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Santa Messa del 3 gennaio 1458

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1 Santa Messa del 3 gennaio 1458 il Sab Gen 02, 2010 11:22 am

Padre Heldor

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Padre Generale
Padre Generale
Padre Heldor si portò sul pulpito a celebrare la prima messa dell'anno... Lo sguardo era stanco e per chi lo conosceva bene, sapeva che molti, troppi pensieri, gli stavano passando per la testa... Ma lo stesso era lì e si schiarì la voce con forza, quindi prese la parola:

Fratelli e sorelle, dobbiamo gioire! Un nuovo anno, denso di speranza e fede è cominciato e nel nostro cuore, per quanto flebile possa essere, vi è sempre la speranza della pace in terra e del trionfo della fede sull'eresia, della conoscenza sull'ignoranza! - lo sguardo percorse i volti dei presenti e sorrise, prendendo un pò di forza da queli volti e da quegli sguardi, quindi riprese a parlare - Oggi vi leggerò un passo che io ritengo fondamentale, non solo per il suo denso significato, ma anche per il fatto che in questo passo si parla della creazione, imperfetta e immensa, ma che è è il mondo in cui noi, poveri frati e suore, religiosi, ci troviamo ad operare. In gioventù pensavo che tutto fosse possibile, credendoci fino in fondo... Ed ora che sto invecchiando questa idea è sempre più radicata in me! L'iniziare di un qualcosa è portarsi a metà dell'opera... E poi? Quando ci si ritrova davanti a un muro, che non si riesce a superare non per cattiva volontà nostra, ma per carenza di operosità altrui, come dobbiamo comportarci? - prese fiato per un istante e riprese, con ancora maggior vigore - Cosa dobbiamo fare? Arrenderci? MAI!!! - tuonò e la sua voce riecheggiò nella chiesa - Si arrese Domineddio quando si accorse di aver creato qualcosa di imperfetto? No! Distrusse ciò che aveva fatto per rifarlo meglio? No! Egli diede all'uomo la possibilità di scegliere come comportarsi e così regolò quell'imperfezione. E noi, Suoi umili servitori, cosa dobbiamo fare? Andiamo avanti per la nostra strada, fedeli all'inverosimile al nostro giuramento e costanti nella caccia del male sparso da Colui che non ha Nome... E potremo sempre girare a testa alta di fronte a coloro che hanno iniziato ma poi hanno lasciato la loro opera a metà!

Ora:


a Creazione II: La vita



Dio era perfetto; La sua creazione era imperfetta. Era consapevole di ciò; la sua creazione non pensava. Era Lui a decidere quello che doveva fare; la Sua creazione si era solo adattata a quello che era il Suo volere. Lui era capace di creare; La sua creazione faceva solamente quello che era necessario per sopravvivere. Lui volle amare la Sua creazione e volle che essa amasse Lui; la sua creazione era incapace di amare.

Dio quindi riunì tutto l'amore che aveva in Lui e lo trasformò in spirito che non poteva essere toccato o visto, o avvertito, o assaggiato, o sentito, poiché era differente dalla materia. Lo spirito conteneva l'Intelligenza, costituita dalla ragione e dai sentimenti. Dio vi mise tutto di se stesso: la capacità di scegliere e percepire.
L'Altissimo associò la materia con lo spirito, cosicchè potessero esistere in armonia col mondo, e chiamò tutto ciò “Vita.”

Ma la vita era imperfetta. Anche se creata da Dio e composta di Lui, non era completamente Lui. La sua capacità di scegliere era parziale, perché la sua conoscenza e le sue capacità non erano illimitate. La sua capacità di percepire fu troncata, perché costituita da materia, neutra ed impersonale. Ma Dio volle amare la vita, e volle che la vita lo amasse di rimando.

Affinchè Dio e la vita si potessero amare l'un l'altro, era necessario che la seconda si sforzasse continuamente di avvicinarsi alla perfezione divina. Poichè la vita non era capace di uguagliare questa perfezione, l'Altissimo creò il terzo movimento: le cose più alte sarebbero andate verso Dio. Così, la materia della quale era composta la vita, essendo una cosa pesante, fu posata sul mondo, perchè andò verso il basso. Ma, poichè la vita era composta anche di spirito, che era una cosa più alta, essa avrebbe teso alla perfezione divina.

E sul mondo, la vita prese una moltitudine di forme, dalle più piccole alle più grandi. Le piante si riempirono della luce di stelle, mentre coprivano il mondo con un strato di fogliame. Gli animali erravano o volavano tra le piante. Mentre Dio sembrava immobile, la vita sembrava essere in incessante movimento. Effettivamente, Dio, essendo eterno, non era soggetto a questo bisogno perpetuo di mobilità, al contrario della vita che deve essere incessantemente in attività. Lui sembrava così essere immobile. Ma era questo continuo movimento che a Dio piacque su tutto il resto mentre osservava la Sua creazione.

Ma Dio non aveva concepito il movimento della vita come una forza infinita e, affinchè potesse continuare, era necessario che l'animale mangiasse la pianta, che il predatore divorasse la preda, e che i cadaveri degli animali si decomponessero per dare nutrimento alle piante. Così, la morte diventò parte integrante della vita. Ma,
affinchè la morte non distruggesse le Sue creature, Dio divise ogni specie in due forme complementari che furono chiamate maschile e femminile. Entrambi erano uguali e si sarebbero dovuti cercare per unirsi, così da perpetuare la vita.

Così, Dio creò il tempo, quando la morte segue la vita, ed il discendente segue i suoi genitori. Nello stesso modo, l'acqua raggiunse il cielo per tornare sulla terra ed alimentare i fiumi, e il fuoco uscì dai vulcani per nutrire la terra che custodiva fuoco al suo centro. Il mondo intero era chiaramente in un moto perpetuo della vita, mentre Dio
appariva immobile, non essendo soggetto alle costrizioni del tempo.

E che queste parole vi siano di ispirazione nel momento in cui siete scoraggiati...

Amen!


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2 Re: Santa Messa del 3 gennaio 1458 il Sab Gen 02, 2010 2:14 pm

andosan

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Spirito Inquieto
Spirito Inquieto
Padre Andosan ascoltò le parole sempre forti di S.E. Heldor e pensò alla triste situazione della sua terra, all'aridità dei cuori di molti: iene fameliche in cerca di una facile preda azzoppata da scannare ... Poi pensò all'ordine domenicano, progetto in cui ci ha creduto fin da subito, difficile da attuarsi ma con l'aiuto di tutti e del buon Dio sarebbe stato possibile.

3 Re: Santa Messa del 3 gennaio 1458 il Sab Gen 02, 2010 3:50 pm

tacuma

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Dignitario
Dignitario
Amen...
Erano forti le parole di padre Heldor, ed anche il modo di esporle aveva sorpreso Tacuma.
La sua veemenza, il suo tono....

Andiamo avanti per la nostra strada, fedeli all'inverosimile al nostro giuramento e costanti nella caccia del male sparso da Colui che non ha Nome... E potremo sempre girare a testa alta di fronte a coloro che hanno iniziato ma poi hanno lasciato la loro opera a metà! Le parole e l'incitamento di padre Heldor erano chiarissimi. Ed ultimamente egli lo faceva sempre piu' spesso.
Tacuma comprese che il buon padre spingeva i suoi confratelloi non solo al lavoro e all'impegno sempre maggiore, ma all'attenzione verso cio che facevano quali servi del Signore.


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