Monastero Aristotelico di San Domenico

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 Preghiera del 21 Aprile 1461

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Aryale
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MessaggioTitolo: Preghiera del 21 Aprile 1461   Dom Apr 21, 2013 11:24 am

Entrò nella chiesetta segnandosi e fece la genuflessione.
Iniziò quindi a predisporre la Cappella per la consueta preghiera della domenica. Spolverò l'altare e le sedute che stavano accanto ad esso. Vi mise sopra una tovaglia ricamata, il leggio e due ceri. Si curò di aprire il Libro alla pagina corretta, ramazzò a terra e quindi si recò al primo banco. Il capo chino fra le mani, sorretta dall'inginocchiatoio, rendeva lode a Dio per tutto ciò che aveva vissuto nella settimana.
Intanto attendeva il suono della squilla e la voce del Magister che segnavano l'inizio di quell'appuntamento settimanale.

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Matteo_Visconti
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 21 Aprile 1461   Dom Apr 21, 2013 3:36 pm

Come suo uso, Matteo si recò quella domenica mattina in chiesa per potersi dedicare alle preghiere e come sempre vi trovò Madre Arianna genuflessa nelle sue pie orazioni verso l'Altissimo. Il ragazzo non volle disturbarla, conosceva fin troppo bene come quei momenti fossero di un intimità profondissima tra la propria anima e l'Onnipotente sopratutto per persone virtuose come quella sacerdotessa e quindi si fermò tra gli ultimi banchi ove, dopo essersi inchinato, cominciò anche lui a pregare.
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Fenice
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 21 Aprile 1461   Dom Apr 21, 2013 4:23 pm

Madre Fenice entrò nel silenzio raccolto della Cappella e senza disturbare Madre Arianna e il giovane Matteo s'inginocchiò per pregare e preparsi a seguire la celebrazione domenicale.

Quiete, silenzio, concentrazione... la preghiera sgorgava spontanea dal suo animo, e la stanchezza dei giorni precedenti si scioglieva.

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Attle
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 21 Aprile 1461   Dom Apr 21, 2013 7:48 pm

Teodoro, come sempre di buona voglia, si recò presso la Cappella del Monastero.
Era una domenica particolare,era infatti la sua prima domenica successiva alla sua ordinazione.
Entrò nella cappella e come di consueto Madre Fenice e Sorella Ayrale erano sempre puntuali, le salutò con un piccolo cenno, poi iniziò a ripassare i canti della celebrazione.
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Aryale
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 21 Aprile 1461   Dom Apr 21, 2013 8:21 pm

Fu il suono della pia campana ad annunziare l'inizio della preghiera. Si rialzò quindi e si diresse verso l'altare mentre le note del Gaudeamus omnes in Domino si alzavano a riempire la Cappella.

Quando tornò nuovamente il silenzio nella piccola chiesetta Madre Arianna iniziò a leggere il brano che aveva scelto per quella domenica.


Citazione :

Così provo a relazionarsi con questi poveri essere umani; parlò loro spiegando la filosofia di Aristotele e gli insegnamenti dell’Altissimo.

"Aristotele, " disse, "ci insegnò che l'uomo saggio deve prendere parte alla vita della città. Voi, miei amici, guardatevi. Siete felici? Sperduti come siete al centro del nulla? Amici miei sappiate che l'uomo per natura è fatto per vivere con i suoi simili”.

Avendo detto ciò, Christos moderò le sue parole, con queste:

"Ma non dimentichiamo che ogni uomo ha anche un’individualità, ogni uomo ha il suo proprio rapporto con Dio e con la natura. Per non dimenticarlo e per trovare in voi le risorse necessarie alla riflessione, Dio vuole che voi possiate, ogni tanto, entrare in ritiro, lontano dalla città, al fine di ritrovarvi nuovamente, nella preghiera e nella calma, nella quiete e nella concentrazione del vostro spirito.

Il ritiro è quindi un mezzo per allontanarsi dalla città, per meglio contemplarla e meglio apprezzarla”.

Chiuse quindi il Libro restando un poco a riflettere prima di procedere con il commento.

Fratelli, il brano di cui ho dato lettura ci insegna quale è l'atteggiamento da tenere per condurre un'esistenza gioiosa, nell'esercizio della Virtù. Proprio in questi giorni, in occasione dell'Ordinazione di Fratello Attle, pensavo a quanto è bello vivere nel nostro Ordine che mi piace pensare come una piccola società. Sì, ognuno di noi è chiamato secondo i propri talenti a partecipare alla vita di questa comunità in modo attivo, per il bene di tutti e per la realizzazione umana di ciascuno.

Ma in egual modo siamo chiamati a ritirarci nell'intimità del nostro rapporto con Dio. Dobbiamo attingere a questa risorsa, coltivare una vita spirituale che sia individuale e che diventi il mezzo per crescere in pienezza. Da qui attingeremo le risorse, le forze, le intenzioni necessarie per poi stare serenamente fra la gente.

Come ben spiega il brano, è necessario trovare il giusto equilibrio fra la dimensione comunitaria e quella individuale per vivere in pienezza la nostra esistenza. L'una non deve prevaricare sull'altra ma devono nutrirsi a vicenda ed integrarsi con armonia.
E' necessario trovare degli spazi per una vita che sia solo propria, e trovarne altri per coltivare il rapporto con i Fratelli e con Dio. Credo siano questi i pilastri su cui si debba reggere una vita proba.

Possa l'Altissimo concedere a tutti noi la grazia di una vita spirituale feconda e di un generoso impegno nelle nostre comunità.


Dicendo quest'ultima frase alzò gli occhi al cielo e solo dopo una piccola pausa aggiunse:


E ora Fratelli, rinnoviamo insieme la nostra professione di fede.

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN

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Fenice
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 21 Aprile 1461   Dom Apr 21, 2013 9:01 pm

Come sempre, Madre Arianna aveva colto un aspetto importante di riflessione, che oltre ad essere argomento generale era anche ben collegato a ciò che succedeva nel Monastero.

Madre Fenice meditò sulle sue parole, e si unì alla recita del Credo chiedendosi se nella propria vita vi fosse equilibrio fra i due aspetti.


Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN

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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 21 Aprile 1461   Lun Apr 22, 2013 12:29 am

Dopo aver recitato il credo con i confratelli impartì la benedizione finale.

L'Altissimo ci aiuti a trovare sempre il giusto equilibrio nella vita spirituale e in quella comunitaria affinché possiamo crescere in pienezza, per il bene nostro e della nostra società.

Amen.


E mentre congedava l'assemblea il Magister Musicus intonò il canto finale.

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Matteo_Visconti
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 21 Aprile 1461   Lun Apr 22, 2013 12:44 am

Matteo aveva molto apprezzato la predica fatta della sua ex-insegnante. Sorride un attimo riflettendo su quelle parole e chiudendosi un attimo in preghiera tra sé e sé. Alla recitazione del Credo, tornò quindi al reale unendosi al coro dei fedeli venuti ad assistere alla messa di Madre Arianna.

"Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN"


Infine rieccheggiò tra le labbra l'ultima parola pronunciata dalla pia suora prima di godere anch'egli del canto di chiusura della funzione.

"Amen"
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