Monastero Aristotelico di San Domenico

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 Santa Messa del 7 febbraio

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andosan
Spirito Inquieto
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Età : 34

MessaggioTitolo: Santa Messa del 7 febbraio   Dom Feb 07, 2010 11:44 am

Il sole già splendeva a metà del cielo in una di quelle giornate che a stento si poteva etichettare come "invernale". No, decisamente, il sole già scaldava le pietre del monastero di un tepore quasi primaverile. Dalle finestre alte della Cappella di San Domenico entravano i raggi del sole colorati e si mischiavano a metà della navata centrale creando un'immagine di campo fiorito. Risplendeva colpito da questa luce il pastorale d'oro di Padre Andosan e la croce che lo precedeva portata da un confratello e alzata al cielo.
Arrivato all'altare il celebrante iniziò la santa messa.


"Cari fratelli, è oggi mio compito essere qui con voi per rendere grazia all'Altissimo e ai Santi Profeti. Il brano è oggi il capitolo V del Libro delle Virtù"

Quindi iniziò a leggere:

Citazione :
Joshua camminava nel deserto già da diversi giorni, bevendo l'acqua del
suo otre e mangiando cavallette dalla sabbia quando, stanco, fu pervaso
dal desiderio di sdraiarsi e di non muoversi più. Sembrava che una
forza misteriosa gli dicesse:
"Fermati, Christos, figlio di Joseph, perchè sei stanco. Se lo
desideri, potresti girarti e ritornare a casa tua senza faticare
oltre."
Era la creatura senza nome, che aveva vissuto nell’oscurità per
millenni. Essa non voleva che, attraverso Christos, la parola d'amore
di Dio fosse diffusa. Aveva deciso di corrompere Christos al fine di
distoglierlo dalla sua giusta missione. Se le radici dell’albero
fossero stati recise, non avrebbe dato frutto.
Christos rispose, senza rabbia: " Vattene da me, tu che mi vuoi far
smarrire nell’ozio, io continuerò perchè il mondo appartiene a coloro
che si alzano presto!"
E in quel momento la tentazione del riposo sparì.
Dopo, poiché Joshua aveva digiunato per giorni, divenne sempre di più
affamato. Aveva dolori alla pancia, e gli era venuto il desiderio di
mangiare le ultime provviste che gli erano rimaste nel suo sacco di
pelle di pecora. La creatura senza nome, dotata di un eccezionale
carisma, gli disse:
"Apri il tuo sacco Christos, figlio di Joseph, poiché sei affamato.
Mangia questo pane e questa carne che ti attendono. Potrai sempre
mangiare le cavallette più tardi."
Christos gli rispose ancora senza rabbia:" Vattene, tu sei che mi vuoi
far smarrire nell’ingordigia. Non aprirò la mia borsa, poiché il mondo
appartiene a coloro che sanno resistere alla fame."
In seguito, mentre Christos si trovava in un bel paesaggio del deserto,
era stanco, affamato e le sue membra gli facevano male.
Improvvisamente, fissando l'orizzonte davanti a se, ebbe l’impressione
di vedere un’oasi. Era un laghetto circondato da verdi cespugli. L'oasi
era molto lontana, ma le lacrime di gioia sembravano non tenerne conto.
Christos si accorse ben presto delle figure femminili, nude, che
facevano il bagno nelle acque. La voce mielosa della creatura senza
nome gli disse:
"Perchè esiti, Christos, figlio di Joseph, ad unirti a loro? Non le
senti? Quelle belle donne che ti chiamano? Sono lì per te! E sono
bellissime, caspita!"
Christos rispose, senza rabbia:" Vattene, spirito del vizio, che vuoi
perdermi nella lussuria. Non devierò dal mio percorso, poiché, come è
vero che ti ho detto, quella oasi e quelle donne spariranno dalla mia
vista."
E infatti, ben presto, l’immagine dell’oasi sparì, lasciando Christos a
guardare soltanto il deserto che si estendeva fino all’orizzonte ed era
illuminato dal sole.
Così, quando Joshua iniziò a camminare, senza guardarsi indietro,
improvvisamente vide davanti a se l’immagine di una grande città.
Questa città era splendida, le torri e le mura non nascondevano la sua
ricchezza e le sue case, decorate con oro e pietre preziose, sembravano
brillare come migliaia di fuochi. Una cupola spuntava sopra la città,
superando tutte le altre. Era il palazzo del sindaco. La voce sommessa
della creatura senza nome chiamò Christos:
"Vedi quella bella città? Pensa alle sue ricchezze! Con i tuoi talenti,
se lo desideri, puoi diventare il sindaco. Poiché, in verità, sei stato
in grado di sopportare il digiuno per tutti questi giorni, resistendo
anche alla stanchezza e alla lussuria; la tua forza d’animo potrà
portarti molto in alto!"
Così Christos gli rispose, senza arrabbiarsi:" Vattene, spirito maligno
che vuole farmi perdere nell’orgoglio, nell'invidia e nell’avarizia. Io
resisterò anche a questi peccati perchè è un uomo piccolo quello che
che cede a queste pulsioni.”
La creatura senza nome gridò:" Dio ci ha reso i suoi figli, perchè
siamo i più forti tra le sue creature. Fra noi, io sono il suo
preferito, perchè io sono il più forte tra noi. Ho capito da solo che
il forte ha sempre dominato il debole, come gli uomini dominano le
mucche, i maiali e le pecore. Dio ci ha dato la sua creazione per
provare i mille piaceri del corpo e dello spirito che meritiamo. Vi è
un modo migliore di omaggiare Dio di saper apprezzare i piaceri della
sua creazione?"
Ma Christos ribatté:" Vattene, tentatore! La tua presenza in mezzo alla
creazione è un insulto verso Dio. Io ti conosco non come il suo
preferito. Lui ti relegò all’oscurità perchè ti eri allontanato dalla
sua luce. Ti ha lasciato la parola solamente per testare la fede dgli
umani."
E aggiunse:" Dio ci ha reso i suoi figli, poiché siamo gli unici che
possono amare senza aspettarci niente in cambio. Non ti ha dato questo
titolo, creatura vile, poiché non hai un cuore, poiché la tua anima è
nera come il carbone. Effettivamente, il mondo, creato da Dio, offre
migliaia di piaceri a anche di più. Effettivamente, dobbiamo rendergli
omaggio sapendoli apprezzare con il giusto valore. Ma questi piaceri
devono essere gustati e non divorati. Solo la virtù, come ci è stato
insegnato dal profeta Aristotele, ci permette di apprezzare questi
piaceri mondani senza cadere nel vizio e nel peccato."
Concluse infine:" Questo poiché il peccato è la negazione della
perfezione divina. Il totale abbandono a molti piaceri è accompagnata
dalla deviazione dall’amore di Dio, mentre l’assaporare misuratamente i
piaceri della creazione divina può essere fatto soltanto nell’amore del
nostro Creatore. Adesso vattene."
Improvvisamente, la creatura senza nome, che era strisciato al fianco
di Joshua, sparì, lasciandolo solo alle porte del deserto. Aveva
attraversato il paese delle tentazioni in quaranta giorni.

Quindi iniziò l'omelia dicendo:

"Aveva deciso di corrompere Christos al fine di distoglierlo dalla sua giusta missione. Se le radici dell’albero fossero stati recise, non avrebbe dato frutto. Cari fratelli, Christos padre della Chiesa è per noi una fonte inesauribile di riflessione. Egli ci invita a prendere la via stretta, a vivere la vita nell'esempio e nella virtù. Quante volte noi sacerdoti, ma anche semplici fedeli, veniamo messi di fronte alle nostre debolezze? Le tentazioni del mondo nella forma del denaro, della gloria e del potere ci corrompo l'anima e ci sviano dalla nostra missione. Se le nostre radici vengono tagliate noi non diamo più frutti: se noi ci lasciamo corrompere e non siamo saldi nel nostro esempio di fede, allora non saremo più di buon esempio ai nostri fedeli, perderemo la nostra autorevolezza. Siamo quindi saldi nella fede e scacciamo con l'aiuto reciproco il male che ci perseguita. Amen"

Finita l'omelia dette la benedizione finale:

"Oh Altissimo, rendi le nostre radici salde e fa che il nostro frutto sia buono e sano, donaci di vivere nell'esempio e di non dimenticare che siamo la creatura a te più gradita. Amen"

Detto questo Padre Andosan tornò con i confratelli in Sacrestia per svestirsi delle vesti e ricevere i fedeli.
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tacuma
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 7 febbraio   Dom Feb 07, 2010 12:09 pm

[i]Amen
Segui' in sagrestia il confratello e a voce bassa gli sussurro'

Grazie padre Andosan...grazie per ricordarci a cosa dobbiamo tendere e cosa siamo
grazie per rammentarci delle tentazioni che continuamente ci circondano e di rimanere saldi nella nostra fede


e lentamente lo aitava a sistemare i paramenti sacri

_________________
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Kemnos
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 7 febbraio   Dom Feb 07, 2010 1:50 pm

"Amen"

Padre Kemnos aveva ascoltato con attenzione l'omelia e con convinzione annuiva mentre Padre Andosan parlava.
Finita la Cerimonia si recò in Capitolo per il settimanale incontro tra i frati.

_________________
Padre Ennio "Kemnos" Borromeo Pelagio

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Eckart
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 7 febbraio   Dom Feb 07, 2010 2:39 pm

Eckart ascoltò le parole di Padre Andosan con molta attenzione... e la sua anima pareva esserne colta come rapita.
Quel discorso coglieva nel segno, nel centro della prova... perchè il nostro, mai come in questo periodo si era sentito tanto debole... mai aveva sentito così insidiosa e ravvicinata la presenza tentatrice del Senza Nome nella sua vita. Glielo dicevano i suoi pensieri... e glielo diceva il suo volto allo specchio, che rifletteva occhi irrorati di sangue. E glielo diceva la lotta che ogni secondo sentiva nella minaccia e nell'atttesa. Perchè la sua Sofia stava morendo, ed egli non aveva più forze, non aveva più lacrime, e non aveva più parole.
Sentiva che non gli sarebbe bastato tutto il sapere del mondo per elaborare il lutto che pian piano andava consumandosi... e cosa avrebbe potuto, allora, di fronte alla propria incapacità, lui che si era più volte percepito pessimo nei tentennamenti intellettuali e nella scarsa lucidità a risolvere i problemi?
Eckart sapeva che l'anima retta è accolta nelle gioia della beatitudine, conosceva la stupidità dell'egoismo unmano di fronte alla volontà dell'Altissimo, e non poteva certo pretendere di riavere la sua amata solo per egoismo, reclamando un possesso... Sapeva tutte qeste cose, se le era più e più volte ripetute... Peggio! In altre occasioni, e per altri, queste cose le aveva spiegate e insegnate! E nel momento della prova, la voce della virtù rimbombava estranea ma dirompente nela sua mente... Intanto che Padre Andosan parlava, e parlando, rimarcava il pericolo dell'insidia, e viceversa, la gioia della vittoria del bene sul male.
Gocce di sudore freddo gli scendevano dalla fronte nel corso della messa, ed era come se gli squarciassero le carni in lancinante dolore. Il suo cuore pesava come un macigno.
Si accasciò sulla panca, e ancora scuotendo il capo, spontaneo venne il riflesso di congiungere le mani, seppur scompostamente, per una difficile preghera che gli si imponeva come un comando. E fu allora che, alzando gli occhi, sentì dentro di sè una frase... "Eckart... tu non sei nel deserto!" .... frase che rimbombò rimbalzando in ogni angolo delle sue tempie.

"Eckart... tu non sei nel deserto!"

__________________________________________________________________________"Eckart... tu non sei nel deserto!"

___________________________________"Eckart... tu non sei nel deserto!"

____________________________________________________________________________________________________________________"Eckart... tu non sei nel deserto!"


Chi stava parlando????? Tutto si mescolava in una con-fusione irrefrenabile... le parole di Andosan assieme ai pensieri di Eckart... assieme a tutto quel bombardare che veniva da uno strano dentro-fuori.

scacciamo con l'aiuto reciproco il male che ci perseguita ____________________________________________________ Sto maleeeeeeeeeeeeeeee ______________________________________ scacciamo con l'aiuto reciproco il male che ci perseguita________________________________________________ "Eckart... tu non sei nel deserto!" __________________________________________ scacciamo con l'aiuto reciproco il male che ci perseguita

E terminato che fu il rito... al culmine della tenzone... Eckart tirò una testata sulla panca!

Le voci... sparirono!

Ed egli si sentì svuotato come dopo una lavanda cianinica.

Raccolse ogni forza residua per alzarsi... e moribondo si avvicinò alla sagrestia. Vide Padre Andosan serafico uomo di virtù... e Padre Tacuma, che lo stava aiutando con i paramenti sacri..... Si appoggò ad una colonna che quasi i piedi gli scivolavano via... e fece appena in tempo a riprendersi in una frase

... "Reverendi Padri... Vi prego di aiutarmi... accoglietemi in Confessionale, perchè sento di aver peccato e sento che il peccato sta corrompendo la mia anima!".....

che svenne, di schianto, al suolo!
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Marcello_borja
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Numero di messaggi : 43
Data d'iscrizione : 01.02.10

MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 7 febbraio   Dom Feb 07, 2010 6:58 pm

Amen
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