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 Messa del 5 luglio 1457

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Padre Heldor
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MessaggioTitolo: Messa del 5 luglio 1457   Dom Lug 05, 2009 10:05 pm

La stagione del del gran caldo era cominciata da qualche giorno, e padre Tebaldo era molto lieto di potersi recare in Cappella in una giornata così calda. Il sole scaldava ogni cosa, e il cambiamento che quei giorni di calore aveva portato nella natura colpì padre Tebaldo, anche se certo non era la prima volta che lo vedeva accadere. "E' molto significativo" pensò il sacerdote "vedere come tutto intorno a noi cambi in continuazione, ma la nostra bella Chiesa è sempre là, pronta ad accoglierci in comunione e preghiera." La sua mente viaggiava immersa in questi pensieri, quando d'un tratto padre Tebaldo si ritrovò davanti alla Cappella, il tempo era passato così in fretta. Ma il tempo passa sempre in fretta, quando si fa qualcosa di piacevole. E così Tebaldo entrò nella sagrestia e prese a vestirsi, indossando quei paramenti sacri che erano stati preparati per lui molto tempo addietro, ma che ancora gli calzavano molto bene. Infine fu pronto, e uscì nella navata centrale della Cappella dell'Abbazia. Il coro intonò un inno sacro, che lo accompagnò fino all'altare. Giuntovi, il Vescovo si voltò verso i fedeli e fece il segno della fede. Poi andò al pulpito, da dove lesse la lettura che era in programma per quella domenica.
Dal primo Libro delle Virtù, La fine dei tempi V: Le domande ha scritto:
[hrp]Tuttavia, molte domande non avevano ancora trovato una risposta. Chiesi a Dio se poteva far luce su di esse e Lui, nella Sua grande misericordia, accettò.

Gli chiesi: “Quando saremo giudicati? Quali saranno le pene e le ricompense che avremo?” Mi rispose: “Ho deciso, quando ho fatto degli umani i miei figli, di far loro il più bello dei regali: ho reso tutti i vostri spiriti delle anime, permettendovi di raggiungere il Paradiso se seguite gli insegnamenti di Aristotele e di Christos, ma punendovi con gli Inferi se vi allontanate dalla via che hanno tracciato. Siete in corso di giudizio per tutta la durata della vostra vita. Ogni pensiero, parola e azione influisce sulla Mia decisione finale. Quando ciascuno di voi muore, Io decido la vostra destinazione eterna. A seconda che siate stati virtuosi o peccatori, raggiungete le schiere degli eletti o dei dannati.”

Gli chiesi poi: “Ma che aspetto avranno gli umani che avranno accesso al sole o alla luna? Non saranno altro che puri spiriti? Che ne sarà dei nostri corpi? Cosa sono quegli angeli e quei demoni?” Mi rispose: “Il corpo non può vivere senza la mente e la mente senza il corpo, poiché ho creato la vita come unione di questi due stati. Quando un umano accede al Paradiso o all’Inferno, il corpo che aveva sul mondo è abbandonato per alimentare la vita e un nuovo corpo gli viene dato in cambio. Quest’ultimo è a immagine della mente dell’umano: ne rappresenta la bellezza o la bruttezza. Gli angeli sono quelli che, grazie alla loro santità, hanno ottenuto un corpo così perfetto che stanno al mio fianco sul sole. I demoni sono quelli che hanno vissuto nell’errore così a lungo che il loro corpo non è che orrore e bestialità”.

Gli chiesi ancora: “Il battesimo è il sacramento che sancisce l’ingresso di un uomo nella comunità dei credenti. Senza di esso, non vi è possibilità di accesso al Paradiso. Ma cosa ne è dei poveri bambini la cui vita finisce prima che abbiano la possibilità di essere battezzati?” Mi rispose: “Vi ho reso eletti alla vostra nascita, poiché tendete a Me naturalmente. Sono i vostri peccati ad allontanarvi dalla Mia divina perfezione.”

“Il battesimo permette alla virtù di riscattare il peccato, permette all’amore di vincere l’accidia. Un virtuoso non battezzato non vedrà cancellati i suoi errori, poiché non ho benedetto la sua entrata nella comunità dei Miei fedeli. Ma non credere che il fatto di essere battezzato ti autorizzi a peccare senza vergogna. Questo sacramento è solo il mezzo per vivere nella virtù. Ma tutti quelli che non sono stati battezzati, siano essi bambini o adulti, se non hanno assolutamente mai commesso peccati, potranno lo stesso accedere al Paradiso.”

Gli chiesi infine: “La Fine dei Tempi dovrà per forza avvenire?” Mi rispose: “No, deciderò di distruggere il mondo se gli uomini si abbandonano talmente tanto al peccato da finire col dare ragione alla creatura a cui non ho dato un nome. Sappi che il destino del mondo dipende solo dalla vostra virtù. Spetta a voi rispettare la parola che ho trasmesso a Aristotele e Christos poiché, se vi comportate come gli abitanti di Oanilonia, il vostro vizio deciderà la sorte del mondo che tanto amate.”

Allora, Dio mi disse che era giunto il tempo che io tornassi a casa, che il mio sogno finisse, e che mi svegliassi. Alleviato per aver tanto imparato da Dio Stesso, tornai dunque al mio lettuccio caldo, dove mi svegliai. Ancora scosso da quelle rivelazioni, cominciai a mettere per iscritto questo messaggio di Dio Stesso. [/hrp]

"Cari amici, eccoci arrivati all'ultima lettura tratta dal libro delle virtù. Concludiamo oggi questo grande percorso che ci ha portato attraverso tutti questi mesi allo studio di questo fondamentale testo sacro. Quante cose che abbiamo imparato in questi mesi, e quante cose che impariamo dalla lettura odierna! I temi principali sono difatti quelli della virtù, e del peccato. Poichè difatti sono questi due elementi, che non potrebbero esistere in assenza dell'altro, a determinare cosa sarà di noi nella nostra vita eterna. Noi sappiamo infatti quale grandissimo dono ha voluto farci Dio nel momento in cui ci ha creato. L'anima. Noi esseri umani siamo difatti le uniche creature in tutto il creato ad avere questo dono, non un semplice spirito di vita, ma un'anima. Ecco allora come l'Altissimo ha voluto crearci nell'uguaglianza, affinchè fossero poi le nostre stesse parole, i nostri stessi pensieri, le nostre stesse azioni, indirizzando la nostra vita alla virtù o al peccato, a determinare il nostro destino nell'al di là. Vorrei allora che tutti riflettessimo su quell'importante sacramento che è il battesimo, cercando di capirne il grande significato. Dio stesso ci insegna che il ricevere il sacramento del battesimo non ci autorizza certamente a commettere peccato. Anzi! Il battesimo è un vincolo che ci lega ancora di più all'Altissimo, ergo i battezzati sono coloro che devono essere esempio di virtù per gli altri! Ma infine, ecco come l'Altissimo, nella sua infinita misericordia, concede anche a chi non è battezzato di poter accedere al paradiso solare e alla beatitudine eterna, a patto di non avere mai commesso peccato alcuno. Riflettete dunque figlioli su queste parole, cosa vogliono davvero significare? La risposta è facile. Saremo giudicati per le nostre azioni, e non solo per una etichetta. Ebbene, io dico a tutti coloro che sono battezzati ma che continuano a peccare: vergogna! Sappiate che saranno solo le nostre azioni, i nostri pensieri e le nostre parole a determinare il nostro destino, non dimenticatelo! Pentitevi dunque dei vostri peccati, e sappiate chinare il capo davanti alla potenza e alla misericordia dell'Altissimo, e chidere perdono con umiltà!"

Terminata la predica, Padre Generale tornò all'altare per la benedizione finale.

"Vi benedico nel nome dell'Altissimo e dei suoi profeti Aristotele e Christos, che la loro benedizione scenda su di voi e con voi rimanga sempre!

AMEN!
"

_________________
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