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astuzia si presenta al monastero il Sab Lug 10, 2010 10:22 pm
Astuzia
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astuzia è un giovine mantuano, che ancora senza famiglia, ha deciso di servire, per come ne è capace, la Santa Chiesa.
un dì, alla vigilia delle vacanze estive, pensò bene di prendere una penna, d'intingerla nell'inchiostro e di scrivere a colui che lo aveva indirizzato agli studi diaconali presso l'abbazia cistercense di Fornovo. ritenen giusto informarlo sulal sua crescita spirituale.
fu così che scrisse a S.E. il Cardinale Heldor.scrisse solo poche righe perchè sapeva che S.E. ha semper molto da sbrigare e poco tempo per farlo.
fu così che tra le tante cose, espresse ild esiderio di diventare Oblato...
sorprendentemente, il piccione viaggiatore, ritorno indietro subitissimamenet recando sese la missiva di risposta di S.E.
leggendo avidamente quelle poche righe, apprese dell'esistenza anche del monastero di san domenico. così approfittando delle vacanze estive, decise di recarvisi in pellegrinaggio.
viaggiò poco a dire il vero, miracolosamente infatti, trovò subito la strada, nonostante S.E. avesse dimenticato di indicargliela.
fu così che giunse al portone d'ingresso del santo luogo...
grazie o aristotele per avermi accompagnato fino alle porte di questo santo luogo, senza di te nn ce l'avrei mai fatta.
disse ad alta voce.
infatti astuzia usava spesso parlare con Aristotele ad alta voce, coem lo si fa di presenza con amico o familiare.
speriamo non mi facciano come a Fornovo, dove ho dovuto attendere giorni prima che qualcuno mi venisse ad aprire la porta.
aggiunse.
per fare prima forse è bene ci dividiamo i compiti.
facciamo così o signore, menter io suono la campanella energicamente, tu vai a richiamare qualche d'uno che venga ad aprire.
vero che sn giovane, ma proprio ad invecchiare fuori da un portone non me la sento.
mentre diceva ciò, già afferrava la corda delal campanella e cominciava a strattonarla...
DDDLINN, DDLINN, DDLIN, DLIN....
un dì, alla vigilia delle vacanze estive, pensò bene di prendere una penna, d'intingerla nell'inchiostro e di scrivere a colui che lo aveva indirizzato agli studi diaconali presso l'abbazia cistercense di Fornovo. ritenen giusto informarlo sulal sua crescita spirituale.
fu così che scrisse a S.E. il Cardinale Heldor.scrisse solo poche righe perchè sapeva che S.E. ha semper molto da sbrigare e poco tempo per farlo.
fu così che tra le tante cose, espresse ild esiderio di diventare Oblato...
sorprendentemente, il piccione viaggiatore, ritorno indietro subitissimamenet recando sese la missiva di risposta di S.E.
leggendo avidamente quelle poche righe, apprese dell'esistenza anche del monastero di san domenico. così approfittando delle vacanze estive, decise di recarvisi in pellegrinaggio.
viaggiò poco a dire il vero, miracolosamente infatti, trovò subito la strada, nonostante S.E. avesse dimenticato di indicargliela.
fu così che giunse al portone d'ingresso del santo luogo...
grazie o aristotele per avermi accompagnato fino alle porte di questo santo luogo, senza di te nn ce l'avrei mai fatta.
disse ad alta voce.
infatti astuzia usava spesso parlare con Aristotele ad alta voce, coem lo si fa di presenza con amico o familiare.
speriamo non mi facciano come a Fornovo, dove ho dovuto attendere giorni prima che qualcuno mi venisse ad aprire la porta.
aggiunse.
per fare prima forse è bene ci dividiamo i compiti.
facciamo così o signore, menter io suono la campanella energicamente, tu vai a richiamare qualche d'uno che venga ad aprire.
vero che sn giovane, ma proprio ad invecchiare fuori da un portone non me la sento.
mentre diceva ciò, già afferrava la corda delal campanella e cominciava a strattonarla...
DDDLINN, DDLINN, DDLIN, DLIN....





