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 Santa messa del 24 gennaio 1458

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AutoreMessaggio
tacuma
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MessaggioTitolo: Santa messa del 24 gennaio 1458   Dom Gen 24, 2010 10:54 am

un'altra domenica nasceva sul monastero e padre tacuma, indossati i paramenti in sagrestia, si avviava con passo fermo verso la cappella per celebrare il giorno dedicato al riposo.
Arrivato al pulpito osservo' i confratelli in attesa.
I volti sereni erano indice della tranquillita' interiore di una vita al Signore dedicata.
Apri' il libro delle virtu'...

Dal libro delle virtu', il mito aristotelico - la vita -

...Dio quindi riunì tutto l'amore che aveva in Lui e lo trasformò in
spirito che non poteva essere toccato o visto, o avvertito, o
assaggiato, o sentito, poiché era differente dalla materia. Lo spirito
conteneva l'Intelligenza, costituita dalla ragione e dai sentimenti.
Dio vi mise tutto di se stesso: la capacità di scegliere e percepire.
L'Altissimo associò la materia con lo spirito, cosicchè potessero
esistere in armonia col mondo, e chiamò tutto ciò “Vita.”

Vita...cari fratelli e sorelle, torno su un argomento che mi ha sempre toccato e tutt'ora mi tocca.
La vita che Egli, il nostro signore, ci ha donato permeandola di tutto quell'amore che Egli soltanto poteva dare.
La vita nella quale Egli mise tutto di se stesso.
La vita nella quale uni' alla semplice materia lo spirito.
E noi siamo stati i prescelti dal Signore per questo dono superbo.
Ma noi spesso dimentichiamo questo enorme e meraviglioso atto d'amore dell'Altissimo e cadiamo nell'errore offendendolo.
Dimentichiamo di onorarlo e dedicare a Lui le nostre vite.
Ci rivolgiamo ai nostri simili senza portare quell'amore che ci e' stato donato.
Creiamo guerre atroci dove i nostri cari muoiono, dove ci scontriamo gli uni con gli altri
Sembra quasi che la nostra materia e il nostro spirito , talora, non siano , come Egli voleva, in armonia col mondo.

Vi invito quindi a riflettere su questo e pensare a quanto dolore potremmo provocare a noi stessi , ma soprattutto al nostro Signora ogniqualvolta la nostra strada si allontana dai sui dettami.
Ci benedica L'Altissimo per mano dei suoi due profeti Aristotele e Christos, e infonda in noi la consapevolezza sempre maggiore di essere uomini al suo servizio, dediti a portare la sua porola presso le sue genti.
Amen

Sorrise ai presenti e lentamente si avvio' verso la sagrestia

_________________
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andosan
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MessaggioTitolo: Re: Santa messa del 24 gennaio 1458   Dom Gen 24, 2010 1:02 pm

Padre Andosan ascoltò la celebrazione dedicata al grande dono della vita, condivideva le parole del confratello. Anche lui aveva visto il disprezzo per la vita imperante in alcuni periodi storici, oppure vedeva trionfare il pensiero che voleva il dono della vita assolutamente slegato al credo aristotelico. Quindi il Padre alla fine della celebrazione si avvio verso la sagrestia per aiutare Padre Tacuma a svestirsi.
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Eckart
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MessaggioTitolo: Re: Santa messa del 24 gennaio 1458   Dom Gen 24, 2010 3:15 pm

Eckart si sentiva onorato... per grazia dell'Altissimo e della volontà sua... dalla possibilità di poter assistere alla Saggezza del Monastero nelle sue diverse forme, prima fra tutte quella della Santa Messa domenicale. Non conosceva Padre Tacuma, ma la sua autorevolezza gli apparve poco visibile negli abiti capitolari, trovandosi piuttosto nella fermezza con cui egli predicava la Verità. Spontanee gli venivano alcune considerazioni su quell'uomo... che sapeva essere edotto da finissima cultura, avendo egli la responsabilità della Biblioteca conventuale. Anzitutto... Immaginava quanta cura avesse usato nel scegliere il passo da commentare... e a quale esercizio d'umiltà avesse dovuto provarsi con se stesso per calare il complesso nel semplice, e renderlo così a disposizione di tutti... senza corromperne l'argomento. Era, di per sè, quel Padre, una dimostrazione dell'esistenza di Dio... Così Eckart si spiegava il fenomeno appena considerato.... Padre Tacuma non poteva che essere ispirato dalla fede nel suo ragionare: altra soluzione non vedeva. Nutriva perciò, nei suoi confronti, quel rispetto e quella stima che riscontrava nella vita e opera dei suoi Santi prediletti, i Santi teologi. Perchè, a ben riflettere, aveva sempre considerato una cosa: non semplicemente l'alto sapere fa di essi cagione di Santità, ma ben altro: la fatica intellettuale ha bisogno del cuore, ed il cuore è misura della ragione, suo impedimento in lotta per divenirne risorsa.... cosicchè, nella giusta interpretazione delle Scritture... doveva un poco ricompiersi e riformularsi il miracolo della rivelazione. E i miracoli... lo sappiamo... trasfigurano. A questa conclusione Eckart era giunto: "I teologi plasmano la natura dell'interpretazione modellando le Sacre Scritture come cera... esprimendo le infinite verità e forme dell'unica sostanza materico-spirituale... nello stesso momento in cui l'Altissimo sta plasmando le loro anime a guisa dell'amore e dimostrazione della vita, esprimendone le infinite possibilità interpretative. Una sorta di doppio movimento sincronico: antimetria dell'accadere"
A quali prove aveva dovuto arrivare lo Sirito di quel Padre! E nonostante tutte quelle prove... la sua serietà non aveva perso candore... Egli parlava della necessità della vita... della necessità della pace! Eckart non avrebbe potuto trarre associazione più complessa, e allo stesso tempo semplice... allo stesso tempo tanto armoniosa e bella.

Terminata la messa... decise di fermarsi un poco in preghiera.... sentendosi quasi in una dimensione d'attesa. Gli avrebbe fatto tanto piacere poter incontrare Padre Tacuma, per presentarsi e scambiare qualche riflessione... Sperò che ciò potesse accadere in quell'occasione.
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MessaggioTitolo: Re: Santa messa del 24 gennaio 1458   

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Santa messa del 24 gennaio 1458
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