Monastero Aristotelico di San Domenico

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L'Ordine di San Domenico piange il confratello Padre Tacuma, deceduto all'alba del 15 settembre. I funerali si svolgeranno il giorno 30 nella Basilica di Santa Caterina ai Sibillini, e la salma sarà tumulata qui nella cripta del Monastero. Pace a chi riposa in Dio e a chi rimane.

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 Preghiera del 20 gennaio 1461

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Aryale
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MessaggioTitolo: Preghiera del 20 gennaio 1461   Dom Gen 20, 2013 2:57 pm

Arianna, dopo il Battesimo del giovane Dealer_ iniziò a preparare la cappella per la preghiera comunitaria.
Era nuovamente domenica e oggi, per la prima volta, iniziava a sentire il peso delle sue scelte.

Sistemò il Libro, riassettò i merletti sull'altare, controllò le candele e come al solito mentre Magister Musicus iniziava a provare i canti, lei si inginocchiò un po' in disparte.

Era stanca, nel suo animo rodeva un tarlo.
E tutta via pensava che era proprio quando la fedeltà era difficile che aveva più senso.

Solo una frase le uscì di bocca. Una frase rivolta al Dio che in cuor suo aveva scelto di servire:


Sono qui, anche oggi.
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Fenice
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 20 gennaio 1461   Dom Gen 20, 2013 4:18 pm

Madre Fenice s'inginocchiò prima dell'inizio della consueta preghiera domenicale, e rivolse all'Altissimo i propri pensieri cercando la concentrazione.
Poco distante pregava Sorella Arianna, e cercò di non fare il minimo rumore per non disturbarla.
Dimensione personale e dimensione comunitaria venivano così a unirsi nel rivolgersi al Padre.

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tacuma
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 20 gennaio 1461   Dom Gen 20, 2013 4:58 pm

Entro' nella cappella e cercando di far meno rumore possibile raggiunse uno scranno.
Sedette.
le sua ossa doloronti quel giorno gli impedivano di inginocchiarsi

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Aryale
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 20 gennaio 1461   Dom Gen 20, 2013 5:56 pm

Arianna si avviò verso l’altare mentre il canto che ormai tutti i confratelli avevano imparato dava inizio alla celebrazione.
Magister Musicus intonò il Gaudeamus omnes in Domino con voce squillante.

Il cappellano lasciò che il coro dei presenti terminasse e poi, tenendo fede al suo proposito di completare la lettura delle meditazioni di San Barnaba, si avvicinò al Libro. Erano a metà percorso: avrebbe infatti dato lettura della quinta meditazione.


Citazione :


Dopo aver soggiornato a Bayeux, Barnaba proseguì il suo cammino fino a sera inoltrata e si fermò in un albergo, per passarvi la notte. Meditò a lungo, prima di addormentarsi, su ciò che aveva vissuto a Bayeux, in occasione delle nozze di una giovane coppia. Il ragazzo, di buona famiglia, aveva sposato per amore la figlia di un contadino. Tuttavia, la sua educazione aveva indurito il suo cuore più di quanto non avrebbe dovuto: trattava la sua sposa come se non avesse alcun valore e le faceva costantemente notare che il denaro che possedevano non veniva dalla famiglia di lei, ma da quella di lui.Però l’amava davvero: solo che non sapeva dimostrarlo. Barnaba non riusciva a prendere sonno. Allora si alzò e scrisse una lettera, destinata a quel giovane:

Mio caro amico
È notte, e tuttavia io sono sveglio. Ci tenevo a scrivervi alcune parole riguardo al vostro matrimonio, a cui ho assistito a Bayeux, poiché mi è sembrato che voi ignoraste alcuni precetti derivanti dalla sacra unione compiuta davanti a Dio ed agli uomini.
Il matrimonio non è prodotto del caso o dell’evoluzione delle forze naturali: è una saggia istituzione voluta dal Creatore per realizzare tra gli uomini il suo disegno d’amore. Grazie al dono reciproco di sé che è proprio ed esclusivo di questa unione, gli sposi tendono alla comunione dell’essere per un mutuo perfezionamento personale, in connubio con Dio, che ha come scopo la generazione ed educazione di nuove vite.
Se lo si considera sotto questa luce, appaiono chiare le esigenze caratteristiche dell’amore coniugale, di cui è assolutamente necessario possedere un’idea quanto più esatta possibile.
In primo luogo, è un amore pienamente umano, cioè sia sensibile che spirituale: non è solo un trasporto di istinto e sentimento, ma soprattutto un atto di libera volontà destinato a mantenersi e crescere nel tempo, attraverso le gioie ed i dolori del quotidiano, grazie ai quali gli sposi diventano un cuor solo e un’anima sola, raggiungendo insieme la loro perfezione umana.
In secondo luogo, è un amore totale, ossia una forma specialissima di amicizia personale, attraverso la quale gli sposi condividono generosamente ogni cosa, senza riserve indotte né calcoli egoistici. Chi ama veramente il suo sposo non l’ama solo per ciò che ne riceve, ma per lui o lei, felice di poterlo arricchire del dono di sé.
Inoltre, è un amore fedele ed esclusivo fino alla morte. Ed è proprio così che lo concepiscono il marito e la moglie, nel giorno in cui assumono, liberamente ed in piena consapevolezza, l’impegno di un legame matrimoniale; è una fedeltà talvolta difficile, ma sempre possibile, sempre nobile e meritoria. Nessuno può negarlo. L’esempio di tanti sposi, nel corso dei secoli, prova non solo la sua conformità alla natura del matrimonio, ma la sua essenza di fonte di profonda e durevole felicità.
Infine, è un amore fecondo, che non si estingue nella comunione tra sposi, ma che è destinato a continuare, generando nuova vita. Il matrimonio e l’amore coniugale tendono, per loro natura, alla procreazione ed all’educazione dei figli, che sono il dono più eccezionale da esso derivato e contribuiscono grandemente al benessere dei genitori.
Barnaba

Posò la penna, piegò la lettera e andò a dormire. Fuori era quasi l’alba. Il gallo cantava…

Chiuse il Libro e restò in silenzio con il capo chino. Rifletteva.

Fratelli,

oggi riflettevo leggendo questa meditazione.
Benchè io sia spesso fra queste mura, vivo ancora nel mondo e ho modo di vedere cosa spesso ne è fuori da qui del progetto di amore che l'Altissimo aveva per gli uomini.
Pensavo all'amore sponsale e all'enorme e profondissimo dono che costituisce per coloro che ne sono chiamati. Fratelli è con dolore che spesso vedo svilito e sminuito questo Sacramento.
Si tratta di un amore profondo ed esclusivo, scelto per tutta la vita davanti a Dio e agli uomini. E da questo amore, da un sentimento così puro e nobile, nasce la vita in senso fisico e in senso spirituale.
E' in questa unione benedetta che l'esistenza degli sposi trova senso e compimento culminando nella procreazione.
Resto sempre stupita da questo prodigio: la vita che si rinnova a partire da una scelta di amore.
E noi? Cosa dice a noi questa lettura?
Abbiamo un compito importante, Carissimi. Per mezzo del Sacramento che siamo chiamati a celebrare viene benedetta questa unione. E dobbiamo pregare perchè nel mondo essa venga riscoperta e perchè l'amore dei coniugi sia un segno luminoso e visibile del modo in cui Dio stesso ama tutti noi.
Recentemente è stato istituito nella nostra università un corso di formazione per nubendi. Possa esso essere un aiuto a chi decide di voler comprendere meglio l'essenza del sacro vincolo del matrimonio.


Si fermò un poco nel silenzio. Poi riprese rinnovando insieme ai Fratelli la sua professione di fede.

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN
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Ello
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 20 gennaio 1461   Dom Gen 20, 2013 7:06 pm

Anche Padre Ello entrò in Cappella, si segnò e si sedette al suo solito posto. La preghiera era già iniziata per tanto si mise a sedere in silenzio.
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Fenice
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 20 gennaio 1461   Dom Gen 20, 2013 9:10 pm

Madre Fenice ascoltò come sempre con estrema attenzione le parole di Sorella Arianna, che quel giorno la toccavano molto da vicino poiché a breve avrebbe celebrato un'unione metrimoniale.

Non era semplice far comprendere il valore sacramentale dell'unione... di essa si vedeva la dimensione di festa, l'occasione mondana e il coronamento dell'amore terreno, ma il significato sacro dell'unione era difficile da far comprendere...

Le sfuggì un lieve sospiro e dopo aver lanciato un'occhiata discreta a Padre Tacuma, che sembrava afflitto da dolori che gli rendevano difficili i movimenti, si unì ai confratelli nella professione di fede:


Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN

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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 20 gennaio 1461   Dom Gen 20, 2013 9:56 pm

Sussurrava il credo sempre rimanendo seduto e sperando che i confratelli comprendessero.
Apprezzava la lettura di Aryale e comprendeva forse le motivazioni che la spingevano.
Afferro' lo sguardo di madre Fenice e le sorrise annuendo lentamente e poi torno' ad osservare il giovane cappellano pensieroso

Signore fa' in modo che la tua voce le resti nell'anima

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Aryale
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 20 gennaio 1461   Dom Gen 20, 2013 10:05 pm

Dopo la recita del credo Credo Arianna impartì la benedizione finale:

L'Altissimo, che ha voluto il sacro vincolo del Matrimonio affinchè dall'amore si rinnovi la vita, ci benedica e ci custodisca.

Amen.


Magister Musicus intonò il canto finale Da pacem Domine.

Arianna invece si ritirò a passo svelto nella sua cella senza rivolgere parola ad alcuno.
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