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Messa Solenne e Gloriosa del 06 gigno 1458

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1 Messa Solenne e Gloriosa del 06 gigno 1458 il Dom Giu 06, 2010 8:45 am

Padre Heldor

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Padre Generale
Padre Generale
Padre Heldor si arrampicò sul pulpito con un ardore che sperava, in cuor suo, venisse notato dai confratelli.
Quindi si guardò attorno e sorrise... Ed un sorriso sul suo volto, quello del Cardinale Inquisitore Italico, era cosa assai rara... Quindi guardò tutti i suoi confratelli e le sue consorellem quei pochi che avevano resistito con lui così a lungo nell'attesa di un momento che ormai era palpabile e dalle sue labbra sgorgò una voce potente e gioiosa come non si sentiva da tempo:

Dal Libro 2. Vita di Christos. Capitolo VI
si legge :

"Allora, seguitemi. I vostri mestieri, le vostre merci, i vostri attrezzi, potranno aspettare fino alla fine della vostra missione. Poiché, per il momento, vi farò costruire la mia Chiesa: lo strumento di pace più bello che il mondo abbia mai conosciuto. Sappiatelo, vi insegnerò la saggezza di Aristotele e il messaggio di Dio, ma prima dovrete imparare l’altruismo e lo spirito di sacrificio."

Ebbene fratelli e sorelle miei, ci siamo... Finalmente tutti i documenti che servono per il riconoscimento del nostro ordine sono pronti, questa sera stessa li consegnerò nelle mani di Sua Eminenza Dunpeal, Prefetto della Congregazione per la Diffusione della Fede, il quale, spero entro breve tempo ci consgnerà una risposta... Spero in cuor mio che siano gli ultimi documenti che dobbiamo consegnare, perché per lungo tempo abbiamo atteso, con fede e spirito di carità aristotelica rivolto verso tutti.

Ma sappiate, fratelli e sorelle miei, che il nostro lavoro non finisce qui... Come l'Ordine di San Domenico sarà riconosciuto dovremo cominciare a studiare seriamente, prendere le abilitazioni da insegnanti, in modo di portare a compimento quel che San Domenico ci ha dettato nella sua regola: la sconfitta dell'Ignoranza, che è causa prima dell'Eresia, nemica della Conoscenza.

Quindi, mentre attendiamo che il nostro tanto attendere giunga a compimento, vi invito a recitare con me quella che il compianto Confratello Segalello aveva composto come nostro inno: la Preghiera dei Domenicani Conventuali:

Benedici, o Signore,
l’alba il mezzodì, il tramonto.
Il mio amore per te canto
Di lodarti mai mi stanco.

Benedici le creature,
che ci danno da mangiare
benedici il cielo e il mare
servo tuo voglio restare.

Benedici il mio cammino,
fuori dentro il monastero,
fammi dire sempre il vero,
fammi amare il mondo intero.


Quindi sorrise e scese dal pulpito, dirigendosi in sacrestia, pronto a ricevere i confratelli e le consorelle che avessero voluto parlare con lui.


_________________
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2 Re: Messa Solenne e Gloriosa del 06 gigno 1458 il Dom Giu 06, 2010 10:23 am

tacuma

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Dignitario
Dignitario
Benedici, o Signore,
l’alba il mezzodì, il tramonto.
Il mio amore per te canto
Di lodarti mai mi stanco.

Benedici le creature,
che ci danno da mangiare
benedici il cielo e il mare
servo tuo voglio restare.

Benedici il mio cammino,
fuori dentro il monastero,
fammi dire sempre il vero,
fammi amare il mondo intero.


Mormoro' silenziosamente.
Segui' poi padre Heldor in sacrestia

E' una domenica speciale quindi padre, questa per noi...e cio' mi rende felice...finalmente forse e' giunto il tempo che aspettavamo...
Ma...scusatami padre Heldor, vivendo qua, noto con dolore che lentamente qualcosa si sta spegnendo, ci manca linfa, ci manca quella vigoria che ricordo con amore..che ci sta accadendo?


_________________

3 Re: Messa Solenne e Gloriosa del 06 gigno 1458 il Dom Giu 06, 2010 12:40 pm

Eckart

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Spirito Inquieto
Spirito Inquieto
Da tempo la Cappella di San Domenico non risuonava... dunque il tocco delle campane scosse Padre Eckart, rantolante nella sua cella. Inizialmente... pensò ad un'allucinazione, uno scherzo vigliacco della malattia che lo stava colpendo....

Ma decise di sperare quel giorno... e di andare a vedere cosa stava succedendo.

Si alzò da letto... si strinse nell'abito domenicano... e scese faticosamente le scale del Chiostro...

Con gioia vide padre Heldor sul pulpito... e con gioia apprese le notizie che, quel giorno, aveva da dare.

Si era fermato nell'ultima panca... non voleva scuotere nessuno... non desiderava essere visto... bagnato di putredine e così ingiallito.

Terminata la funzione... ritornò al suo giaciglio.... deciso a resistere il più possibile, proprio in quei giorni, in cui il Monastero aveva ancora bisogno di lui.

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