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 Santa Messa del 4 Luglio 1458

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Eckart
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MessaggioTitolo: Santa Messa del 4 Luglio 1458    Dom Lug 04, 2010 1:45 pm

Quando quella domenica Padre Eckart raggiunse la Sagrestia del Convento la porta cigolò. I cardini non erano stati oliati, e da tempo quell'uscio era rimasto chiuso. Un poco di tristezza velata segnò il volto del Frate.

La polvere ricopriva le cose coprendone il vero essere, ciò che in passato risplendeva. Così gli abiti da cerimonia... sembravano più opachi del solito.

Il Padre scelse, per quel giorno, una Pianeta verde, sperando di comunicare un poco di speranza ai fratelli... Poi fece vigorosamente vibrare la Campana dell'Accoglienza, affinchè il suono si riversasse per le sale e i corridoi, come da tempo non accadeva.

Era giorno di festa....

Raggiunto l'altare il Padre guardò i convenuti, sorrise al fratello Pascal, che si affacciava in prima fila, ed uno sguardo fraterno volle rivolgere a Padre Bizzipap, che da qualche giorno si era unito all'Ordine. In un certo senso, a Lui la lettura scelta era dedicata, perchè voleva aggiungersi ai festeggiamenti per San Tito Apostolo e Martire della Chiesa, primo papa di Roma.

Padre Eckart conosceva l'impegno del Monsignore in quei giorni, nelle terre del Sud, per ricordare il fondatore della Santa Chiesa Aristotelica...

Fratelli, disse... Come sempre è un onore e un privilegio, per me, mettermi a servizio, e godere della Celebrazione nel giorno della Festa... Gioiamo, perchè l'Altissimo è con Noi. Vorrei leggervi un passo dalla vita di Tito, di cui, in questi giorni, si ravviva la memoria.

Citazione :
Un giorno, mentre mangiava con gli amici, tra cui gli apostoli, accadde
un evento straordinario. Samot leggeva una lettera di Paolo sulla
necessità di scegliere un capo. Una persona ricordò che Christos aveva
espressamente designato Tito, ma ciò non era avvenuto all’unanimità.
Tito rimase in silenzio. Fu allora che qualcuno aprì una finestra. Una
colombra entrò dentro la stanza e volò sotto le travi. La colomba
staccò delle erbe che vi erano appese, e dei rametti di basilico, la
spezia dei re, caddero sulla testa di Tito. Tutti vi riconobbero un
segno della regalità spirituale di Tito. Tito si alzò e disse:


Citazione :
Tito: Miei amici, fratelli, io non sono un re! Io non sono che il servo
dell’Altissimo, e tutta la potenza quaggiù non viene che dalla
riconoscenza per i suoi simili.

Samot: Tito, tu sei il nostro re spirituale. Tutti noi lo riconosciamo.
Sei la nostra guida, la roccia della saggezza, nostro padre, il nostro
papà.



Fu così che Tito divenne il primo “papà”, e
quindi “Papa” della Chiesa. E svolse questo compito con fervore e
umiltà. Si scontrò con il potere temporale che, geloso delle sue
prerogative, preferì l’antica religione che gli consentiva di mantenere
la popolazione in uno stato di servitù e dipendenza. Ma il numero dei
fedeli aristotelici crebbe costantemente grazie all’opera degli
apostoli guidati da Tito.

Poi... Padre Eckart commentò:

E' fra il popolo che Christos sceglie i suoi primi discepoli... Egli ci mostra chiaramente come la vera nobiltà stia non nel sangue, non negli orpelli, ma nella caratura morale. Fra tutti gli Apostoli, Tito il pescatore è colui che maggiormante mostra la forza indomita nel combattere per ciò in cui si crede, e ciò che è giusto, nell'epoca più atroce e sanguinaria dell'umanità, sotto l'Impero Romano.
Egli è definito dal Profeta "la roccia", e su questa roccia poggia la nostra Chiesa. Non dimentichiamocene mai, perchè i nostri fondamenti sono spesso più saldi di noi, e vivono dello spirito di Tito.

Numerose sono le scene del Primo Papa, in cui questo spirito viene dimostrato... Quando ad esempio egli fonda una cooperativa di pescatori, per contrastare i soprusi dei sovrani regnanti, o quando decide di seguire Christos e lasciare la sua famiglia, la sua tanto amata famiglia, o quando sposta le croci del supplizio dei suoi seguaci, croci pesanti tonnellate... o quando, malato, decide di morire in piedi, davanti al Creatore.

Fratelli... la forza di Christos ci sappia essere di conforto, soprattutto ci rallegri il cuore, quando sappiamo di agire e combattere per la giusta causa, nonostante ogni violenza possa nascere dal male.

Amen

Andiamo in pace.


Dopo aver così predicato, Padre Eckart si fermò in Sacrestia un poco, per attendere i fratelli, per poterli salutare, e scambiare qualche parola di fede.


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Padre Heldor
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 4 Luglio 1458    Dom Lug 04, 2010 10:44 pm

Padre Tebaldo sedette al suo posto per tutto il tempo... Lo sguardo era vivo mentre ascoltava e correva a controllare se e chi fosse presente tra i monaci dell'ordine... Alla fine della funzione recitò il solenne: Amen

Quindi face richiamare Padre Eckart ed i confratelli presenti annunciando:

"Fratelli miei, oggi accogliamo tra noi un nuovo confratello, Pascal, molto dotato di intelletto e dalla sete di conoscenza infinita, sempre restando nei precetti della fede aristotelica... Ed oggi è di fronte a noi per pronunciare i voti monacali, che lo renderanno parte integrante ed attiva di questa nostra comunità"

Quindi fece cenno ai confratelli di prendere posto di fianco a lui, compiendo un semicerchio di persone...

"Ed ora, Pascal, compi il tuo giuramento davanti ai tuoi confratelli..."

disse con voce paterna e calma.

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Pascal
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 4 Luglio 1458    Dom Lug 04, 2010 10:55 pm

Io, Pascal, giuro davanti a Aristotele e sulle Sacre Scritture di agire sempre nell’interesse primario della Chiesa Aristotelica,
Apostolica & Romana.
Io, Pascal, mi riconosco sottomesso alla tripla obbedienza aristotelica: obbedienza alla gerarchia stabilita da
Christos, l’obbedienza ai dogmi, l’obbedienza al diritto canonico.
Io, Pascal, giuro davanti a Christos & alle Sacre Scritture di servire sempre primariamente il papa e i suoi rappresentanti. Perciò riconosco
come subordinate a questo giuramento ogni mio altro vassallaggio, omaggio & obbligazione.
Io, Pascal, giuro davanti Arnvald e sulle Sacre Scritture di rispettare il presente giuramento fino alla morte o
fino al giorno in cui io sarà sollevato canonicamente.

Sono giunto alla conclusione che la mia vita deve
seguire le regole che ora andrò ad esporre:

I.l’Altissimo è il mio Signore, a Lui devo la mia esistenza su
questa terra e ai Suoi Profeti devo l’insegnamento della regola di vita
che porterà la mia anima alla salvezza eterna;



II.il Santo Padre, discendente eletto del Santissimo Titus, ed il
Collegio del Cardinali, gli Arcivescovi, i Vescovi ed il clero tutto
sono la mia famiglia, i miei padri e mentori, perché loro sono i
prosecutori dell’opera degli Apostoli del Santissimo Giosué Christos. A
loro io debbo la mia obbedienza assoluta;



III.coloro che hanno deciso di seguire il mio modo di vivere sono i
miei fratelli e compagni, in quanto tutti siamo figli dell’Altissimo e
tutti abbiamo la stessa missione;



IV.la Conoscenza è, assieme alla Fede nella parola del Santo
Aristotele, la via più difficile ma anche la più sicura per la salvezza
della mia anima, quindi lo studio della Conoscenza è fondamentale per
la mia vita;



V.l’eresia è figlia dell’ignoranza. E’ mio compito, quale figlio
devoto dell’Altissimo, di insegnare la retta Via a quelli che cadono
tra le braccia di questa forma di ignoranza, a costo di liberare la sua
anima dalla corruzione del corpo, in modo che Domineddio possa
re-illuminare la sua anima;



VI.devo vivere con i miei fratelli in modo che la Conoscenza che
uno ha possa essere trasmessa anche agli altri e quella degli altri
all’uno. In questo modo, con l’ausilio della preghiera verso Nostro
Signore, e solo in questo modo, si potrà raggiungere la Vera
Conoscenza;



VII.è mio compito viaggiare per fare in modo che la Conoscenza sia
il più possibile sparsa per il mondo e la Fede nell’Altissimo assieme
ad essa;



VIII.è cosa buona e giusta che io avendo appreso dal Santo
Aristotele l’importanza fondamentale della Pace come prerogativa di
vita in comunità cerchi di mantenerla in ogni modo per far si che
l’armonia non venga mai turbata e che l’amicizia non sia mai distrutta



IX.L’Umiltà quale fondamento di tutte le virtù deve essere sempre
presente nella mia vita affinché io possa con la mia vita essere
d’esempio a coloro che mi seguono e questi a loro volta per gli altri,
perché insieme alla Fede e alla Conoscenza si diffonda nel mondo anche
l’umiltà



X.Ogni violenza rifugga da me perché io mai solleverò un bastone
contro un altro fratello, perché se questi ha commessa violenza non
starà a me giudicarlo ma all’Altissimo alla fine dei tempi.
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Eckart
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 4 Luglio 1458    Dom Lug 04, 2010 11:21 pm

Padre Eckart ascoltò il giovane mentre pronunciava solenne giuramento... quel giovane che era con vivo interessse entrato nella vita del Monastero, la cui fede era sicuramente qualcosa di ammirevole e di molto precoce... sicuramente segno dell'opera di Dio sulla sua vita.

Aperse dunque le braccia, in segno di benedizione....

Poi corse ad abbracciare il nuovo fratello, con immensa gioia.

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Padre Giarru
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 4 Luglio 1458    Lun Lug 05, 2010 2:53 am

Frà Alessandro assistette a questo commovente atto da parte del giovane Pascal.
Con passo cadenzato gli si avvicino' e con una pacca fraterna sulle spalle gli sussurro' ;

"Che il Signore ti benedica fratello"

Alessandro riprese in seguito le sue cose e tornò nella sua cella.

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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 4 Luglio 1458    Lun Lug 05, 2010 9:46 am

Era sempre fonte di gioia ed emozione il giuramento e l'entrata di un novo confratello al monastero e quella domenica tacuma assisteva silenzioso all'evento.
Certo i ricordi gli inondavano il cuore e la mente vagava a ritroso nel tempo, ma era necessario muoversi ora che il monastero lentamente riprendeva vita.
Si avvicino' a Pascal con passo deciso e abbracciandolo sussurro'

benvenuto fratello

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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 4 Luglio 1458    Lun Lug 05, 2010 11:00 pm

Dopo il giuramento di Pascal, Padre Tebaldo gli si avvicinò e allargò le braccia con gesto paterno, per poi stringerlo tra esse e baciarlo sulle gote.

Benvenuto tra noi fratello... Sono lieto che un giovane come te sia tra noi, a dare vita a quel che pian piano sembrava affievolirsi... Ma la linfa vitale scorre sempre in noi...

Quindi invitò gli altri confratelli a compiere i suoi stessi gesti, rito ultimo di accoglienza di quel giovane monaco che ora si ergeva davanti a loro.

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Eckart
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 4 Luglio 1458    Lun Lug 05, 2010 11:15 pm

Benvenuto Pascal disse Padre Eckart.
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