abituato: oramai tutte le domeniche in Cappella vi era una celebrazione comunitaria. Si diresse così verso la Cappella, vi entrò e si mise a sedere nel suo posto abituale.
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Fenice
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 13 gennaio 1461   Dom Gen 13, 2013 6:53 pm

Madre Fenice arrivò col fiato un po' corto, da giorni ormai non stava troppo bene, ma per nessuna ragione sarebbe mancata alla preghiera comunitaria.

Si inginocchiò brevemente per pregare e poi sedette in attesa dell'inizio della funzione, salutando con un sorriso Padre Ello e Sorella Arianna.

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Aryale
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 13 gennaio 1461   Dom Gen 13, 2013 7:26 pm

Arianna si avviò verso l’altare per avviare la celebrazione poiché la cappella si andava riempiendo.
Magister Musicus intonò il consueto canto d'inizio: Gaudeamus omnes in Domino.

Quando il canto fu terminato iniziò a dar lettura del brano: anche quella domenica aveva scelto una delle meditazioni di San Barnaba. Era infatti rimasta affascinata dalla ricchezza di quei brani ed era decisa a leggerli e meditarli tutti insieme ai confratelli.


Citazione :


Quarta meditazione

Sul cammino tra Autun e Chalon, in Borgogna, Barnaba vide in un frutteto due ragazzi che litigavano animatamente, percuotendosi. Osservò la scena, poi decise di raggiungerli: uno sembrava più forte dell’altro, che sembrava lasciarlo fare per paura, per timore. Barnaba li separò e li invitò a spiegarsi. Da quanto raccontarono, si trattava di due buoni amici, che avevano discusso per una stupidaggine e uno dei due si era arrabbiato con l’altro. Considerata l’autorità del più forte sul più tirmoroso, Barnaba decise di raccontare loro una storia, per spegnere l’animosità.

C’era una volta un ragazzo dal cattivo carattere. Suo padre gli regalò un vaso pieno di chiodi e gli disse di piantarne uno nel recinto del giardino, ogni volta che perdeva la pazienza e litigava con qualcuno. Il primo giorno, egli ne piantò 17 nel recinto.
Le settimane seguenti, imparò a controllarsi ed il numero di chiodi piantati nel recinto diminuiva, giorno per giorno: aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare chiodi.
Finalmente, arrivò un giorno in cui il ragazzo non piantò più un chiodo nel recinto. Allora andò a trovare suo padre e gli disse che, per quel giorno, non aveva ancora piantato alcun chiodo. Suo padre, allora, gli rispose di togliere un chiodo dal recinto per ogni giorno in cui non aveva perduto la pazienza.
I giorni passarono e, finalmente, il ragazzo disse a suo padre che aveva tolto tutti i chiodi dal recinto.
Il padre condusse suo figlio davanti al recinto e gli disse:
“Figlio mio, ti sei comportato bene, ma guarda quanti buchi ci sono nel recinto. Non sarà mai più come prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di cattivo, gli lasci una ferita come quel buco. Puoi piantare un coltello nelle carni di un uomo e dopo toglierlo, ma gli resterà sempre una ferita. Poco importa quante volte ti scuserai: la ferita rimarrà. Una ferita verbale fa male quanto una ferita fisica. Gli amici sono gioielli rari, ti fanno sorridere e ti incoraggiano. Sono pronti ad ascoltarti quando ne hai bisogno, ti sostengono e ti aprono il cuore”.

I due ragazzi si misero a piangere e si abbracciarono, confortandosi. Barnaba prese loro le mani e li riaccompagnò fino al villaggio. L’amicizia aveva trionfato, ancora una volta.



Chiuse il Libro e restò in silenzio con il capo chino. Rifletteva.

Fratelli,
questo brano ci invita a riflettere sull’importanza dell’Amicizia.
Credo che parlare di questo in un ambiente come il nostro sia particolarmente significativo. Come dice il brano “gli amici sono gioielli rari, ti fanno sorridere e ti incoraggiano. Sono pronti ad ascoltarti quando ne hai bisogno, ti sostengono e ti aprono il cuore”.
Sarà sicuramente capitato a tutti noi di trovare delle difficoltà sul nostro cammino e di avere bisogno di un gesto di vera Amicizia. Ed è anche a questo che siamo chiamati, carissimi: a vivere insieme nella fraternità, comportandoci da amici.
Vedete fratelli, qualche giorno fa riflettevo con Madre Fenice, che interrogandomi, mi chiedeva cosa farei nei momenti di difficoltà. Ebbene, oltre alla preghiera e alla disciplina personale, cercherei il conforto nell’amicizia di un mio confratello, che mi possa consigliare ed ascoltare con sincero affetto e con spirito disinteressato. Essere Comunità, credo significhi anche crescere nell’Amicizia fra di noi, in quella sua forma autentica che ci porta ad essere sostegno gli uni per gli altri.
Carissimi, possa l’Altissimo illuminare i nostri cuori e guidarci a vivere come amici: i legami che instauriamo diventino il riflesso umano dell’amore di Dio.


Continuando la preghiera, recitò insieme ai presenti la professione di fede.

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN

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tacuma
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 13 gennaio 1461   Dom Gen 13, 2013 8:35 pm

Ascoltava con attenzione le parole della giovane.
Annuiva Tacuma nel sentirla parlare e gioiva nel vedere come ella avesse compreso a fondo le parole di Barnaba, quel beato che egli tanto amava.
Poi con voce lieve ripete ' il credo

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

Amen

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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 13 gennaio 1461   Dom Gen 13, 2013 8:36 pm

Padre Ello ripeté il Credo:

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

Amen
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Fenice
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 13 gennaio 1461   Dom Gen 13, 2013 9:44 pm

Madre Fenice amava molto le meditazioni di San Barnaba, ed era una gioia sentirne il testo e sentire le riflessioni che proponeva Sorella Arianna.

Con gioia si unì alla professione di fede


Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN


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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 13 gennaio 1461   Lun Gen 14, 2013 12:14 am

Dopo aver recitato il Credo Arianna congedò i presenti con la benedizione:

L'Altissimo, che ci ama e ci ha scelti come suoi figli, ci custodisca e ci renda capaci di vera amicizia.

Amen.


Infine, Magister Musicus intonò il canto Da pacem Domine.
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Principe93
Volto Noto
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 13 gennaio 1461   Mar Gen 15, 2013 2:45 pm

Principe intonò con gli altri il canto.
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