Monastero Aristotelico di San Domenico

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L'Ordine di San Domenico piange il confratello Padre Tacuma, deceduto all'alba del 15 settembre. I funerali si svolgeranno il giorno 30 nella Basilica di Santa Caterina ai Sibillini, e la salma sarà tumulata qui nella cripta del Monastero. Pace a chi riposa in Dio e a chi rimane.

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 La polvere dell'anima...

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AutoreMessaggio
Piccolomini
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MessaggioTitolo: La polvere dell'anima...   Mar Feb 23, 2010 8:46 pm

Tutto era stato pulito e riordinato, Padre Piccolomini aiutato da Marcello accese il fuoco nel camminetto della stanza e poi si sedette su una sedia davanti al caminetto, facendo segno a Marcello di sedersi sull'altra sedia.

"Allora caro figliolo, raccontami un pò di te, sappi che ti sono veramente grato per quello che hai fatto, l'Altissimo ti ha mandato a raccogliermi da quel portone, sei il mio salvatore avrei perso la vita là fuori. Grazie. Ma ora basta dimmi cosa ti ha portato qui dai domenicani?"
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Eckart
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MessaggioTitolo: Re: La polvere dell'anima...   Mar Feb 23, 2010 9:43 pm

Eckart si assicurò che il Reverendissimo Piccolomini raggiungesse la sua cella un poco più rasserenato e rinfrancato nella salute.... Ammirò il fare delicato e ricco di ogni pudore di fratello Marcello, mentre lo accompagnava. Aveva deciso di restarsene un poco in disparte, per non aggiungere altri pensieri a quell'uomo, che sembrava già molto provato.
Quindi si defilò, attendendo che il riposo necessario e dovuto compisse la sua ulteriore cura.
Tornò pertanto alle sue faccende. Ormai la sua presenza in Monastero era nota... Forse avrebbe avuto modo di incontrare altrove il buon Padre, ed in un'occasione più lieta. Lo conosceva da lungo tempo... fin dai tempi dei Dragoni, e dei primi giorni a Padova... chissà se il ricordo era rimasto vivo anche in quell'uomo, così impegnato in altre importantissime faccende, che la vita gli aveva messo davanti, portandolo lontano lontano, addirittura a Siena. Molte cose erano successe da allora... portando fratture e nuove congiunture, ristabilendo altri equilibri.

Era tempo di scrivere a suo fratello Romualdo100, padre di Enea Silvio.

Con questi pensieri, Eckart si diresse verso la sua cella, in Foresteria.
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Marcello_borja
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MessaggioTitolo: Re: La polvere dell'anima...   Mer Feb 24, 2010 12:14 am

Dopo aver aperto le due finestre così da far uscire la polvere, che densa e raggrumata parea quasi esser composta di crine canuto, e dopo aver acceso il lume, e mentre mi accingevo a cominciar a dispostare i pochi oggetti che costumati e utili altresì sono alla vita d'ogne monaco, udì le parole del Padre al quale subito risposi:

- Padre, volontà è stata certo del Signore ch'io v'abbia udito, e per questo coi miei prieghi Lo ringrazio per aver potuto aitarvi mentre di me bisogno avevate.

Notando il sorriso del Padre Piccolomini, che seduto mi fissava mentre discotendo andavo le lenzuola che poi avrei certo sostitute, proseguì:

- Quì venni a cercar pace, Padre, e per studiare. Sappiate che, dacchè natali in Mantua ebbi, fu desiderio dell'anima mia seguir la via della religiosa humiltas, e tal desiderio mi diede nel fato mio d'incontrar per cammino Padre Tebaldo, che Pater in Aristotelica Veritas ora mi è. Egli poi, vedendomi interessato e ben disposto a Dio, a questo Santo Asilo m'inviò e quì ora eccomi semplice Servus Ecclesiae.
Padre, a proposito, ho consegnato la vostra epistola nelle mani di Padre Tacuma.


Mentre andavo poi passando un panno per levar della piccola tavola della cella l'ultimo poco di polvere rimasto, un poco accigliato e pensieroso mi provai di dimandare ancora al Padre Piccolomini, che sembrava aver intanto ripreso un poco di colore:

- Se posso Padre domandarVi, ma cosa è accaduto a Voi? Incontraste i briganti forse e vi derubarono? Se così fosse... ispero del cuore mio fosser mossi da fame ... ma con un ecclesiastico che tutto si dona e tutto dona il suo a' poveri ... avrebber potuto chiedere invece che agir così ... Forse vi inseguirono nemici della Chiesa?

La mia curiosità era andata probabilmente oltre, tuttavia il viso del Padre era sereno... non mi restava ch'attendere una su risposta. Intanto il lavoro di pulizia sarebbe stato ancora lungo.
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Piccolomini
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MessaggioTitolo: Re: La polvere dell'anima...   Mer Feb 24, 2010 12:29 am

" Carissimo figliolo mio, io queste mure le ho costruite, il Codice dell'Ordine il quale tu segui io l'ho scritto con Padre Heldor, sono un pò il Padre di tutti qui, io e Heldor abbiamo raccolto i primi fratelli, poi ahimè gli impegni affidatomi, mi hanno portato lontano da qui, lontano da casa.
Io sono Arcivescovo Metropolitano, Missus Inquisitionis, Prefetto dell'Ufficio delle Nuove Chiese e membro dell'Ufficio del Gran Cameriere, tutti ruoli che mi hanno distolto dall'Altissimo, ma che ora che ho riavuto la vista mi consentono di lavorare per il bene della Chiesa.
Ma non potevo più restare lontano da casa. Così sono tornato!
"

Disse Padre Piccolomini, sorridendo a Marcello. Poi continuò:

"Figliolo, avrei piacere che tu mi facessi da assistente qui al monastero finchè non ritorno in forze, non preoccuparti di chiedere a Padre Heldor! Approposito, dov'è quel Rettore della malora? Speriamo venga a trovarmi..."

E rise di gusto...
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Marcello_borja
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MessaggioTitolo: Re: La polvere dell'anima...   Mer Feb 24, 2010 3:45 am

- Padre, ne sarei onorato... ma ne avrò la competenza? ... dico per svolgere cotanto officio?

Nel mentre cominciavo a metter fuori la polvere che quasi in tutta la cella era sparita, e intanto mi domandavo fra me e me "ma non è che il Padre ride forse perchè mi vorrà metter a pulire tutto il convento? Laughing Vabbè... se anche fosse tanto andrebbe comunque fatto" e così pensando continuai a ridacchiare dentro di me.

La stanza era oramai pulita, il letto rifatto e l'ora tarda conciliava il sonno. Chiusi la finestra e, data la stanchezza di S. E. pensai, avendogli preparati abiti puliti degni del suo rango e della sua condizione che erano nell'armadio, lo invitai a riposare augurandogli un buon sonno. Aggiunsi inoltre che per qualsiasi necessità avrebbe potuto rintraciarmi presso la mia cella senza esitare.
Così dicendo chiusi l'uscio e mi avvaia a riposare alemeno qulche ora prima che fosse tempo d'alzarsi.
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