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 Preghiera del 27 gennaio 1461

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Aryale
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MessaggioTitolo: Preghiera del 27 gennaio 1461   Dom Gen 27, 2013 2:04 pm

Arianna entrò in Cappella segnandosi.
Sistemò i banchi, la tovaglia sull'altare, accese le candele e predispose gli incensi.

Una volta terminato vide con la coda dell'occhio che Magister Musicus si stava predisponendo a provare i canti.

Era per lei il momento di raccogliersi in preghiera ma proprio non le riuscì di inginocchiarsi. Per non dare troppo nell'occhio prese quindi la ramazza e iniziò a spazzare il pavimento mentre attendeva l'arrivo dei confratelli. Vedendola indaffarata avrebbero pensato probabilmente al suo zelo nel pulire la Cappella. Nessuno si sarebbe quindi accorto del grande vuoto che da giorni albergava nel suo animo.
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Ello
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 27 gennaio 1461   Dom Gen 27, 2013 2:21 pm

Padre Ello entrò in Cappella, si segnò e rimase in piedi a guardare Arianna che spazzava. Tutte le volte che lui entrava le stava sempre a pregare, ma quella volta no. Gli sembrava strano, ma passò oltre.
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Aryale
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 27 gennaio 1461   Dom Gen 27, 2013 6:35 pm

Non appena vide un po' di persone riempire la piccola chiesa del monastero, Arianna si avviò verso l’altare. Magister Musicus intonava il Gaudeamus omnes in Domino.

Quando ebbe terminato, Arianna si schiarì la voce e diede lettura di una delle ormai usuali meditazioni di San Barnaba.


Citazione :


Sesta meditazione

Un giorno, durante il viaggio, Barnaba si accorse di essersi perso. Era una circostanza piuttosto rara, ma sembrava che il suo sesto senso l’avesse abbandonato. Continuò il cammino, fino a raggiungere Aurillac, in Alvernia. Il villaggio era piuttosto animato, per via del mercato. Barnaba ne approfittò per acquistare delle provviste, poi si recò a meditare qualche istante vicino ad una piccola cappella all’angolo della piazza, un po’ discosta ed al di fuori da tutta l’agitazione. La cappella era dedicata a San Francesco, ed in quel momento vi erano raccolti una mezza dozzina di fedeli. Barnaba ne fu stupito e chiese ad un’anziana signora: apprese, quindi, che era il giorno della festa del santo. Egli, allora, approfittò di questa piccola assemblea per predicare.

Amici miei, giunto nel vostro villaggio, sono stato fortemente colpito dall’onestà dei cittadini. In effetti, ho acquistato in fretta e furia alcuni panini e avevo fatto un errore nel pagarli; il panettiere mi ha gentilmente fatto notare che gli avevo dato troppo. In seguito, dal fruttivendolo, un cieco stava acquistando dei legumi e, anche in questo caso, non ci sono stati furti né inganni, neanche di un centesimo. Credetemi: l’onestà è diventata rara! Vi racconterò una storia, avvenuta ad Aurillac, molto tempo fa...

Un giorno, un taglialegna stava tagliando un ramo che sporgeva al di sopra di un fiume. Improvvisamente, l’ascia gli sfuggì dalle mani e cadde nell’acqua. L’uomo piangeva così amaramente che Dio gli apparve, chiedendogli il motivo della sua disperazione.
Il taglialegna gli spiegò che la sua ascia era caduta nel fiume e che, poiché era povero, non aveva i mezzi per acquistarne un’altra. Con sua grande sorpresa, l’uomo vide Dio immergersi nel fiume e riportare in superficie un’ascia d’oro:
- E’ questa la tua ascia? Gli domandò
Il taglialegna rispose “No”.
Allora Dio ritornò nell’acqua e, stavolta, tornò su con un’ascia d’argento:
- E’ questa la tua ascia? Gli chiese di nuovo.
E di nuovo il taglialegna rispose “No”.
Al terzo tentativo, Dio risalì con un’ascia di ferro e gli chiese nuovamente:
- E’ questa la tua ascia?
- Sì, gli rispose stavolta il taglialegna.
Dio, commosso dall’onestà dell’uomo, gli regalò tutte e tre le asce. Il taglialegna tornò felice a casa, contento di aver incontrato Dio, di essere stato onesto e di aver guadagnato due asce.

Perciò, la vostra onestà vi renderà più ricchi di quanto non siate: non ricchi di monete e preziosi, ma di amore, amicizia e virtù, poiché l’onestà è la base della vita sociale. La menzogna è la peggior cosa: mentire a se stessi o agli altri può distruggere non solo una vita, ma anche un amico, uno sposo. Dio riconoscerà tra di voi i più virtuosi e aprirà loro le porte del Sole.

Barnaba si inginocchiò davanti alla piccola cappella, mentre gli abitanti lo osservavano con ammirazione, rapiti dalle sue parole; poi ripartì, esattamente com’era arrivato…


Chiuse il Libro e dopo aver lasciato un piccolo spazio per la riflessione iniziò il suo breve commento. Arianna ci stava mettendo il solito impegno, la buona volontà nel servizio, la precisione nella lettura e tuttavia un insolito tremore della voce tradiva un quacosa di strano in lei.

Fratelli,

questo brano ci parla dell'importanza dell'onestà.
Nel nostro mondo trovare delle persone rette e oneste può spesso sembrare cosa ardua, così come già lo era ai tempi in cui San Barnaba predicava.
Si tratta di una grande qualità morale. Essa oltre a farci avanzare nel cammino che ha per meta la salvezza eterna, ci arricchisce di pace interiore.
Io credo, carissimi, che l'onestà sia sempre ricompensata materialmente o spiritualmente.
E' bene che l'onestà nelle questioni materiali si accompagni ad un sereno distacco dai beni, poichè esso ci aiuta a non essere troppo attaccati a ciò che è futile e terreno, preservandoci da inutili tentazioni.
Assai più prezioso è però l'essere onesti nelle cose dello spirito, con se stessi e con gli altri.


Rabbrividì e divenne pallida in volto. Fu per un attimo come se una stilettata le trapassasse il petto.

Essa ci permette di girare a capo alto mostrando il viso e di rapportarci con rettitudine verso i nostri fratelli.
Ci consente poi di trattare noi stessi con il rispetto che meritiamo: noi infatti siamo uomini, la stirpe eletta fra tutte creature dell'Altissimo.


Terminò così. Era un vero e proprio strazio per lei e non vedeva l'ora di scendere dal pulpito per tornare a rifugiarsi nella sua cella. Scacciando quei pensieri riprese poi insieme ai Fratelli con la professione di fede.

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN
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Attle
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 27 gennaio 1461   Dom Gen 27, 2013 6:59 pm

Attle entrò nella cappella del Monastero mentre venivano letti alcuni passi della vita di San Barnaba. Si sedette dietro Padre Ello e ripetè la professione di fede:

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN
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Ello
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 27 gennaio 1461   Dom Gen 27, 2013 7:05 pm

Padre Ello dopo aver ascoltato un'altra volta le meditazioni di San Barnaba ripeté il Credo

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
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Nella Vita Eterna.

AMEN
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Fenice
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 27 gennaio 1461   Dom Gen 27, 2013 8:29 pm

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN


Madre Fenice ripeteva le parole, ascoltava, guardava... Sorella Arianna era molto pallida e sembrava non stesse bene. Era difficile dire se fosse un malessere del corpo o dello spirito, e difficile diventatava trovare un comportamento adeguato.
Il cuore le diceva di avvicinarsi e chiedere... il raziocinio le insinuava nei pensieri il dubbio.
Pregò con maggior intenzione, chiedendo le venisse mostrato cosa dovesse fare, e mentre guardava il volto della giovane e si chiedeva cosa succedesse, tale era la sua concentrazione nel guardare e nel chiedere che non si accorse che la professione di fede era terminata.

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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 27 gennaio 1461   Lun Gen 28, 2013 12:03 am

Dopo il Credo Arianna impartì la benedizione finale:

L'Altissimo, che ci ha scelti come stirpe eletta, ci benedica e ci custodisca nella pace.

Amen.


Magister Musicus cantò il Da pacem Domine.

Arianna invece chinò il capo e si avviò verso la sua cella. In cuor suo si sentiva sconfitta.
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 27 gennaio 1461   

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