Monastero Aristotelico di San Domenico

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L'Ordine di San Domenico piange il confratello Padre Tacuma, deceduto all'alba del 15 settembre. I funerali si svolgeranno il giorno 30 nella Basilica di Santa Caterina ai Sibillini, e la salma sarà tumulata qui nella cripta del Monastero. Pace a chi riposa in Dio e a chi rimane.

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 Santa Messa del 7 marzo

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AutoreMessaggio
andosan
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MessaggioTitolo: Santa Messa del 7 marzo   Dom Mar 07, 2010 3:09 am

Quella domenica padre Andosan si preparò per la cerimonia, una messa intima tra i confratelli, i novizi, gli oblati e qualche viaggiatore di passaggio.
Arrivato all'altare Padre Antonio aprì il messale e si accinse a leggere un passo del Libro delle Virtù:


Codice:
Miriam, che continuava a raccogliere le sue verdure, poté presto
permettersi di comperare un piccolo prato dove qualche pecora poteva
pascolare tranquillamente.

A Christos piacque aver a che fare con questi placidi animali. Quando
gli altri gli chiedevano il perchè, visto il duro lavoro che
richiedevano, Christos rispondeva: " Dio ha donato il lavoro agli
uomini in modo che ogni giorno possiamo meritarci il titolo di Figli di
Dio. Egli ci ha concesso di essere superiori agli animali e di essere
gli unici a beneficiare del dono del linguaggio, perchè siamo gli unici
in grado di amare senza volere nulla in cambio. Mi piacciono questi
arieti e queste pecore, non perchè spero di avere qualcosa in cambio,
ma poichè essi sono come siamo noi quando veniamo generati
dall'Altissimo.”

Christos spesso aiutava suo padre a trasportare i tronchi di legno a
casa dal mercato e lì guardava Joseph lavorarlo e dargli la forma. Un
giorno Christos disse:

"Questo legno che spiani e che tagli per farne oggetti è come
l’immagine del mondo. Come questo legno, il mondo diventa come noi
stessi lo rendiamo, perciò dobbiamo lavorarlo con amore e attenzione.
Gli uomini sono oggetti, e io vorrei fare di questi oggetti la mia
Chiesa."

Poi Padre Andosan iniziò la omelia al brano:

"Cari confratelli e fratelli, il messaggio più forte di oggi si può così riassumere: 'siamo gli unici
in grado di amare senza volere nulla in cambio
'. Questa riflessione è un po' il centro del messaggio di Christos, in cui il tema dell'amore è sempre presente. In questo caso Egli ci indica qual'è il vero amore dicendoci che esso si distingue per la sua gratuità. L'amore incondizionato e gratuito è la forma più grande di amore che l'uomo possa esprimere, ed è lo stesso tipo di amore con cui noi stessi siamo amati dall'Altissimo. Dio ci ama senza nulla volere da noi, anche quando noi non lo amiamo o lo rifiutiamo. Questo è il più grande messaggio che ci dà"
.

Detto questo Padre Andosan diede la benedizione e si avvicinò dopo la celebrazione al suo caro zio Tonius per confortarlo.
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Padre Heldor
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 7 marzo   Dom Mar 07, 2010 1:42 pm

Padre Heldor si era ripreso da quella fortissima febbre che lo aveva colto per quasi due settimane e che non gli avevano permesso di celebrare la messa nella domenica precedente... Ascoltò con attenzione le parole di Andosan ed annuì con piacere alle parole del carissimo confratello... Ciò nonostante aveva ancora il volto molto tirato per tutte le preoccupazioni che aveva in capo... Voci strane lo avevano raggiunto in quel periodo e lo sguardo, nonostante la febbre gli fosse effettivamente passata, era ancora febbricitante.

Ora però che era lì al monastero un leggero sorriso aveva preso posto sul suo viso...

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Eckart
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 7 marzo   Dom Mar 07, 2010 2:50 pm

Pensando all''amore, Eckart non poteva fare a meno che rivolgere un pensiero alla sua Sofia, che presto avrebbe sposato....
Quanto tempo era trascorso, dacchè gli occhi suoi s'erano incrociati con quelli di lei. Un tempo della vita ormai andato chissà dove, il tempo della giovinezza, qual periodo cortese, di corteggiamento e desiderio... i bei tempi in cui, da lontano, erano sonetti siciliani ad avvicinare il desiderio, che poi tornava e tornava, e s'avvicinava, e s'espandeva in caldi giacigli.
Ma anche l'amore doveva compiere, invero, il suo percorso... se era vero, come pareva, che ad altra concezione doveva giungere in età matura, nella mente di Eckart, ora che la via dell'erudizione s'accompagnava a quella dello spirito, et pareva che ogni pensiero prendesse giusta posizione nell'ordine delle armonie celesti... or che il dolce canto dello suo sentimento poteva ben essere collocato nella soavità dei cori angelici... ora che il tempo di quel peccato, quel sottile piacere che pareva sì innocente, e fu invece causa di sì grandi deragliamenti, s'era sperso.

Quante volte Eckart s'era detto... "Eppure lo sapevo" ... da tante letture precoci s'era detto... "Eppure lo sapevo"... fin dalla prima pagina del Simposio di Platone, Eckart aveva pensato.... "E' così chiaro l'amore... il sensibile nel gradino più basso... lo spirituale... nel ciclo più alto...".

Quanto basso quel volo, invece! Non era certo Platone che veniva in mente al nostro, nei letti caldi dalla consumata perdizione. E d'altra parte... come poteva l'astrazione platonica essere maestra d'amore? Idee balzane... si sarebbe detto... con Aristotele.

E oggi... nel corso della messa, Eckart metteva in un sospiro qualcosa che assomigliava ad una comprensione vera... Era in quel respiro il significato della sua ricerca, dove la vita superava di gran lunga la ricerca intellettuale, una vita trascesa, fin dall'inizio.

Era stato dunque giusto attendere così tanto il matrimonio... Quando si ama si vorrebbe tutto subito... ma è solo nell'attesa la possibilità di avere davvero.

Dacchè gli ultimi passi di vita erano stati compiuti... Eckart non si sarebbe mai più spostato da una certezza: che l'amore per una donna non può e non deve essere d'altra natura ed ordine dell'amore che dall'Altissimo viene, e all'Altissimo ritorna... perchè tutto si spiega nel suo disegno.

Sapere ciò... cambiava ogni cosa.

Con questa consapevolezza, terminata la messa, si avvicinò a Tonius... perchè sentiva da una ragione profonda che a lui doveva una qualche parola di conforto....

Quindi, sussurrando, gli disse:

"Fratello, per molti e anche per me, in questi giorni, la gioia che la vostra visita in monastero ha portato fa da contraltare alla vostra sofferenza. Perdonami se non ho il pudore di rispettare con il silenzio la tua condizione... Ma è quasi tutta la mia vocazione che sente il dovere di parlare alla vostra... Perchè io sento sommamente di capirvi... nonostante, come già per altro, i nostri passi siano sì differenti nella vita, e probabilmente portati a ben distinti destini.
Sappiate che la mia amata Sofia è stata ad un passo dalla morte... conosco bene il tormento che si prova di fronte a certi pensieri... Io sono certo più debole di Voi nella fede... ho sentito chiaramente la tentazione del Senza Nome all'odio, nei giorni della sofferenza... la mia anima si sarebbe perduta per sempre, se la mia amata non fosse tornata miracolosamente in vita. Ma Voi, Messere, che dimostrate ad ogni istante rettitudine e dignità di sguardo verso le decisioni... Voi avete la forza, proprio quand tutto sembra spegnersi, di confidare nella fede, e cercare nella fede il disegno che vi riguarda. Io sono sicuro... Troverete nel Vostro cuore la ragione della vostra esistenza... Sono sicuro che supererete presto e bene il Vostro male."
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Marcello_borja
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 7 marzo   Dom Mar 07, 2010 4:11 pm

Amen
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Kemnos
Dignitario Onorario
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 7 marzo   Dom Mar 07, 2010 6:02 pm

Padre Kemnos aveva assisitito alla Messa con attenzione, alla destra del Padre Generale. Da tempo stava cercando un momento per potergli parlare ma ancora non ne aveva avuta occasione...gli avrebbe fatto visita più tardi nella cella.

"Amen"

rispose assieme agli altri quando l'omelia del Dignitario ebbe termine.

_________________
Padre Ennio "Kemnos" Borromeo Pelagio

- Arcivescovo di Ravenna-
- Gran Priore dell'Ordine di San Domenico -
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Tonius
Irriducibile di San Domenico
Irriducibile di San Domenico


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Data d'iscrizione : 05.03.10

MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 7 marzo   Dom Mar 07, 2010 7:13 pm

Tonius si vide avvicinare il confratello Eckart che gli espose le sue parole di conforto...
Tonius ascolto' attentamente e gli rispose:


"Fratello Eckart, vi ringrazio delle vostre parole... Nella mia vita questa e' la seconda volta che perdo un'amore nel procinto di sposarla, ormai conosco quello sguardo perso nel vuoto del mio palazzo che attende solo di svanire tra le braccia della morte... Troppe volte l'ho visto... l'unica cosa certa e' che lascero' la mia citta' per trasferirmi, troppo dolore tra quelle mura difese mille volte, e giusto che quel dolore rimanga ove e'.
La Fede non l'ho mai persa, ma non crediate che la mia sia piu' o meno forte della vostra, e' Fede non se ne puo' misurare l'intensita' ma solo dimostrarla giorno per giorno.
In questi giorni il mio pensiero e' rivolto non solo all'amata che ho perso, ma ad una scelta di vita che alla mia eta' devo compiere.
Sono nato con la dedizione per la spada e per lo scudo, ma per offendere, ma sempre per difendere chi e' in difficolta'.
Sto studiano l'Arte della Guerra non per uccidere ma per mantenere la pace.
Premesso questo, sto vagliando l'ipotesi di dedicare la mia vita completamente all'Altissimo, per questo sono qui per meditare se definitivamente e completamente dedicarmi all'Altissimo ma sicuramente la mia natura mi creera' qualche problema
Grazie per le vostre parole e per il tempo dedicatomi, spero di reincontravi presto fratello Eckart."


Tonius si congedo' e si avvio' per i corridoi del monastero.
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 7 marzo   

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