Monastero Aristotelico di San Domenico

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L'Ordine di San Domenico piange il confratello Padre Tacuma, deceduto all'alba del 15 settembre. I funerali si svolgeranno il giorno 30 nella Basilica di Santa Caterina ai Sibillini, e la salma sarà tumulata qui nella cripta del Monastero. Pace a chi riposa in Dio e a chi rimane.

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 La nuova Cella

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Fenice
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Dom Feb 13, 2011 4:00 pm

Amen

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Berardo
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Dom Feb 13, 2011 4:51 pm

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Padre Giarru
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Dom Feb 13, 2011 5:13 pm

Amen

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Pilu53
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Lun Feb 14, 2011 1:18 am

Amen...

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Ladisissi
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Lun Feb 14, 2011 11:53 am

Amen
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Pascal
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Lun Feb 14, 2011 11:59 am

Amen!
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fly91
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Lun Feb 14, 2011 9:00 pm

Amen
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Aloisio
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Mar Feb 15, 2011 2:19 am

Amen
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Ariberto
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Mar Feb 15, 2011 11:43 pm

Amen
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Padre Heldor
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Sab Feb 19, 2011 8:21 pm

Alla base del feretro viene posto un cesto di vimini

Quindi Padre Tebaldo disse: "Fratelli, se siamo qui, è per circondare con la nostra amicizia una famiglia che è nella pena. E' anche per ricordarci che Dio si ricorda di tutto quello che c'è stato di bene nella vita del nostro fratello e per domandargli di fargli una buona accoglienza.

Ecco il segno della luce"


e tutti in quel momento accesero la candela che avevano in mano, attingendo la fiamma da un cero fatto passare grazie ad un oblato


Quindi ancora Padre Tebaldo disse: "L'amicizia è la luce del mondo è la fiamma che riscalda il nostro cuore. Che rischiara ora la strada di Padre Eckart perché lo conduca subito al Regno di Dio!

Ecco il segno della fede"


il sacerdote depositò nel cesto di vimini una croce di Aristotele

Ancora il vecchio sacerdote officiante prese la parola: "Eckart. Depositiamo questa croce aristotelica sulla tua bara.

Questa croce è il segno che collega Aristotele a Christos, che sia per te di salvezza e di vita eterna.

Ecco il segno dell'amicizia"


Ed ancora aggiunse: "Echkart , depositiamo questi doni
sulla tua bara, segno della nostra amicizia, segno della nostra preghiera, segno del nostro cuore."


Quindi depose nel cesto di vimini la corona di alloro, segno degli accademici di Venezia e disse: "Eckart ti lascio in dono questa corona di alloro perchè l'Accademia di Venezia fu la tua più grande opera come religioso ed amante della Conoscenza, fonte d'ispirazione prima di ogni confratello domenicano." quindi aggiunse, guardando i presenti: "Adesso gli amici del defunto possono lasciare i loro dono
nel canestro dell'amicizia. Il contenuto verrà distribuito ai poveri dopo la cerimonia.

Chi vuole può avvicinarsi , lasciare il proprio dono e dire alcune parole."


Ed attese che chi voleva dicesse qualcosa e lasciasse qualcosa

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tacuma
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Sab Feb 19, 2011 8:45 pm

Lentamente Tacuma si avvicino' e poso' nel cesto il proprio libro delle virtu'
Fratello Eckart ti accompagni nel tuo viaggio verso il paradiso solare il sacro testo che ti fu maestro prima e compagno di vita dopo

e silenziosamente torno' verso il suo posto

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Fenice
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Sab Feb 19, 2011 9:45 pm

Fenice si avvicinò lentamente e depose un sacchetto di semi.

Fratello Eckart, ti lascio ciò che fa rinascere la vita... tu me ne parlasti un giorno, e come io so cosa significava per te, così tu sai il significato che i semi hanno assunto per me...

Sistemò meglio il sacchetto, con gesto attento e affettuoso, e si ritirò senza alzare gli occhi.

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Pilu53
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Dom Feb 20, 2011 6:43 pm

Pilu si avvicinò, depose alcune cose dentro un sacchetto di velluto...
una pergamena....i semi della foresta di Alessandria...
una piccola rosa...e una margherita bianca..
...lui avrebbe capito ....
baciò suo padre sulla fronte, e si allontanò in silenzio.




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Ladisissi
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Lun Feb 21, 2011 4:33 am

Ladisissi si avvicinò alla bara con un senso di desolazione...erano gli ultimi momenti di contatto fisico con suo padre...erano i momenti veramenti dolorosi....erano i momenti in cui avrebbe visto per l'ultima volta quel viso a lei tanto caro perchè poi tutto sarebbe finito e quei momenti sarebbero rimasti impressi a fuoco nel suo cuore....in fondo all'anima.
Aveva portato un cofanetto fatto da Nanthas, tutto in legno e poi dipinto da lei stessa, conteneva un piccolo cuore di stoffa legato alla pergamena....quella pergamena scritta con tanto affetto e le cui parole ella aveva sussurrato a suo padre mentre sostava dinnanzi alla bara....poi aveva anche messo due sassolini del fiume di Padova...il Bacchiglione e un piccolo oggetto raffigurante un albero...l'albero delle loro origini...l'albero di Alessandria, intarsiato da Nanthas.


Depose il cofanetto all'interno del feretro, nel cestino di vimini. Poi guardò suo padre e depose un timido bacio sulla fronte. Gli accarezzò le mani in un gesto protettivo....un lieve tocco la distolse....Nanthas la stava prendendo per un braccio. Ladisissi si lasciò guidare poi si volse verso Padre Heldor, con un movimento impercettibile si tolse un collana dal collo e porgendola a Padre Heldor disse..."Padre, non offendeteVi, vorrei offrire questo monile al Monastero che ha ospitato con tanta premura mio padre e dove egli ha trovato la serenità e dove troverà la pace...utilizzatelo come meglio credete, per i monaci...per i poveri...chiedo solo umilmente che la tomba possa avere sempre qualche fiore, anche semplici fiori di montagna, grazie"....




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Pascal
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Lun Feb 21, 2011 9:12 am

Il Decano depositò due pergamene.

Erano molto curate, e su diesse spiccavano i numeri romani I e IV.

Non preoccupatevi Padre Eckart. Ciò che fu iniziato, sarà portato a termine. Nulla andrà perduto. Nessun gesto sarà stato vano.

Tale sia la mia missione d'ora in poi.
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Kemnos
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Lun Feb 21, 2011 1:09 pm

Padre Ennio aveva seguito la cerimonia un po' in disparte, stimava Padre Eckart e lo avrebbe voluto come suo collaboratore a Ravenna, tanto che varie volte ne avevano discusso; chissà come sarebbero andate le cose se la morte non l'avesse colto così presto.
Si avvicinò al feretro e depositò nel cestino un anello in oro recante lo stemma dell'Arcidiocesi, certamente a Padre Eckart non sarebbe servito dove si trovava, nel Paradiso Solare, ma almeno sarebbe servito a chi realmente ne aveva bisogno.

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Padre Ennio "Kemnos" Borromeo Pelagio

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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Gio Mar 03, 2011 2:51 pm

Padre Tebaldo prese ancora la parola, come tutti ebbero fatto il loro intervento: "adesso celebriamo il segno della memoria."

Quindi prese il messale tra le mani e lesse ad alta voce:

"Questa sepoltura ci ricorda molte cose:

- La memoria d' un amico aristotelico che ci ha appena lasciati. Di un uomo che aveva una storia, unica, con Dio. Che era circondato d'amore di Dio. Che ha fatto, o no, l' esperienza di quest'amore.
Noi numerosi in questa cappella, attorno a Eckart,
per prendere coscienza di questo legame d' amore che l'ha sempre collegato a Dio, che collega Dio a ciascuno di noi, in ogni istante.
- La morte verrà per ciascuno di noi. Per gli uni presto, per gli altri più tardi. Per gli uni nella loro gioventù, per d' altri nella loro vecchiaia. Il Signore ci avverte: " Siate pronti, siate sempre pronti
poiché non sapete né il giorno né l'ora".
Aristotele ci ha guidati e Christos ci invita a prendere esempio su lui, a trovare la nostra gioia di vivere per gli altri, amare come loro ci hanno amati.
La nostra presenza qui è preghiera. Invochiamo Aristote che misuri i peccati del nostro fratello e che Christos intercede presso il Signore perché lo riceva nel suo Paradiso.

Quindi proseguì: "Dal libro delle virtù:

Aristotele: “È semplice: esattamente come il matrimonio, la morte è un evento definitivo. Bisogna dunque prepararvisi con cura. Se c’è una vita dopo la morte, allora la vita che conduciamo prima della morte
deve essere consacrata alla preparazione della vita dopo la morte.
Esattamente come la nostra vita prima del matrimonio deve essere consacrata alla preparazione della nostra vita dopo il matrimonio.”
Epimanos: “Ho capito dove vuoi arrivare. Per te la morte non è altro che un passaggio che conduce a un’altra vita?”

Aristotele: “Sì, e la nostra vita presente deve essere consacrata alla preparazione di quella vita futura.”

Ed ancora aggiunse: Prima di lasciare la cappella, diremo un ultimo addio al nostro fratello Eckart.

Con rispetto ed affetto, l'affidiamo a Dio nella speranza di trovarci un giorno presso Lui.


(un momento di silenzio)

Ecco il momento del segno dell'addio

Con tutti coloro che ci hanno preceduti e che vivono già presso il Signore, con la processione immensa dei Santi, auguriamo un buon ultimo viaggio alle sue spoglie mortali."


Quindi si voltò verso il sarcofago dove riposava la salma di Eckart e cominciò la parte finale della cerimonia di sepoltura


"Ora affideremo alla terra il corpo del nostro
fratello in questo luogo in cui riposano già tanti defunti delle nostre famiglie. È venuto il momento di dirgli " a Dio".
E' un momento di tristezza, ma occorre che la speranza resta forte in noi. Poiché speriamo di rivedere <nome del defunto> quando Dio ci riunirà, nella gioia del Suo Regno.
Raccogliamoci pensando a tutto ciò che abbiamo vissuto con Eckart , e a quello che lui è stato per noi, a quello che è per Dio.


Vi fu un lungo momento di silenzio mentre veniva tolta l'asse che sosteneva il corpo di Eckart al di sopra del coperchio del sarcofago, calando dolcemente la salma dentro di esso.

In seguito il vecchio sacerdote asperse la bara di acqua benedetta e disse:

" Quest'acqua, ricordo del vostro battesimo,

ci ricorda che Dio ha fatto di te suo figlio.

Che ti accoglie oggi nella sua Pace! "


quindi prese un pugno di terra dal mucchio appositamente approntato al fianco della tomba e ve lo depose con rispetto e dolcezza, anche se il volto faceva trasparire tutta la sua tristezza.
Quindi si fece da parte invitando gli altri ad imitare il suo gesto


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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Gio Mar 03, 2011 3:53 pm

Fratello Tacuma si inchino' e preso un mucchietto di terra, lo lascio' scivolare dalle proprie mani sulla tomba

Ti guidi il Signore nel tuo viaggio verso il paradiso solare amico mio
bisbiglio' in un sussurro

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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Gio Mar 03, 2011 11:43 pm

La terra ti sia lieve... mormorò Fenice, aprendo le dita per lasciar scivolare quella che stringeva nel pugno. Riposa, raccogliendo il frutto della tua vita terrena, come meriti.

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Pilu53
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Dom Mar 06, 2011 12:47 pm

Lasciò che la terra scivolasse attraverso le dita, e si posasse con un rumore lieve sul feretro...
Riposa, raccogliendo il frutto della tua vita terrena, come meriti.Che il cammino possa essere sereno ovunque tu sia....
Si girò e lasciò la cripta....

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Ladisissi
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Lun Mar 07, 2011 9:23 pm

Il pugno stretto, tra le dita scivolava la terra. Guardava quel feretro con insistenza, Ladisissi voleva imprimersi bene nella mente quel triste momento...l'avrebbe portato con sè per tutta la vita come il ricordo di suo padre l'avrebbe accompagnata in ogni suo gesto...ogni pensiero..."Padre adorato, lo so che sei qui al mio fianco, ti sento...sei ovunque io mi trovi, lo so che non mi abbandonerai mai...sarai per sempre nel mio cuore"....poi aprì il pugno e lasciò cadere la terra...pioggia rossastra che arrivò subito a lambire e a depositarsi sul feretro...un suono lieve e nelle stesso tempo sordo...come scrivere fine su di una vita...fine della narrazione di un libro...Nanthas la circondò con le baccia e la portò fuori....
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desdemona70
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Mar Mar 08, 2011 7:42 pm

Desdemona era rimasta nascosta dietro una piccola navata della cripta. Il freddo era intenso ma lei non lo avvertiva perchè di gelo era avvolto il suo cuore...per tutto il tempo della cerimonia funebre era rimasta nascosta. Il suo arrivo imprevisto al Monastero non era stato ravvisato da nessuno...non voleva che tutti vedessero il suo dolore...lei era fatta così. Vide sua madre Ladisissi, suo padre Nanthas..zia Pilu...zio Fly...tutti avvolti nel proprio dolore. Lei in quei momenti ricordava tutto di nonno Eck. Il suo viso era scolpito nel più profondo del cuore...quel sorriso che risevava a lei!!!!!...Tutto doveva stare segretamente nascosto nella sua anima. Erano particolari di attimi...momenti felici condivisi con nonno e nessuno glieli avrebbe mai portati via. Lasciò passare coloro che avevano presenziato alla cerimonia e prima che passassero davanti a lei, si rintanò ancor più verso il buio della navata...poi uscì...aveva la terra nelle mani....si avvicinò al feretro, aprì il pugno e lasciò che la terra friabile lambisse l'ultimo giaciglio di nonno....."nonno mio adorato, sei sempre stato il mio faro, la tua presenza silenziosa ma costante ha cesellato ogni attimo della mia vita, sei stata una persona adorabile....sarai sempre con me...nel fondo del mo cuore....battito vivente della mia vita"....poi si scostò bruscamente e come era arrivata...silenziosamente uscì....l'aria fredda le staffilava il viso....inforcò il suo cavallo e s'inoltrò lungo il sentiero....le montagne facevano da cornice ad uno spettacolo della natura di rara bellezza...quelle montagne sarebbero state le sentinelle di nonno Eck.....
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Berardo
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Dom Mar 13, 2011 6:46 pm

Citazione :
Terminata la Santa Messa di quella Domenica, Eckart si ritirò presso lo Scriptorium.... approfittando del fatto che fosse vuoto, in quel giorno di festa. Aveva una cosa importante da fare.... scrivere una lettera ai fratelli.

Prese dunque il suo immancabile stilo d'argento, lo intinse nell'inchiostro... che sembrava un poco avariato... non volendo in alcun modo esprimere la sua essenza di nero, ma restando d'un colore verdastro..... e d'un presagio inquietante.

Questo fu scritto, in quella strana tinta:

Fratelli miei,

ancora una volta dovrete avere pazienza con me, e vi chiedo di pregare per le bizzarrie della mia anima sempre inquieta. Se da un lato il mio cuore è con Voi, in questo momento difficile e di smarrimento dell'Ordine... in questo silenzio sovrumano e soffocante.... una voce più forte mi chiama a sè....
Umile servo resto in mano vostra... vi prego di curare con un pensiero all'Altissimo la balia dell'evento interiore che mi trascina in mille preoccupazioni.................. L'altrieri ho aperto la lettura c'ho da preparare per Voi.... essa parla di Christos, e della sua prova... nel Deserto. Non so dirvi a parole la paura e l'angoscia che m'è presa....
Il clima tormentato del Monastero... la lettura che mi sono messo davanti... la mia ordinazione che s'avvicina, essendo essa prevista per il 5 Maggio, a Padova.............

...........tutto ciò si mischia nel mio animo in fardello.... persino la gioia diventa difficile da sostenere... ora!

Mi vergogno profondamente nel comunicarvi che questa settimana non avrete la vostra lettura qui in Scriptorium...

Ciò che posso dirvi... è che ho bisogno della solitudine della mia Cella.... a questo mi spinge la voce dell'Altissimo presente in me...

Mi prostro a Voi, nel chiedervi perdono.

Spero di potervi dare presto una gioia, con la presa dei voti.... possa essere quel giorno, per me, e per noi tutti, segno di rinascita."

Riprese e riportato dallo Scriptorium
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Pilu53
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Sab Apr 30, 2011 11:23 am

Pilu era appena ritornata da un lungo viaggio, e stava per ripartire...
IL suo pensiero era corso a suo Padre,e si era recata a trovarlo..
Nella Cripta silenziosa e fredda si sedette accanto alla lastra di semplice marmo scuro e lasciò che il suo cuore parlasse...era sicura che lui ascoltava..
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Sovietboy
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MessaggioTitolo: Re: La nuova Cella   Gio Lug 07, 2011 11:48 pm

Erano passati ormai 3 lunghi mesi dalla dipartita del padre, ma Ettore sapeva che era sempre vicino a lui, in un modo o nell'altro.

Rientrò nell'umida cripta dove si era svolta la commemorazione del defunto genitore, si inginocchiò e congiunse le mani recitando una silenziosa preghiera.

Nello stesso momento in cui finì la litania, scoppiò in lacrime e piangendo, uscì dalla fredda cripta.
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