Monastero Aristotelico di San Domenico

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L'Ordine di San Domenico piange il confratello Padre Tacuma, deceduto all'alba del 15 settembre. I funerali si svolgeranno il giorno 30 nella Basilica di Santa Caterina ai Sibillini, e la salma sarà tumulata qui nella cripta del Monastero. Pace a chi riposa in Dio e a chi rimane.

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 Preghiera del 3 febbraio 1461

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Aryale
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MessaggioTitolo: Preghiera del 3 febbraio 1461   Dom Feb 03, 2013 1:35 pm

La giovane entrò segnandosi in cappella.
Iniziò a predisporre la chiesetta per la preghiera che di lì a poco avrebbe tenuto.

Come sempre sistemò una tovaglia con dei merletti sull'altare, accese le candele e preparò il libro aperto sulla pagina giusta.

Poi si inginocchiò su di una panca. Non pregò, ma già solo il fatto che il suo corpo accettò di prostrarsi, fu un segno che il suo spirito poteva avviarsi verso la guarigione.

Intanto, come ogni domenica, Magister Musicus entrava per provare i canti.
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Fenice
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 3 febbraio 1461   Dom Feb 03, 2013 6:39 pm

Senza far rumore Madre Fenice entrò e si inginocchiò per una preghiera personale prima di quella comunitaria.
Non voleva disturbare Sorella Arianna, la vide immersa nella preghiera e se ne rallegrò, poiché ultimamente l'aveva vista provata da qualcosa che forse era un malessere fisico, ma forse era invece un'ombra scesa a provarla nell'intimo.
I cantori provavano sottovoce alcune frasi dei canti, e la volta si animava di lievi risonanze.

Madre Fenice giunse le mani nella preghiera.

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Aryale
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 3 febbraio 1461   Dom Feb 03, 2013 7:01 pm

Alzò gli occhi sentendo qualcuno giungere nella chiesetta. La cappella era quasi vuota e fra i pochi volti presenti l'unico noto era quello di Madre Fenice. Arianna provò dolore nel vedere i suoi confratelli disertare, ma non lo diede a vedere. La campana suonava i suoi rintocchi: era ora di iniziare. Così, mentre si dirigeva verso l'altare, Magister Musicus intonava il Gaudeamus omnes in Domino.

Terminato il canto, diede lettura della meditazione di San Barnaba scelta per quel giorno.


Citazione :


Settima meditazione


In viaggio tra Saintes e La Rochelle, Barnaba incontrò un uomo, sul bordo della strada: egli sedeva su un tronco e piangeva. Barnaba si fermò e si sedette accanto a lui. L’uomo non si fece pregare e, appena Barnaba si fu seduto, gli raccontò tutte le sue disgrazie, poiché aveva davvero bisogno di parlare. Sua moglie era andata via, il suo raccolto era stato misero, due delle sue quattro vacche erano morte, i suoi amici gli avevano voltato le spalle: in breve, era un periodo veramente difficile per il pover’uomo. Allora, Barnaba gli raccontò questa storia:

Un giorno, l’asino di un fattore cadde in un pozzo.
L’animale gemeva ormai da ore ed il fattore si chiedeva cosa poteva fare per salvarlo. Alla fine, considerò che l’animale era vecchio e che, in fin dei conti, il pozzo doveva essere dismesso. Concluse, perciò, che non era utile tentare di recuperare l’asino.
Chiamò i suoi vicini e chiese loro di venire ad aiutarlo. Ognuno portò una pala, e cominciarono a riempire il pozzo di terra. All’inizio l’asino, rendendosi conto di quello che stava succedendo, si mise a ragliare furiosamente. Poi, meravigliando tutti, tacque.
Dopo alcune palate di terra, spinto dalla curiosità, il fattore guardò finalmente il fondo del pozzo e ne fu sbalordito...
Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l’asino reagiva immediatamente: si scuoteva la terra di dosso e calpestava, poi, il suolo sotto i suoi zoccoli. Mentre i vicini del fattore continuavano a gettare la terra sull’animale, l’asino se la scuoteva di dosso e saliva sempre più in alto. Presto videro l’asino uscire dal pozzo e trotterellare via!

La vita cercherà di inghiottirvi sotto ogni tipo di lordura e macerie. Come fare ad uscire dal pozzo? Scuotersele di dosso per poter avanzare. Ognuna delle difficoltà che incontriamo è una pietra che ci permette di progredire. Possiamo uscire dal pozzo più profondo solo se non cessiamo mai di combattere.

Barnaba si alzò, mise un braccio attorno alle spalle dell’uomo, prese la corda che legava le due vacche del fattore e riportò tutti a Saintes…


Chiuse il Libro e lasciò qualche minuto di riflessione. Intanto pensava che quella lettura le parlava intimamente.

Fratelli,

quante volte ci sentiamo stanchi e scoraggiati? Capita a tutti di provare la sensazione di stare sul fondo di un baratro dal quale sembra impossibile risalire.
Questo brano ci insegna che anche nelle situazioni più disperate si può sempre trovare una soluzione.

Sono due gli aspetti che più mi hanno colpito in questa meditazione. E' vero che c'è rimedio per ogni problema. Ma è altrettanto vero che i problemi non si risolvono solamente restando sul fondo del pozzo a ragliare furiosamente e con disperazione. Il dramma che stava vivendo l'asino ha trovato il lieto fine perchè lui ha iniziato a reagire. Si è necessario agire, Fratelli, anche nello sconforto più cupo, fiduciosi che poi torneremo a vedere la luce del sole.

E l'altro aspetto che mi ha meravigliato, e che in qualche modo ritrovo presente in ogni lettura, è che l'asino non si salva da solo. Chi di noi può avere la presunzione di bastare a se stesso?
L'animale si salva poichè altri iniziano ad aiutarlo. Sono i vicini. Questo è sicuramente un monito per ognuno di noi: nella difficoltà dobbiamo fare la nostra parte, ma dobbiamo anche permettere a chi abbiamo intorno di aiutarci e a nostra volta aiutare coloro che sono al nostro fianco e che potrebbero aver bisogno di noi per salvarsi. Questo, Carissimi, significa essere una Comunità.


Abbassò il capo e attese. Poi riprendendo la parola guidò la professione di fede.

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 3 febbraio 1461   Dom Feb 03, 2013 8:50 pm

Padre Ello tornato dalla giornata di lavoro entrò in cappella, si mise a sedere e ascoltò la funzione.

Arrivato il momento del Credo assieme ai presenti disse:


Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
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Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 3 febbraio 1461   Dom Feb 03, 2013 8:53 pm

Madre Fenice ascoltò la lettura e la riflessione di Sorella Arianna, e nelle sue parole indovinò una sfumatura personale e ne trovò una per se stessa.
Difficoltà... problemi... delusioni... sconforto... e la forza di andare sempre avanti e la sorpresa di trovare una mano tesa.

Mentre ripeteva le parole del Credo, si domandò se fosse abbastanza capace di tendere la mano per aiutare gli altri, se sapesse accorgersi del loro bisogno, se fosse abbastanza forte da tenere unita la comunità del Monastero come una vera famiglia. Aveva bisogno della mano dell'Altissimo...


Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 3 febbraio 1461   Dom Feb 03, 2013 9:56 pm

Una volta terminata la professione di fede Arianna si schiarì la voce e procedette con la benedizione:

L'Altissimo, che che ci invita a non disperare durante le difficoltà e ad assistere i nostri fratelli nel momento del bisogno, ci benedica e ci custodisca nella pace.

Amen.


Poi si mise in disparte e fece cenno a Magister Musicus di intonare il Da pacem Domine.
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tacuma
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 3 febbraio 1461   Dom Feb 03, 2013 10:44 pm

Possiamo uscire dal pozzo più profondo solo se non cessiamo mai di combattere.


La voce dolce di Aryale lo accolse mentre trafelato giungeva in cappella.
Aveva fatto tardi, chiuso in biblioteca dalle prime ore dell'alba, e se ne doleva, ma la gioia nel sentir leggere le meditazione di quel beato che tanto amava era certo che sarebbe stata necessaria per il perdono del Signore.
Ascolto' attento il cappellano sorridendo.

Si è necessario agire, Fratelli, anche nello sconforto più cupo, fiduciosi che poi torneremo a vedere la luce del sole.
la voce chiara della giovane riempiva il sacro luogo

Con l'aiuto del Signore sempre torneremo a veder la luce del sole...dobbiamo lavorarci pero'
penso'.
Poi congiunse le mani e in un sussurro recito' il credo

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