Monastero Aristotelico di San Domenico

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L'Ordine di San Domenico piange il confratello Padre Tacuma, deceduto all'alba del 15 settembre. I funerali si svolgeranno il giorno 30 nella Basilica di Santa Caterina ai Sibillini, e la salma sarà tumulata qui nella cripta del Monastero. Pace a chi riposa in Dio e a chi rimane.

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 Su un cavallo nero come la notte...

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Spiridione
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MessaggioTitolo: Su un cavallo nero come la notte...   Lun Feb 14, 2011 7:03 pm

Su un cavallo nero come la notte giungeva galoppando una nera figura, unica nota di colore era rappresentata da una fascia purpurea a cingere il ventre.
Una nuvola di polvere lo raggiunse -quasi lo avvolse- disperdensosi poi nel venticello fresco del meriggio, quando con uno strattone alle redini fermò il possente arabo.

Buono Titano, siamo arrivati ormai. Disse il cavaliere con una voce suadente ma ferma, una di quelle voci che ti ricordano il maestro più cattivo e al contempo il padre affettuoso.

Avvicinatosi al portone dell'ingresso, il prelato smontò di sella e, presa una cartelletta di cuoio e il breviario, consegnò le redini a un garzone del monastero per piantarsi davanti ai battenti.

Ehilà, di casa! Sono dunque chiuse le porte della casa del Signore per uno dei suoi servitori? E picchiò il batacchio che dondolava da una protome leonina, pregustando la reazione del padre guardiano, e più ancora quella del suo superiore, il Vescovo Pascal a quella visita.
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Philipdikingsbridge
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MessaggioTitolo: Re: Su un cavallo nero come la notte...   Lun Feb 14, 2011 11:15 pm

Padre Filippo era appena giunto dalla stanza dove aveva lasciato il nuovo arrivato, quando nel silenzio del monastero si udì, a quell'ora tarda, il rumore sordo del batacchio che sbatteva sulla superficie lignea del portone. Deglutendo un pò per lo spavento inaspettavo si avvicinò alla porta ed aprì la fessura per vedere chi fosse:

"Chi bussa a quest'ora della sera alle porte del monastero domenicano?"

Cercava di vedere chi fosse ma, il buio, non lo aiutava.

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MessaggioTitolo: Re: Su un cavallo nero come la notte...   Mar Feb 15, 2011 12:32 am

La domanda era certo legittima, ma era evidente che chi la faceva non desumeva da sé la risposta tramite la rapida occhiata dallo spioncino. Chi aspettarsi dunque dall'altro lato? Un vecchio frate dagli occhi cisposi? Un giovane novizio ancora inesperto del mondo?

Il buio è buio per tutti però e la sera, calata così repentinamente, dava alla situazione tutto un altro colore -guarda caso il nero. E non doveva di certo il monsignore diventar nero per non essere stato riconosciuto; in fin dei conti era un uomo di studio, non un frequentatore di piazze. E poi era un ottimo esercizio di umiltà. Scelse dunque questa via, ma volendo comunque saggiare l'arguzia e la virtù di cului che lo interrogava disse:

Diletto fratello, non abbiate paura, aprite le porte a Christos, che vi appare sotto le spoglie di un viandate spossato. Quando saremo faccia a faccia avrete modo di conoscere la mia identità.
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Philipdikingsbridge
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MessaggioTitolo: Re: Su un cavallo nero come la notte...   Mar Feb 15, 2011 2:11 pm

Il monaco da dietro la possente porta inarcò un sopracciglio:

"Se vi spacciate per Christos incarnato in un viandante potete rimanere anche fuori messere. Io non apro le porte a falsi profeti redivivi nel cuore della notte. Di certo la potrei aprire a servitori del suo verbo o a fedeli in difficoltà o desiderosi di studiare ma, mi affido alla prima impressione che mi danno quando vengono a bussare, potrei esser in errore ecco perchè mi faccio guidare dalla buona fede. E per voi adesso ne ho poca vista anche l'ora.
Quindi riflettete sulla prossima vostra affermazione o sarete costretto a passare la notte all'agghiaccio. Siamo caritatevoli noi monaci, non stolti. Badate che tra noi ci sono fratelli che hanno più forza di un gruppo di persone. Fratello Giarru è famoso per la sua prestanza fisica. Se avete cattive intenzioni ve lo potrei presentare...
A voi la parola"


E disse stringendo la mazza della scopa posata di fianco alla porta. Che lavoraccio che faceva pensò! Doveva farsi dare una doppia razione di cibo a mensa ma, poi, avrebbe peccato di gola. Avrebbe dovuto chiedere qualche randello per difendersi, uno di quelli famosi del padre generale, invece.

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MessaggioTitolo: Re: Su un cavallo nero come la notte...   Mar Feb 15, 2011 2:31 pm

Caro Padre Guardiano, come già vi dissi quando bussai, un servitore del Signore è proprio ciò che sono. E poi non è forse un altro Christos colui che viene a noi chiedendo il ristoro? Non ci insegno Egli che come l'amore tra gli uomini è amore per Dio, così il bene fatto al prossimo è fatto anche a Dio? Suvvia dunque, aprite il portone e lasciate che entri un povero sacerdote a scaldarsi, che comincia a frescheggiare.

E ciò detto si strinse un poco nelle spalle, pensando alle energiche pacche sulle spalle che dava Giarru con un sorriso... in fin dei conti anche quello era un modo d'essere scaldati.
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MessaggioTitolo: Re: Su un cavallo nero come la notte...   Mar Feb 15, 2011 3:14 pm

Storse leggermente la bocca a quelle parole. L'uomo all'esterno non gli infondeva la fiducia necessaria e la scopa di certo non lo aiutava ad essere sereno:

"Ditemi quale è il vostro nome e forse vi farò entrare messere! Per quanto riguarda l'amore e la carità, nel cuore della notte, vengono anticipate dalla prudenza e dalla logica"

Attese ancora nel silenzio del monastero, sperando però, che qualcuno avesse udito quel parlare visto che nel caso si fosse messa per la peggio non si fosse trovato solo ad affrontare chissàà quale nemico.

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MessaggioTitolo: Re: Su un cavallo nero come la notte...   Mar Feb 15, 2011 3:20 pm

Quell'argomentare non era nuovo al monsignore eppure la voce, distorta dal passaggio attraverso le spesse tavole di quercia del portone, non gli era perfettamente riconoscibile. Forse l'accento, forse un'inflessione particolare... mah... quella voce gli diceva qualcosa. Decise di rompere gli indugi e di palesarsi, per quanto gli seccasse dover ricorrere al suo nome e al suo rango per ottenere la carità che si deve ai fratelli, chiunque siano.

Ebbene sia come tu vuoi, monaco timoroso. Sono Monsignor Spiridione Q. Percival, Vescovo di Gaeta e ufficiale giudiziario arcidiocesano. Vengo a San Domenico per accrescere la mia dottrina, dopo l'incendio che ha semidistrutto Fornovo.
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MessaggioTitolo: Re: Su un cavallo nero come la notte...   Mar Feb 15, 2011 3:31 pm

A quelle parole il silenzio che passò prima che il meccanismo di chiusura scricchiolasse per permettere al portone di essere aperto fu lunghissimo.
Ne uscì un padre Filippo in corsa con una scopa in aria pronta a cadere pesantemente sul capo del suo vescovo:

"Spiridiooone!!! Ti pare giusto far prendere questi colpi al tuo arcivescovo ed arrivare nel cuore della noteeee???"

Almeno la paura del povero frate portinaio che, nelle ore notturne preferiva sonnecchiare sulla sua casupola vicino al portone, avrebbe trasformato le voglie di fare il misterioso in quell'ora al vescovo di Gaeta senza macchia e senza paura ma sopratutto senza sonno.

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MessaggioTitolo: Re: Su un cavallo nero come la notte...   Mar Feb 15, 2011 3:48 pm

Eminenza! Lo dicevo io che era una voce conosciuta...!

e corse subito a baciare l'anello alla mano che brandiva la scopa. Certo fu difficile da agguantare ma alla fine ci riuscì. Il suo arcivescovo ogni tanto si comportava da bisbetico, ma ormai dopo anni di frequentazione Monsignor Spiridione aveva capito che era solo un suo modo di fare, parte del "personaggio" per così dire. La stima nei suoi confronti cresceva di giorno in giorno e ne seguiva le orme per trarne insegnamento.

Suvvia Eminenza, a dire il vero stavo qui dal tardo pomeriggio, non è mica colpa mia se la porta è rimastra chiusa fino a notte inoltrata, lasciando me a fare il paraklausityron. Più che con me forse dovreste prenderla con il padre guardiano che faceva il turno prima di voi. Ma a proposito: fate anche il padre guardiano ora???
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MessaggioTitolo: Re: Su un cavallo nero come la notte...   Mar Feb 15, 2011 4:32 pm

Il monaco si fermò giusto in tempo per non colpire il vescovo. Lo cinse per una spalla e disse:

"entrate caro monsignore! E' un piacere avervi qui nel nostro monastero anche se devo dire che forse vi ho lasciato fuori perchè stavo riposando a quell'ora che siete giunto visto che sono io l'unico portinaio del monastero. Del resto si diventa arcivescovi ma l'umiltà per fare questo genere di lavori ci accompagna sempre."

Sorrise facendo entrare il fratello all'interno.

http://sandomenicorr.forumattivo.com/t614-dormitorio-di-mon-spiridione#2961

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