Monastero Aristotelico di San Domenico

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L'Ordine di San Domenico piange il confratello Padre Tacuma, deceduto all'alba del 15 settembre. I funerali si svolgeranno il giorno 30 nella Basilica di Santa Caterina ai Sibillini, e la salma sarà tumulata qui nella cripta del Monastero. Pace a chi riposa in Dio e a chi rimane.

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 Solenne Messa del 31 maggio 1457

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Padre Giarru
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MessaggioTitolo: Solenne Messa del 31 maggio 1457   Dom Mag 31, 2009 2:56 pm

Questa domenica il Dignitario Alessandro III doveva celebrare la sua prima messa nell'Ordine, l'emozione lo avvampava, ma a tali emozioni ormai si era abituato con la carica di Vicario diocesano.
L'Abbazia nel suo splendore richiamava i confratelli ad ascoltare le parole del Signore.
Padre Giarru scelse un brano delle Sacre Scritture che gli stava molto a cuore, un inno alla bellezza della vita.


Citazione :
La Creazione III: Le creature


Un gruppo di creature che faceva parte della vita, decise di attraversare il mondo per scoprire le altre specie, sia animali che vegetali. Tutti presero i loro averi sulle loro schiene e traversarono il mondo, guidati dalla sete di scoperta che li aveva convinti a prendere questa decisione.

In questa maniera, loro osservarono il mondo. Scalarono colline verdi e montagne gigantesche. Attraversarono burroni, bevvero nei fiumi, e si riposarono in prati. Assaggiarono tutto ciò che la vita aveva da offrire, inoltre, di bello e di sereno. Così, gustarono miele e frutti. Furono inebriati dal profumo dei fiori. Ammirarono le aurore boreali e gli arcobaleni.

Dio, nella sua infinita perfezione, aveva creato la vita in modo meraviglioso, una delizia per coloro che sapevano gustarsela. Ma non tutte le creature apprezzarono col giusto valore questo dono. Così, il piccolo gruppo si sorprendeva ogni volta che incontrava una specie nuova. Ciascun gruppo di tali specie era dotato di talenti che li rendeva unici. Così, il piccolo gruppo potè ammirare come Dio aveva dotato la vita di una varietà infinita di ricchezza. Ogni specie nuova che scoprivano era un'occasione per loro per ammirare nuovamente le caratteristiche di ogni creazione.

Così, incontrarono mucche, mentre pascolando placidamente sull'erba, dando latte ai loro vitelli. Successivamente, passarono vicini ad una pianura coperta di grano, che ondulava sotto la brezza, ed attraversarono il percorso di molte pecore, soffici e bianche, che li osservavano pacificamente. Continuando a camminare per il mondo, sentirono le canzoni allegre degli uccelli. Alzando gli occhi al cielo, li osservarono volare in cerchio sotto le soffici nuvole color panna, mentre l'astro solare illuminava il cielo azzurro.

Si fermarono ad assaggiare le gustose verdure, che gareggiavano nella forma, nel profumo, e nel sapore. Durante il loro pasto, sentivano il galoppare di molti cavalli le cui criniere ondeggiavano al vento. Successivamente raggiunsero un lago e scoprirono i pesci mentre giocavano ad inseguirsi l'un l'altro nell'acqua. Non lontano dalla riva aveva messo radici una foresta di gigantesche querce i cui rami distesi erano come una cupola gigantesca di foglie verdi.

Successivamente giunsero in un campo di mais, con le sue pannocchie nutrite dal sole. Dei maiali erano là, e se ne nutrivano. Ma tutte queste creature non sorpresero il piccolo gruppo solo per la varietà delle loro nature, ma lo sconcertarono maggiormente per il loro aspetto così comune.

Effettivamente, tutte le creature avevano in comune il pensiero di essere la specie preferita da Dio. Ognuno proponeva il proprio talento speciale come la ragione per il loro speciale favore. Le mucche lodavano la loro numerosa discendenza, le pecore la loro lana, gli uccelli le loro ali, i cavalli la loro velocità, i pesci il loro possesso dei mari, la maggior parte del mondo, le querce la loro longevità ineguagliabile, il mais, i frutti e le verdure i i loro vari gusti e profumi, i maiali la loro forza…

Cari fratelli, Dio è Meraviglia!
La Meraviglia sta nell'uomo e nel suo intelletto, senza questa grande dote, ovvero di Meravigliarsi, l'uomo è perduto, poichè non riuscirà mai a trovare il giusto stimolo per la conoscenza!

La voglia di conoscere e sapere è un Dono grande che il Signore ci ha donato, siamo appunto "un gruppo di creature" che mirano a sperimentare ogni cosa che le circonda.

L'esperienza sensibile è un punto di partenza per la Saggezza, attraverso la quale Noi riusciamo a conoscere e capire la rivelazione Divina di nostro Signore.
Cari fratelli, impregnamoci di esperienze, abbiate Curiosità e Stupore, interrogate chi crede di Sapere ma non sa'.

Diffidate dai bruti, non cadete nelle reti del Tiranno che vi vuole manipolare, siate sempre forti nell'unione al Signore, ma soprattutto amatevi sempre l'un l'altro!

"Sia Gloria al Signore",
AMEN.

Pace e bene


Dette queste parole si ritiro' in sacrestia, i confratelli andarono da lui...
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tacuma
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MessaggioTitolo: Re: Solenne Messa del 31 maggio 1457   Dom Mag 31, 2009 3:54 pm

"Amen"
mormoro' Tacuma.
Come sempre ringrazio' il Signore delle possibilita' che gli offriva e si avvio' verso la sagrestia per incontrare Padre Giarru.

" Giarru, amico caro, finalmente ti vedo....ho saputo...le notizie della tua caduta son giunte fin qua ero..sinceramente preoccupato, ma ora ti ritrovo e ringrazio il Signore per averti qua."
Si avvicino' al confratello e lo abbraccio' con calore.
"grazie per la Messa e grazie per gli spunti che ci hai donato...avremo modo nelle nostre celle di pensare a lungo...."

_________________
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Padre Giarru
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MessaggioTitolo: Re: Solenne Messa del 31 maggio 1457   Dom Mag 31, 2009 8:41 pm

"Caro Confratello, accompagnato da un bastone e dal mio fedele asinello sono tornato nella mia dimora. Ti ringrazio di cuore amico mio."

detto questo abbraccio' Tacuma.
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Plusco
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MessaggioTitolo: Re: Solenne Messa del 31 maggio 1457   Dom Mag 31, 2009 9:12 pm

Anche Plusco, dopo aver ascoltato il dignitario e aver a lungo riflettuto sulle sue parole, andò ad incontrarlo in sacrestia. "Ottima scelta padre" disse Plusco compiaciuto "come sempre il passo giusto al momento giusto". Come diceva San Tommaso due secoli fa, la fede e la ragione non possono contraddirsi. Fra le due vi è collaborazione, perchè Dio ci ha donato questo intelletto proprio per poter giudicare e approfondire il messaggio divino. La ragione aiuta la fede a dimostrare la sua esistenza, e la fede a sua volta perfeziona la ragione infusa da Dio in persona nella nostra anima. Detto ciò Plusco strinse affettuosamente la mano a padre Giarru.
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MessaggioTitolo: Re: Solenne Messa del 31 maggio 1457   

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