Monastero Aristotelico di San Domenico

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L'Ordine di San Domenico piange il confratello Padre Tacuma, deceduto all'alba del 15 settembre. I funerali si svolgeranno il giorno 30 nella Basilica di Santa Caterina ai Sibillini, e la salma sarà tumulata qui nella cripta del Monastero. Pace a chi riposa in Dio e a chi rimane.

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 Messa del 26 luglio 1457

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AutoreMessaggio
Padre Heldor
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MessaggioTitolo: Messa del 26 luglio 1457   Dom Lug 26, 2009 2:29 pm

Padre Tebaldo uscì dalla sacrestia, vestito dei paramenti sacri, con uno sguardo preoccupato... Quel luogo, che era luogo di pace è vero, stava diventando troppo pacifico... Doveva trovare un modo per smuovere un pò la situazione, a partire dal Consiglio Superiore che pareva addormentato in un sogno beato... Salì sul pulpito e si guardò attorno per vedere chi vi fosse e lo sguardo corse tra i presenti benevolo... Quindi cominciò l'omelia, con la sua voce tonante:

Fratelli e sorelle miei,
oggi non vi leggerò nessun passo dei Libri delle virtù, bensì innalzerò all'Altissimo una preghiera... E vi invito a fare altrettanto... Affinché il nostro monastero possa ritornare ad essere qul luogo operoso e timorato di Dio che è stato fino a poco tempo fa:


Citazione :

BENEDICI
Preghiera dei Domenicani Conventuali

Benedici, o Signore,
l’alba il mezzodì, il tramonto.
Il mio amore per te canto
Di lodarti mai mi stanco.

Benedici le creature,
che ci danno da mangiare
benedici il cielo e il mare
servo tuo voglio restare.

Benedici il mio cammino,
fuori dentro il monastero,
fammi dire sempre il vero,
fammi amare il mondo intero.

Cosa ci sta succedendo fratelli e sorelle? Non siamo più attratti dalla vita monastica che decidemmo di intraprendere? Io sono deciso e risoluto nel continuare, ma chi di voi non si senta più pronto a seguire questa via, per cortesia lo dica alla fine dell'omelia, cosicchè lo si possa dispensare dai suoi voti, anche temporaneamente!

Certo il percorso che scegliemmo non è dei più semplici... Una vita di privazioni e di obbedienza non è, per colui che non ha Fede, molto allettante... Ricchezza, fama, gloria sono di certo a portata di mano e si raggiungono con maggior facilità se non si segue la Via della Chiesa, ma noi cosa vogliamo? Vogliamo per caso che il Tentatore abbia la meglio sulle nostre anime? Vogliamo essere ricordati come qualcuno che fece gesti eclatanti, anche se alla fine non saremmo altro che uno dei tanti? Non credo fratelli e sorelle che la nostra anima voglia questo... Credo invece che se ora, momento della rinascita del nostro ordine, ci tiriamo tutti su le maniche e ci dimostriamo operosi nei confronti di Nostro Signore, allora avremo la vera gloria, quella di tutti invece che dell'uno... E solo quella gloria, accompagnata dalla benedizione e dalla luce dell'Altissimo, accompagnerà la nostra esistenza per sempre...

Se ci pensate è emblematico che nel nostro ordine di siano due Arcivescovi, ai quali probailmente se ne aggiungeranno altri due... Ma come si arriva a tanta gloria personale? Con il lavoro di tutti e con l'onestà d'animo... Mai e poi mai dobbiamo lasciarci scoraggiare e quando sentiremo che il nostro animo sarà troppo debole, o almeno ci parrà tale, per poter andare avanti, pensiamo ai nostri confratelli ed alle nostre consorelle e recitiamo la preghiera del domenicano che abbiamo recitato prima assieme!

Sono certo che l'Altissimo sia d'accordo con me quando dico che nessun cuore puro o gesto benevolo potrà essere punito.

Amen

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Plusco
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MessaggioTitolo: Re: Messa del 26 luglio 1457   Dom Lug 26, 2009 2:56 pm

Plusco era naturalmente presente a quella messa, ma si vergognò profondamente di se stesso. Forse anche lui in fondo era stato inoperoso e pigro negli ultimi tempi.
Per fortuna le parole del padre generale risvegliarono in lui il fuoco vivo della vita donata da Dio. Si ricordò che per i pigri e gli indolenti vi era una sola punizione : l' inferno lunare.
Effettivamente con il sopraggiungere dell' estate l' ordine si era un po' sfaldato. Dopo le fatiche invernali e primaverili, molti confratelli si erano rinchiusi in se stessi e in riflessione. Plusco pregò affinchè da questa riflessione uscisse nuova linfa per alimentare gli animi e lo spirito e magari per ricordare ai più pigri che il loro compio era servire Dio e diffondere la vera fede Aristotelica.
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Padre Giarru
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MessaggioTitolo: Re: Messa del 26 luglio 1457   Dom Lug 26, 2009 3:08 pm

Padre Giarru ascoltava cose già risentite dal Padre Generale, entrambi passavano ore per trovare sempre un innovazione nell'Ordine per farlo tornare attivo. Infatti egli era molto compiaciuto, ed era in totale accordo col Padre Generale.
Don Alessandro ancor piu' deciso di se' ando' in Sagrestia da il Patriarca e lo abbraccio'.


"Padre mio, sono e saro' sempre il vostro braccio destro, ora piu' che mai!! Il mio bacchetto affiancherà il vostro randello sempre!"

Scoppio' una risata fraterna tra i due frati....

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Alessandro III Cardinalem de' Montemayor Borgia
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tacuma
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MessaggioTitolo: Re: Messa del 26 luglio 1457   Dom Lug 26, 2009 6:02 pm

Ascoltava Padre Tacuma, ascoltava con attenzione le parole del confratello.

Si guardo' dentro e capi' che stava peccando nell'istante stesso in cui non si ri riconobbe nelle parole di padre Heldor.
Tacuma viveva al monastero da mesi , la sua vita si sgranava tra le preghiere solitarie del mattino, accanto alla finestrella della sua cella, alle passeggiate silenti nel chiostro, alle visite alla cappella di san domenico e allo studio in biblioteca, luogo che amava profondamente.
Ed aspettava con interminabile ansia le sacre letture del mercoledi' nello scriptorium.
La vita del monastero lo appagava e lo rendeva se possibile ancor piu' vicino al suo Signore.
Le chiacchierate al refettorio con padre Desk...e la preoccupazione ora nel vederlo particolarmente agitato, le visite alla cella di padre Kemnos per consegnargli i sacri testi e parlare un po'....
E al monestero la sua indole curiosa si era altresi' accentuata... nel passare furtivo in portineria quando sentiva un vociare, nello scrutare i boschi dalla sua cella quando qualcuno vi si addentrava......si Tacuma amava il suo monastero

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Kemnos
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MessaggioTitolo: Re: Messa del 26 luglio 1457   Dom Lug 26, 2009 10:50 pm

Il giovane frate ascoltava a capo chino le parole che il Padre Generale stava pronunciando.
Era vero, i monaci non erano più attivi come una volta, dal canto suo si doleva nel vedere lo Scriptorium deserto ogni mercoledì.
Credeva però che il riconoscimento che tanto attendevano avrebbe dato una scossa all’Ordine: i monaci, tutti, avrebbero sentito il peso della propria responsabilità allora e si sarebbero dati da fare nel proprio compito di diffondere la fede nell’Altissimo e salvare le anime dei fedeli.
Terminata la messa si recò in Sacrestia per congratularsi con l’amico Tebaldo.

“Padre, ho apprezzato molto la vostra omelia. Da parte mia posso assicurarvi tutto il supporto che potrò offrire all’Ordine per farlo ulteriormente crescere.”
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andosan
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MessaggioTitolo: Re: Messa del 26 luglio 1457   Lun Lug 27, 2009 10:59 pm

Fratello Andosan ascoltò con tristezza le parole del suo Arcivescovo, era sempre stato orgoglioso dell'ordine domenicano però tante cose erano successe nella sua vita e nella vita della Chiesa, per questo il Diacono si avvicinò a S.E. e gli disse: "Reverendo Padre, voglio con tutto il cuore continuare a far parte di questo ordine, voglio impegnarmi perchè bramo con tutto il mio cuore che questo Sacro Ordine venga riconosciuto dalla Chiesa Aristotelica. Eppure Padre capirà che questo è un brutto periodo: la pazzia di Padre Desk, la morte di Segalello, insomma perchè non riusciamo più a crescere, anzi arretriamo? Non è una questione di numeri ma di qualità, e francamente non so rispondere a questa domanda. Avrò un periodo di ritiro per poter meditare e tornare ancor più attivo in questi sacri luoghi".
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MessaggioTitolo: Re: Messa del 26 luglio 1457   

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