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Santa Messa del 17 marzo 1458

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1 Santa Messa del 17 marzo 1458 il Dom Mar 14, 2010 6:36 am

Kemnos

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Dignitario Onorario
Dignitario Onorario
L’Arcivescovo, appena ebbe terminato di dire Messa nella Cattedrale di Milano, si diresse verso il Monastero, dove giunse poco prima dell’ora di inizio della Celebrazione.
Aveva tenuto un’omelia sul perdono e sulla fede nell’Altissimo, alcune parole delle Scritture continuavano a tornargli in mente, per cui decise, quel giorno, di commentare un paio di frasi in particolare.
Appena il tempo di indossare i paramenti sacerdotali, ed i suoi confratelli erano già pronti in Cappella.
Raggiunse l’Altare ed iniziò a recitare:

Christus longius hora ab excubiis flagellis caesus est, sed nulla vox ex ore exivit. Verbera pessima quietus placidus tulit.

Tunc carnefices eius fidem irriserunt atque Deo insultaverunt, sperans iram eius movituros esse. Sed numquam eis respondit, cum eum funibus artissimis vinxissent, e voluntate Magni Sacerdoti. Christus saxeus ante hominum crudelitatem mansit, solus dolore cruciatu, sed a Dei fide sustentus. Vultus numquam pulchrior eo tempore fuerat. Cura praterierat atque modo amor altus atque maxima pax interior lineamentis manevant
.


Christos fu frustato per più di un'ora dalle guardie, ma non un solo gridò uscì dalla sua bocca. Resistette alle loro peggiori frustate con un'aria calma e serena.

Allora i torturatori lo presero in giro per la sua fede e insultarono Dio, sperando di scatenare la sua rabbia. Ma non rispose mai loro, anche quando lo legarono con delle corde che strinsero strette con un verricello, secondo i voleri del grande sacerdote.
Christos rimase immobile come marmo davanti alla crudeltà di questi uomini, solo nella sua sofferenza e nel suo dolore, ma supportato dalla fede in Dio. Il suo volto non era mai stato bello come in quel momento. La sua angoscia era passata e restavano sui suoi lineamenti solo le espressioni di amore profondo e di una grande pace interiore.

Fratelli, ecco il nostro esempio della più profonda e salda fede nell’Altissimo. Il Santo Profeta non inveisce contro i suoi aguzzini, anzi, continua ad amarli, li perdona.
Egli sa che quello è il volere di Dio, e non si chiede il perché, è convinto che quella sia la cosa giusta.

Anche noi, fratelli, quando qualcosa non va, non dobbiamo lamentarci, ma dobbiamo continuare ad amare ed ad essere in pace dentro di noi. Con l’aiuto dell’Onnipotente e con le nostre azioni, le cose cambieranno. Ma sempre, ricordiamoci che è la Volontà dell’Altissimo quella che ha importanza, non la nostra
.


_________________
Padre Ennio "Kemnos" Borromeo Pelagio

- Arcivescovo di Ravenna-
- Gran Priore dell'Ordine di San Domenico -

2 Re: Santa Messa del 17 marzo 1458 il Dom Mar 14, 2010 10:55 pm

Eckart

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Spirito Inquieto
Spirito Inquieto
Amen

3 Re: Santa Messa del 17 marzo 1458 il Lun Mar 15, 2010 5:02 pm

tacuma

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Dignitario
Dignitario
amen


_________________

4 Re: Santa Messa del 17 marzo 1458 il Mar Mar 16, 2010 1:33 am

Marcello_borja

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Frequentatore
Frequentatore
Amen

Detto che lo ebbi tornai alla mia cella per continuare a studiar le Scritture

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