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Santa Messa del 26 Settembre 1458

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1 Santa Messa del 26 Settembre 1458 il Dom Set 26, 2010 2:07 pm

Eckart

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Spirito Inquieto
Spirito Inquieto
Quella Domenica, Padre Eckart sembrava un poco frenetico, e di sicuro era molto emozionato. Molti impegni di grande importanza lo attendevano nel corso della giornata, durante la quale sarebbe cominciato il Convegno Teologico presso l'Accademia di Venezia. Ciononostante si prodigò per assolvere agli impegni di sempre, lasciando postumi quelli contingenti. Prima di tutto, come Cappellano dell'Ordine Domenicano, aveva una Messa da celebrare in Convento. E così, dopo aver vestito gli abiti monacali, si diresse in Sacrestia per aggiungervi i paramenti Sacri, per poi presentarsi all'Altare, già atteso dai Fratelli Frati.

Benritrovati, Fratelli Miei. disse loro.... continuando... In questa Santa Domenica ho di certo bisogno della Vostra preghiera e della vostra amicizia, poichè, come sappiamo, oggi comincerà il Convegno Teologico presso l'Accademia di Venezia, di cui sento tutto il peso e la responsabilità. Confesso, forse ingenuamente e con un poco di orgoglio, che questo risultato della mia vita mi rende grato all'Altissimo, che mi ha concesso un cammino doloroso, affinchè potesse essere un cammino illuminante. Perdonatemi frattanto se la Messa di oggi sarà un poco più breve del solito.... Già i cavalli sono pronti e scalpitano per condurmi a Venezia.

C'eravamo lasciati con l'Agiografia del Santo Domenico... oggi ne leggeremo un nuovo pezzo:


Eckart ha scritto:
SAN DOMENICO, (Burgos 24 marzo 1170 – Roma 15 novembre 1223)
PROTETTORE DELL'ORDINE DEI FRATI DOMENICANI CONVENTUALI ED ITINERANTI


[...]

Intanto, però, gli arrosti domenicali, che il padre Alfredo ormai non faceva più mancare alla famiglia, fecero di Domenico un bambino tosto e forte. E fu allora che il padre lo ritenne pronto per staccarlo al mondo dove l'aveva lasciato e per portarlo nel suo. Non fu certo il fanciullo a lamentarsi di quella decisione, che in fondo conosceva da tempo, ma che in coscienza sentiva non essere la scelta di un destino già deciso.
Purtuttavia, Domenico, ancora piccino, dimostrò di ben comportarsi nel lavoro della terra, con buona soddisfazione del genitore, il quale pensò d'aver finalmente ottenuto la ricompensa per le tante sue fatiche.
Quel breve periodo della vita del Santo non è da considerarsi meno formativo di altre fasi, benchè rappresenti di certo un passaggio minore della sua intera vicenda umana. Il tempo dei campi impegnò Domenico per un intero anno, e in lui fece maturare, come si maturano i frutti, l'idea del ciclo delle stagioni, del rinnovarsi e del perire, per ridare sempre e comunque nuova linfa di raccolti. Grato si ricorda il fanciullo ringraziare nel corso delle celebrazioni eucaristiche, per ciò che l'Altissimo dona all'uomo, in virtù dell'impegno.
Di fatto, ciò che egli andava intendendo del lavoro era concezione assai diversa da quella del padre... in esso sapeva infatti scorgere la potenza di Dio sul creato, e il motore che muove le cose, di cui l'uomo è soltanto un ingranaggio, una parte necessaria dell'ordine stabilito, ma tanto più necessaria quanto più ispirata dall'alto. Col tempo, Domenico avrebbe saputo spiegare con la scienza, ciò che ora apprendeva dall'esperienza: avrebbe cioè dimostrato come tutto sia in fondo il trasmettersi di cause ed effetti, che a loro volta divengon cause d'effetti. Anticipando ciò che in seguito l'ordine suo andrà intendendo della natura della fede... che essa aggiunge un pezzo alla ragione, nel momento in cui la ragione ha raggiunto il suo picco nell'indicare, senza definire, la Causa prima di tutte le cose.

Poi Padre Eckart commentò:

In questo brevissimo passo troviamo molti temi... Cominciamo col dire che spesso l'aspettativa dell'uomo è limitata, rispetto al disegno dell'Altissimo, nonostante costui riempia il mondo e la vita stessa di suoi presagi. Per questo solo leggendo la realtà con la lente della fede significa essere davvero realisti. Di certo fu miope il Padre di Domenico a non considerare l'eccezionalità del figlio, da buon padre comunque non gli fece mancare cibo e casa. Un tema importante della vita del Santo è il partire dall'esperienza per la comprensione di concetti più ampi. L'uso di metodi deduttivi e induttivi è comune ai grandi uomini di scienza: non dimentichiamo che il Santo che ci ispira fu uomo di grandi studi e di grande sapere, che scorgiamo precoce, ed efficace nell'intuizione primigenia. Ogni essere, dice chiaramente il passo, appartiene alla ruota del destino costruita dal Grande Ingegnere che è nei cieli, ma qualche essere sa riconoscerne il significato spirituale e l'importanza di ciò per il proprio cammino. E' questo il momento più alto della ragione, di una ragione che, nel suo picco diventa interamente amore e adesione, abbandono alla logica dell'eterno. Oltre nessuno, nemmeno il più saggio, potrà mai dire, oltre c'è Dio stesso, inarrivabile, eppure causa prima di tutte le cose.

Dopo aver così proferito, Padre Eckart smise i paramenti, e in fretta partì.

2 Re: Santa Messa del 26 Settembre 1458 il Dom Set 26, 2010 4:53 pm

Kemnos

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Dignitario Onorario
Dignitario Onorario
"Amen" disse Padre Ennio alla fine della Celebrazione. Era molto interessante l'agiografia del santo loro fondatore, piena di spunti di riflessione, era un bene che si usasse per le messe domenicali in Cappella.


_________________
Padre Ennio "Kemnos" Borromeo Pelagio

- Arcivescovo di Ravenna-
- Gran Priore dell'Ordine di San Domenico -

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