Monastero Aristotelico di San Domenico

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 Santa Messa del 17 Ottobre 1458

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AutoreMessaggio
Eckart
Spirito Inquieto
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Numero di messaggi : 175
Data d'iscrizione : 08.01.10

MessaggioTitolo: Santa Messa del 17 Ottobre 1458   Dom Ott 17, 2010 2:20 pm

Anche quella Domenica Padre Eckart giunse in Cappella per celebrare. Molti gli impegni di quei giorni, come sempre, qualche pensiero triste, anche.
Si raccolse fra sè e con i fratelli... Ancora il Monastero donava salute alla sua fede, e placava il suo sguardo. Era il tempo della parola:

Fratelli,

concedetemi di condividere con voi un momento privato: oggi mio fratello Chevara è salito al cielo, ed ora è sotto il giudizio dell'Altissimo. Concedetemi di pregare per lui, assieme a voi. Sappiamo che la vita non si ferma di fronte alla morte terrena, sappiamo che l'accadere è disegnato dall'Alto, non abbiamo dubbi che è l'opera del bene. Anche oggi leggeremo un passo della vita di San Domenico, persino qui scorgeremo la voce della Provvidenza


Dinque il frate cominciò a leggere:

Eckart ha scritto:


Citazione :
SAN DOMENICO, (Burgos 24 marzo 1170 – Roma 15 novembre 1223)
PROTETTORE DELL'ORDINE DEI FRATI DOMENICANI CONVENTUALI ED ITINERANTI


[...]

Di questo tragitto, che dal bambino ci farà scorger lo Santo, andiamo ora a raccontare.
La vita di Domenico cambiò nel corso dell'inverno 1181, un inverno come tanti in Burgos, che tuttavia doveva portare costui molto lontano dalla famiglia. Nel mondo contadino, l'inverno è il tempo del riposo. Tutto sembrava rallentare, anzichè darsi scossone. Domenico amava sentire la vita nel vento fresco, e adorava contemplare l'incanto dei campi innevati... Da qui, forse, la successiva scelta del colore bianco, per sè e per i propri fratelli, a ricordo della stagione che cambiò la sua intera vita da qui in avanti.
Nel mentre lento di quelle giornate, giunse un giorno il Diacono Francisco, con una lettera per la famiglia Manguz.
Tale epistola arriva a noi oggi intatta: oltre ad essere fonte storica inestimabile, è prova dello sguardo vigile della Chiesa sui suoi figli, et in particolare coloro che si distinguono per la nobiltà dell'animo, e per chiaro senso della vocazione... in secula seculorum.

Citazione :
Burgos, XX Gennaio, Anno Domini 1181,

All'attenzione della famiglia Manguz,

Figli cari,

gioite, perchè la grazia dell'Altissimo vi ha benedetto.

Da tempo il vostro Domenico è sotto la nostra attenzione nascosta, ma non per questo men vigile.
Noi conosciamo il significato del Suo sorriso silenzioso.
Noi conosciamo il motivo della Sua arguzia.
Noi conosciamo la ragione della Sua obbedienza.
E riconosciamo, in lui, la mano profonda della Provvidenza.
Sappiamo ch'egli non è fatto per il semplice lavoro dei campi.
Sappiamo che potrà dare gran prova di sè davanti a buoni Maestri.
Sappiamo che ad alti compiti è destinato.
E ci auspichiamo che possiate affidarcelo, per poterne seguire più da vicino la sua crescita.
Per la qual ratio...
La Santa Ecclaesia

Si impegna a provvedere al cibo materiale e spirituale che sarà necessario a fare, di questo frutto della terra, un astro splendente.

Attendiamo Domenico a Valencia, dove potrà cominciare i corsi di formazione teologica, col primo sole della Primavera.

Pax Vobiscum

Sua Eminenza Alberto Vescovo Mendoza.

La Chiesa aveva osservato dunque tante cose del piccolo Domenico, ma quello che non aveva considerato era il <<lutto>> che avrebbe provocato quella perdita.
Angelica dovette adoperarsi enormemente per placare l'animo del povero marito, che sentiva come se gli sottraessero il figlio dalla mani, nella voce inesatta di tutti i suoi sacrifici.
Ma quando il primo raggio di sole sciolse il primo fiocco di neve, a Burgos, fu proprio Domenico a guardare il babbo negli occhi, e a placare la sua ansia.
"Padre", gli disse, "Credi forse che il disegno di Dio fatto possa essere per arrecare offesa all'uomo? Sei talmente preso da te stesso, che non ti sei nemmeno accorto della condizione di mamma... lo dicono i suoi occhi che avrai una nuovo erede" .
Codesta la sintetica risposta:

"Questo qui lo chiamiamo Alfonso, come me, a scanso di equivoci!!!!

E tu, Domenico, vedi di prepararti subito il sacco, che devi partire!


Era una bella giornata di primavera, a Burgos... il Diacono Francisco de Izan si presentò in casa Manguz di buona mattina all'alba, trasse il bimbo con sè, e lo accompagnò alla volta di Valencia, in quello che doveva essere il primo viaggio della sua breve vita.

Ecco come Domenico fu osservato e accolto dalla Chiesa, ecco come la mano dell'Altissimo si sollevò sulla sua vita, e sulla vita dei suoi cari. Povera mente è quella che non sa vedere oltre il proprio interesse... grande è lo spirito nella vocazione. Questo passo commuove la mia anima: ripenso a come anche io arrivai qui, mai lo avrei pensato o immaginato per come mi comportai e per come si svolse il mio cammino recondito, lasciato ora alle spalle come una vita che fu, e che è degna di essere ricordata solo se messa in relazione ai voti che presi, come preparazione della vita di adesso, So che mi capite, Fratelli, so che anche voi avete sentito un giorno il miracolo della chiamata. Come spiegarlo? Non ci sono parole. ma di certo colpisce la precocità di Domenico, la sua Santità di sempre, fin dall'infanzia, in questo ricordando l'infanzia dei Profeti, che sempre furono in ascolto della voce di Dio. Abbiamo qui un bell'esempio dell'agire della Chiesa, che partecipe osserva silenziosa, finchè il segno è chiaro. Così anche noi vediamo crescere la spiritualità negli altri, e ci facciamo strumento affinchè essi scoprano il Signore, e il suo significato per la loro vita. Concediamoci in questa occasione di pregare per le vocazioni, di confidare nell'Altissimo affinchè la proposta monacale possa infiammare i cuori e disporli nell'amore attraverso il servizio. Concedetemi di ringraziarvi, ancora una volta, per ciò che avete fatto per me, e che continuate a fare per la salvezza della mia anima, per il calore di cui ha bisogno il mio cuore per ravvivare sempre la fede ed avvicinarmi alla Verità e al Verbo. Se anche voi avete un ringraziamento da fare, prego procedete, perchè noi viviamo nella condivisione!
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Pascal
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 17 Ottobre 1458   Dom Ott 17, 2010 7:21 pm

Penso sia stato così un po per tutti, Padre.
Sia fatta lode al Santo! Sia fatta lode al Signore!

Amen.
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tacuma
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 17 Ottobre 1458   Dom Ott 17, 2010 8:10 pm

Concediamoci in questa occasione di pregare per le vocazioni, di confidare nell'Altissimo affinchè la proposta monacale possa infiammare i cuori e disporli nell'amore attraverso il servizio.

Le parole di fratello Eckart lo colpirono al cuore. Non poteva non approvare , concordare con lui.
Lo osservo' e a voce bassa' ringrazio' l'Altissimo, come sempre, per avergli donato tutto quanto oggi aveva: il monastero, i confratelli, quella vita serena dedita alla preghiera e alla diffusione della parola del Signore tra le genti.

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Kemnos
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 17 Ottobre 1458   Dom Ott 17, 2010 8:18 pm

Anche Padre Ennio ringraziò l'Altissimo per la sua vocazione. Per quanto fosse destinato già da fanciullo ad essere sacerdote, non aveva mai avuto dubbi sulla strada che aveva intrapreso, anzi era grato ad i propri genitori che avevano scelto per lui quella strada.

"Amen"

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Padre Ennio "Kemnos" Borromeo Pelagio

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Philipdikingsbridge
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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 17 Ottobre 1458   Lun Ott 18, 2010 10:24 am

Padre Filippo seguì la messa in rigoroso silenzio insieme ai suoi fratelli e quando ebbe fine esclamò in coro:

"Amen"

Ripensava alle grandi gesta di saggezza e di magnificenza del Santo e nel mentre si avvicinò ad alcuni fratelli esclamando:

"Fratres, è stata una bellissima e toccante celebrazione che ci fa riflettere molto. Abbiamo bisogno di toccare le anime dei nostri fedeli per avvicinarli al Santo Domenico. Ricordate il mio testo sulle regole della vita itinerante? Dovremmo puntare su questo e sul far diventare la nostra casa un luogo di contemplazione e ritiro."

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MessaggioTitolo: Re: Santa Messa del 17 Ottobre 1458   

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Santa Messa del 17 Ottobre 1458
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