Monastero Aristotelico di San Domenico

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L'Ordine di San Domenico piange il confratello Padre Tacuma, deceduto all'alba del 15 settembre. I funerali si svolgeranno il giorno 30 nella Basilica di Santa Caterina ai Sibillini, e la salma sarà tumulata qui nella cripta del Monastero. Pace a chi riposa in Dio e a chi rimane.

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 Fra le cartiere

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AutoreMessaggio
Eckart
Spirito Inquieto
Spirito Inquieto
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Numero di messaggi : 175
Data d'iscrizione : 08.01.10

MessaggioTitolo: Fra le cartiere   Gio Gen 21, 2010 10:29 pm

Passato che ebbe le cucine... Eckart, che si trovava un poco più nell'agio al percorrere in lungo e in largo il Monastero, ormai divenuto familiare, decise di varcare una stanza che lo aveva a lungo incuriosito... fin dai primi giorni.
Sapeva che ci si sarebbe introdotto prima o poi... e sapeva che il momento doveva ben arrivare nei luoghi della propria anima...

Di ogni avvicinamento importante, d'altra parte, si deve aver cura come si ha cura di seguire le fasi di un rito.

Non vana curiositas, la sua... semmai un'esperienza molto comune. Quando si osserva un quadro... molte cose possono fissare la nostra attenzione. E dipende da tanti fattori... dal passo compiuto solo un momento addietro, dal pensiero che assilla, dal momento che si vive, dal punto in atto della digestione o del vuoto di stomaco, da memoria recondita o recente, dai sofismi dell'intelletto, giacchè ci sarà pure un legame tra la propria visione del mondo e la propria concezione del colore o dell'immagine, del fermo o del mosso, del divenire in quanto tale, della luce o dell'ombra. E allo stesso modo, quando si inizia a frequentare un posto...e ci si avvicina con i propri occhi... si vedono cose e si fanno considerazioni... Si seleziona, forse, l'ordine primario dal secondario, ci si organizza nei propri spazi, si affina la percezione dell'ambiante, nelle sue cose immobili, e nelle sue cose mobili, talvolta associando luogo-persona... sia pur semplicisticamente. Si vive dapprincipio un luogo come luogo di tutti, e pian piano... esso diventa luogo proprio, luogo dell'io con gli altri... scoprendo dove maggiore possa essere il proprio discorrere... o la preponderanza dell'essere, più incline a certe congiunture, a certe polveri, a certi angoli, piuttosto che altre congiunture, polveri o angoli.

Il luogo che attrasse Eckart fin dai primi giorni... era il luogo delle Cartiere... quando entrò... riscoprì quella particolare situazione d'anima che conosceva molto bene... la passione quasi istintuale per le pergamene appena sbiancate....

Entrato... gli si illuminò il volto...... e lo spirito suo assunse i caratteri di ciò che gli antichi hanno speso in pagine e pagine col nome di "Stupore".... che per Aristotele è addirittura l'inizio del filosofare!

Trasse repentinamente a sè un piccolo blocco di fogli.... li respirò ad uno ad uno... e fu la sua stessa anima a respirare di odori vitali e rigeneranti.... galvanizzata come dal trasporto di un pharmakon.

Eckart si sentiva bene in quel luogo... lo sentiva... forse indebitamente... suo.... si voglia perchè era sì desolato... si voglia per quella particolare condizione d'habitat.

Si sedette... al centro della sala... chiuse gli occhi e spalancò le braccia.... Il pensiero suo... si perse in un volo fra cose amiche... gli amati fogli, immensi orizzonti di possibilità letterarie.

E poi che un poco si riebbe... "Grazie... O Signore mio, per queste gioie che mi dai"... Fu la frase intensa che gli proruppe dalla bocca.

E così dicendo... si rialzò di slancio a sempre nuova vita.

E poi che l'estasi consumò il suo ultimo cenno... e che la ragione tornò sul sentimento... il pensiero, da fenomenologico che era, tornò a farsi analitico.

L'occhio di perlustrazione sulle cose, però, restò sovrano e ideale nella ricerca... prima di fissarsi su tre carte gialle molto semplici ma bellissime.... Ad Eckart pareva che fossero a lui destinete... se ne appropriò... già riflettendo che avrebbe dovuto scrivere della Domenica della intera sua Vita al suo amore, a Sofia.
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