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 Messa solenne di inaugurazione della Cappella e dell'Abbazia

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Padre Heldor
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MessaggioTitolo: Messa solenne di inaugurazione della Cappella e dell''Abbazia   Dom Mag 17, 2009 7:40 pm

Padre Tebaldo salì sul pulpito… Era stata per lui una grandissima emozione potersi vestire dei sacri paramenti nella sacrestia dell’Abbazia che lui stesso, assieme ai confratelli, aveva costruito… Trasse un profondo respiro mentre guardava il coro dei confratelli e delle consorelle, poi i concelebranti ed infine gli oblati… Un sorriso fiero prese posto sul suo viso barbuto e con voce possente, tale che ai presenti parve che le colonne tremassero leggermente, cominciò il sermone di inaugurazione dell’Abbaziale di San Domenico:

Figli miei, fratelli, sorelle,
oggi è giorno di grande giubilo per tutti noi… Abbiamo la nostra abbazia res parendo!!! – disse alzando il capo verso la volta ed assieme ad esso seguì il movimento delle mani, come ad indicare ai presenti il luogo ove si trovavano – E quale passo migliore può esser letto oggi, se non uno dei miei preferiti:


Citazione :
La Creazione V: La riunione

Dio guardò il piccolo gruppo di creature che stavano piangendo, e si commosse. Si sentivano abbandonati da Lui, perché loro non erano dotati di talenti unici. Erano arrivati anche a credere che Lui li odiasse, mentre Lui amava ognuna delle Sue creazioni con un amore perfetto.Esse appartenevano a Lui, ed odiarle sarebbe stato odiare una parte di Lui. Lui aveva creato l'universo, il mondo, ed ogni forma di vita per amarli, e Lui lo faceva.

Con questo amore, Dio aveva dotato ogni specie di creature di talenti cosìcche loro potessero trovare il loro luogo speciale nella Sua creazione. Ma questo regalo splendido rimaneva invisibile agli occhi di questo piccolo gruppo di creature. Questi umani di cui era composto il gruppo erano rosi dal dubbio, rimanendo ciechi al Suo amore. Le loro lacrime erano sincere ma ingiuste. Loro chiedevano solamente di essere amati di Lui, ma non vedevano che Lui già li amava.

Le altre specie erano già consapevoli dei loro regali, ma non ne capivano la ragione. Tutte pensavano di essere le uniche ad essere così ricompensate. Alcune pensavano che solamente la forza ed il potere erano regali di Dio. Altri fecero lo stesso errore con la velocità, la numerosa progenie, la longevità, la lana, la capacità di volare o il territorio che era stato loro riservato da Lui. Si consideravano dunque le uniche favorite da Lui e si credevano le preferite da Lui.

Ma quest'uomo chiamato Oane portava in lui il germe del talento che Dio aveva dato all'uomo. Gradualmente, prese coscienza del vero amore che Dio offriva alla Sua creazione. Lui cominciò a capire che ogni componente della creazione era amato da Dio, ma non sapeva ancora il perché. Quindi passava il suo tempo a guardare le stelle, sperando di trovarvi l'Altissimo, ma lui non sapeva nulla dell'onnipresenza di Dio.

Allora, Dio decise che era giunto il tempo di offrire la verità posta nell'universo alla specie in cui si trovava la sola creatura in grado di comprendere l'amore, l'unico vero significato della vita. Pensò che le Sue creature avrebbero dovuto provare l'amore che loro avevano per Lui. Per fare ciò, Lui decise di riunire insieme tutte le creature del mondo in un solo luogo e chiedere loro che cosa fosse la vita. Cosa avrebbe fatto di loro, sarebbe dipeso dalle loro risposte.

Allora, con il solo pensiero di Dio, tutte le creature del mondo intero furono a conoscenza della convocazione divina. Senza aspettare, si misero in viaggio. C'era una gigantesca pianura verdeggiante in un continente verdeggiante. Era là che il mondo intero stava per incontrarsi per ascoltare la domanda divina. Era là che il destino dell'universo stava per essere deciso.

Occorsero molti anni per mettere insieme così tante creature. Non tutti sopravvissero a questo viaggio lungo, ma nessuno ebbe mai intenzione di tornare indietro. Dio aveva infuso in loro il desiderio irrefrenabile di far parte della grande assemblea di tutta la creazione. Attraversarono i mari, le montagne, i ghiacciai, i deserti ardenti e molti altri luoghi impervi. Tuttavia continuarono a vivere, morire, mangiare e procreare, ma tutto ciò senza mai interrompere l'avanzata.

E finalmente venne il giorno fatidico in cui tutte le creazioni furono insieme.

Come vi dicevo questo passo è uno di quelli che amo di più ed anche, vista la situazione quello che più è adatto alla nostra situazione attuale… Infatti noi, confratelli e consorelle sotto il nome dell’Altissimo e di San Domenico, ci siamo riuniti come le creature del mondo che dopo la Creazione furono convocate dall’Altissimo in un unico luogo… E come loro siamo in attesa di essere tutti riuniti. Ma questo, ricordatelo sempre, è il primo giorno della nostra riunione al cospetto di Domineddio, in un’assemblea di credenti e praticanti, tutti decisi a raggiungere la conoscenza tramite la via monacale e lo studio della parola dei Profeti e delle vite dei Santi.
Si figli miei, siamo tutti qui per poter adempiere alla nostra voglia di pace e di studio, per servire l’Altissimo in umiltà e secondo i voti sacerdotali e/o monacali che ognuno di noi ha pronunciato davanti al Capitolo, per sradicare l’eresia, secondo gli insegnamenti di San Domenico, che la considerava come una forma di Ignoranza, quindi mancanza della Conoscenza!

Gioite fratelli e sorelle, questo è il primo passo per il nostro riconoscimento davanti alla Curia prima e davanti a mondo poi… Queste mura saranno la nostra casa fino a che decideremo di restarvi, ma anche nel momento in cui chiedessimo lo scioglimento dei voti fatti, sono certo che in cuor nostro porteremo in cuore un buon ricordo.

Che il Santissimo Aristotele guidi sempre le vostre parole ed i vostri gesti,

Amen
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Padre Giarru
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MessaggioTitolo: Re: Messa solenne di inaugurazione della Cappella e dell'Abbazia   Dom Mag 17, 2009 8:54 pm

La prima Santa Messa stava per essere celebrata, il Dignitario Giarru concelebrava assieme a Padre Heldor, al Gran Priore e all'altro Dignitario,nonchè suo Vescovo Padre Segalello.
Il cuore di Padre Giarru palpitava a ritmi piu' sostenuti del solito, i suoi confratelli e consorelle erano in attesa dell'inizio della S. Messa che quest'oggi significava per tutti l'inizio di una nuova vita.

Le parole sagge di Padre Heldor , fecero riflettere il vecchio Dignitario, il quale giocando con la sua lunga barba pensava a quanto fosse meraviglioso il mondo e quanto fosse bello l'intelletto e la sapienza dell'uomo, che puo' arrivare a raggiungere conclusioni e deduzioni difficili da compiere solo al pensiero.
Padre Heldor, vecchio amicone sia di lavoro (nunziatura) sia di vita, aveva provocato codesti forti sentimenti.

"Pace e bene fratelli, il Signore ci ama, che non manchi mai l'Amore tra noi e Lui, lodate il suo nome".
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tacuma
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MessaggioTitolo: Re: Messa solenne di inaugurazione della Cappella e dell'Abbazia   Lun Mag 18, 2009 10:51 am

"Amen" sussurro' Tacuma quando Padre Tebaldo termino' La messa solenne.

Era agitato e preoccuoato ma con passo deciso gli si avvicino' porgendogli il testo della benedezione di Monsignor Segalello per gli eserciti in guerra.

De beneditio descendit

Citazione:
Discenda su di voi tutti la benedizione dello Signore Nostro in questo tempo di buio et di peligro che attanaglia la Repubblica.
Da più parti ci giunge lo grido de dolore delle genti che habeano timore de la guerra et iudicano unica solutione domandar asilo alla Ecclesia et a la Nostra persona.

Conosciamo le ationi barbare che stranieri militi hanno compiuto sullo territorio nostro, sia in lo passato che ne li scorsi jorni sed etiam sapeamo che quelli che si trovano in su lo confino han esposto una petitio de esser ascoltati mostrando prontamente le mani in segno di pace.
Sapeam che prima volta non est che codesti accadimenti turbano l’animo Nostro et de le Liguri genti.

Siamo fiduciosi che le Genoesi terre son da sempre ben pattugliate et difese dalli repubblicani eserciti et che codesti prodi soldati son pronti financo al sacrificio de la istessa vita per tener fede allo patto che fecero entrando ne le militie.

Fidando nello Doge et ne lo consiglio de la Repubblica, che sempre hanno agito simplicemente per lo bene de la Natione ;
Sapendo et demostrando che lo pugnare est la extrema ratio de l’homini d’indole brutale come solutione de li conflitti in fra le Aristotelica nationi, vi Chiediamo con lo garbo che est de li justi et con la sicumera che est de la Fede di ponderare assai lungamente pria di lavar sangue con sangue qualora ve ne fosse la bisogna;

Noi, Monsignor Segalello Della Rovere, Arcivescovo di Genoa, impartiamo la Nostra benedizione in su la Guardia Repubblicana et in su coloro che pugneranno allo fianco nostro qualhora non si potrà far di manco alla battaglia, ne la sperantia che habbiano a soffrire non le civiche genti et in qualsiasi caso lo menor numero possibile di fedeli della Santa Chiesa Aristotelica.



Scritto e ratificato da Sua Eccellenza
Monsignor Cesarino “Segalello” Della Rovere
Arcivescovo di Genova
Nel diciannovesimo giorno del quinto mese dell’anno del signore MCDLVII




" Vi prego Padre Tebaldo rivolgiamo anche noi in questo santo luogo un pensiero agli uomini in guerra e una preghiera affinche' Aristotele ci guidi in questi tempi duri ed oscuri"
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andosan
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MessaggioTitolo: Re: Messa solenne di inaugurazione della Cappella e dell'Abbazia   Lun Mag 18, 2009 3:36 pm

Fratello Andosan partecipava alla messa di inaugurazione della cappella con spirito presente. Egli era seduto nel coro, ai lati dell'altare, pronto ad intonare i canti, in spirito di servizio.
Durante l'omelia di Padre Tebaldo, Andosan non smetteva di ammirare la nuova cappella. Il sole attraversava le vetrate colorate e arrivava fino al centro della navata centrale. Le decorazioni nelle vetrate rappresentavano le quattrò virtù e i sacramenti della Chiesa Aristotelica.
Andosan poi alzò la testa, l'abside finiva in alto a mezzacupola, e proprio nel punto più alto era stato progettato un foro circolare di vetro. Il perchè di quel lucernario fu presto spiegato: a mezzogiorno il sole fu sopra alla cupola e un fascio di raggi scese dal foro superiore fino all'altare sottostante di alabastro. L'immagine mistica dell'altare immerso nella luce era il simbolo dell'alleanza di Dio con la Chiesa Aristotelica, era il simbolo della preferenza di Dio per l'uomo, come era descritto nelle Sacre Scritture.
A uno dei lati della chiesa, in un'altare minore, esisteva una scultura bruna che raffigurava un teschio. I monaci sapevano che nei giorni di luna piena, un fascio lunare attraversava le cavità trasparenti di tale scultura e illuminavano un affresco dipinto nella parete antistante, esso raffigurava la cacciata degli uomini malvagi nell'inferno lunare. L'immagine aveva la funzione di risvegliare il fervore religioso ai monaci impegnati nelle veglie notturne, qualsiasi buon credente, infatti, avrebbe avuto timore di tale immagine e avrebbe pregato con più forza per la salvezza delle anime.
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Desk
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MessaggioTitolo: Re: Messa solenne di inaugurazione della Cappella e dell'Abbazia   Gio Mag 21, 2009 1:06 pm

Come il fratello Andosan, anche Desk cantava nel coro e c'era da meravigliarsi, poiché con tutta la sua corposa cassa toracica, dalla sua bocca fuoriusciva un suono quasi femminile. Il gregoriano che in quell'istante fuggiva dalle bocche dei frati cantori, formava un'unica melodia che con estrema velocità girava per le navate della cappella per poi insediarsi nei quori de presenti, già aperti dalla celebrazione della messa. Le vetrate policrome parlavano da sole e i lumi delle candele ondeggiavano quasi ritmicamente. Quello che si era apena manifestato era un clima di accecante fede...l'organetto ligneo incalzò il ritornello e la melodia si fece sempre più persistente. Ogni lode fuoriusciva dal cuore di mattoni e incenso di quella cappella, ogni minimo movimento era una lode in quel loco!
Ogniuno, avrebbe voluto, in quell'isatente, che quella piccola chiesa avesse potuto tramutarsi in una gigantesca cattedrale...in modo tale da aver potuto contenere i propri cari.
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MessaggioTitolo: Re: Messa solenne di inaugurazione della Cappella e dell'Abbazia   

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