Monastero Aristotelico di San Domenico

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L'Ordine di San Domenico piange il confratello Padre Tacuma, deceduto all'alba del 15 settembre. I funerali si svolgeranno il giorno 30 nella Basilica di Santa Caterina ai Sibillini, e la salma sarà tumulata qui nella cripta del Monastero. Pace a chi riposa in Dio e a chi rimane.

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 Preghiera del 21 Luglio 1461

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Aryale
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MessaggioTitolo: Preghiera del 21 Luglio 1461   Dom Lug 21, 2013 11:57 am

Entrò in silenzio e facendo una profonda genuflessione chinò il capo. Era preoccupata quel giorno e non avrebbe avuto voglia nè di incontrare i confratelli, nè di tenere la preghiera: avrebbe desiderato restare raccolta pregando in solitudine. Ma aveva scelto di servire la Chiesa e l'Ordine e questo significava farlo anche quando diventava difficile.

Iniziò quindi a predisporre tutto per la preghiera comunitaria.
Pulì i pavimenti, spolverò l'altare e le panche, accese ceri e incensi e preparò il Libro. Nel frattempo arrivò anche Padre Adamo e lei gli sorrise. Infine, contrariamente a quanto era solita fare, si ritirò in sacrestia e attese lì il suono della campana.

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Fenice
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 21 Luglio 1461   Dom Lug 21, 2013 3:59 pm

Madre Fenice entrò in cappella, richiamata dalla voce di Padre Adamo che intonava sottovoce l'incipit del canto d'ingresso.
Madre Arianna non era inginocchiata in preghiera, ma tutto era pronto per iniziare la celebrazione comunitaria.
Piegò le ginocchia e giunse le mani, ringraziando e chiedendo allo stesso tempo serenità operosa per tutto il monastero.
E per se stessa non chiese nulla, poiché già poter vivere con i confratelli entro le mura del monastero era una grande grazia.

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Aryale
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 21 Luglio 1461   Dom Lug 21, 2013 6:52 pm

Mentre ancora suonava la campana il Magister intonò il Gaudeamus omnes in Domino e Madre Arianna si diresse verso l'altare per accogliere l'assemblea e dare lettura del brano scelto.

Citazione :

Un giorno che Niccolò si era ritirato un po' in solitudine, sulle rive del lago di Tiberiade, un uomo d'aspetto modesto gli si avvicinò e chiese:

"- Perché preghi, amico mio?"
- Prego perché è nostra abitudine pregare gli dèi in determinate ore del giorno, così mi è stato insegnato fin dall'infanzia.
- Pensi che questo modo di pregare sia quello giusto? domandò l'uomo che altri non era che Christos.
- Non lo so, ma è l'unico che conosco.
- Quindi, rifletti; credi che i tuoi dèi siano felici di vederti eseguire gesti e rituali che si eseguono d'abitudine senza conoscerne il perché? Pensi forse che delle preghiere recitate meccanicamente possano essere efficaci?
- Certo che no, rispose Niccolò, sei nel giusto.
- Chi non fa altro che obbedire agli ordini come una macchina, senza esaminare criticamente per penetrare nella propria intima essenza, non si sforza affatto verso Dio e verso la Salvezza; la maggior parte delle volte, se ne allontana.
Se non capisce il significato di quello che fa, allora non è in grado di comprendere in cosa le preghiere sono utili e non ne riceverà alcun sollievo, poiché sarà estraneo al concetto di amore.
Vieni, seguimi e apprenderai cosa sia l'amore e come non vi sono molte divinità, ma un solo Dio, poichè per lo stesso motivo per cui non può esistere che un solo amore, così non ci può essere che un solo Dio per riceverlo.

Così Niccolò, abbandonando tutti i suoi beni, seguì Christos, ricevette il suo insegnamento e divenne uno dei dodici discepoli chiamati apostoli.

 

Quando ebbe terminato attese un poco prima di iniziare con il commento. Poi prese fiato ed iniziò a parlare. 

Fratelli, oggi ho scelto un brano tratto dall'Agiografia di San Niccolò. Esso parla della preghiera e più in generale dell'atteggiamento con il quale dobbiamo rivolgerci all'Altissimo.
Sebbene son monaco e sacerdote da poco tempo, mi è capitato già diverse volte di essere inghiottita da una sorta di apatia che mi faceva pregare e celebrare con indifferenza.
Non so se capita anche a voi ma spesso mi succede di non accorgermi di quale dono sia la vita qui, di non pregare con la giusta partecipazione. Solo a volte mi capita invece di riuscire a offrire all'Altissimo il mio lavoro, anche quando un altro tipo di partecipazione non scatta.
Il nostro Dio è il Dio della verità. Ed è nella verità che dobbiamo rivolgerci a Lui. Evitiamo i formalismi e viviamo la nostra fede in modo autentico sia nei momenti semplici che nella difficoltà.
L'Altissimo non giudica le nostre debolezze se ci rivolgiamo a Lui con animo sincero e non per abitudine. Chiediamo dunque insieme di aiutarci a restare in un rapporto con Lui che si basi su gesti autentici e veritieri.



E quando ebbe terminato recitò la professione di fede invitando i presenti ad unirsi a lei.

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef. 
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN

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Ello
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 21 Luglio 1461   Dom Lug 21, 2013 9:23 pm

Padre Ello entrò nella Cappella un attimo prima dell'inizio della cerimonia, ascoltò la lettura su San Nicolò e l'omelia subito successiva poi si unì al coro recitando il Credo:

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN
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Fenice
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 21 Luglio 1461   Dom Lug 21, 2013 11:23 pm

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN


Madre Fenice unì la propria voce a quella dei confratelli, dando in cuor suo ragione a Madre Arianna. Conosceva l'umana debolezza dell'apatia, della stanchezza e dello scoraggiamento, e sapeva quanto fosse difficile mantenere sempre vivo il calore dell'entusiasmo... ma sapeva che offrendo sinceramente a Dio anche le debolezze e i fallimenti, il Suo amore e il Suo sostegno non sarebbero mancati.

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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 21 Luglio 1461   Lun Lug 22, 2013 10:57 am

Dopo aver recitato la professione di fede, Madre Arianna aprì le braccia e invocò la benedizione dell'Altissimo sull'assemblea.

L'Altissimo, ci benedica e ci aiuti a rivolgerci con lui in un rapporto di verità e autenticità.
Amen.


Poi giunse le mani e mentre il Magister intonava il canto finale uscì dalla Cappella.

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