Subforum del Gioco di Ruolo Online Regni Rinascimentali


Non sei connesso Connettiti o registrati

Santa Messa per la guarigione di Padre Stefano

Andare alla pagina : 1, 2  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso  Messaggio [Pagina 1 di 2]

Fenice

avatar
Gran Priore
Gran Priore
Madre Fenice stava aiutando i giovanissimi novizi del seminario a sistemare panche e sedili. L'occasione era solenne e gioiosa insieme, e sperava che la Cappella si sarebbe riempita per ringraziare tutti insieme l'Altissimo, che aveva donato la guarigione a Padre Stefano, consentendogli di tornare in piena attività nonostante la grave malattia patita.

Aveva sistemato personalmente dei rami di sempreverde davanti all'altare e sul presbiterio, insieme a bacche autunnali di un rosso acceso. L'autunno non offriva fioriture nei dintorni del Monastero, ma la natura aveva doni e bellezze in ogni stagione.

Terminata la sistemazione della Cappella, Madre Fenice ringraziò i novizi e si ritirò in sacrestia, dove avrebbe indossato i paramenti e si sarebbe raccolta in preghiera, come sempre prima di celebrare.
Avrebbe atteso là che il Padre Generale la raggiungesse. Avrebbero poi iniziato insieme la Messa.

Si inginocchiò sul piccolo inginocchiatoio in sacrestia e giunse le mani, con un sorriso lieto sul volto.


_________________

Ello

avatar
Dignitario
Dignitario
Monsignor Ello si era preparato per partecipare alla messa di ringraziamento che si sarebbe tenuta in Cappella.
Arrivato nel luogo sacro, salutò con un cenno i novizi in Cappella e si mise a sedere su una panca in prima fila

Raik

avatar
Irriducibile di San Domenico
Irriducibile di San Domenico
Fratello Raik entrò nella cappella, salutò i presenti e si sedette in preghiera.

Aryale

avatar
Dignitario
Dignitario
Aryale entrò nella Cappella per partecipare alla messa. Salutò coloro che conosceva con un cenno del capo e sorrise a coloro che ancora non conosceva. Si mise a sedere e si raccolse in silenzio aspettando l'inizio della celebrazione.

Javier.

avatar
Spirito Inquieto
Spirito Inquieto
Il Frate si avvio verso la cappella del monastero per partecipare alla Santa Messa giornaliera come sempre, questa volta però ci andò con maggior letizia visto che la cerimonia era in onore di uno dei suoi amati confratelli.

Una volta giunto si sedette al suo posto accanto a quello degli altri confratelli non prima di averli salutati tutti.

Umberto_ii

avatar
Visitatore
Visitatore
Umberto prese posto nella Cappella, e si mise a sedere insieme agli altri, attendendo l'inizio della Santa Messa.
Meditava in silenzio, e pregava l'Altissimo, ringraziandolo per ogni giorno di vita..ogni giorno poteva godere del sorriso e dell'amore dei suoi figli..

artu


Irriducibile di San Domenico
Irriducibile di San Domenico
Artu, entro' in silenzio nella cappella,saluto'con un sorriso e si diresse su una panca libera in ultima fila.

Pregando e attendendo la Santa Messa

couston


Volto Noto
Volto Noto
Per Gregorio era tutto nuovo, quei posti erano una scoperta continua che lo affascinava.
Aveva avuto avviso dal Priore che si sarebbe tenuta quella lieta cerimonia per ringraziare l'Altissimo dell'avvenuta sanificazione del padre del chiostro.

Arrivo, correndo per i corridoi, felice. Arrivato alla cappella, si scosse le scarpe e le strofinò sul retro dei polpacci, entrò, si segnò all'acquasantiera e si mise su di un panca un pò discosta in attesa.

PetyrBaelish

avatar
Visitatore
Visitatore
Petyr ritornò, su invito, nel monastero che gli aveva dato l'istruzione aristotelica e vide con gioia che nulla era cambiato. Entrò nella cappella per la messa di guarigione di Padre Stefano e prese posto in una delle file. Allungò lo sguardo e vide messer Couston, Consigliere Serenissimo come lui, lo salutò con un breve inchino del capo e ritornò a portare l'attenzione all'altare.

Stex86

avatar
Dignitario
Dignitario
Il Monsignore giunse nella cappella e prese posto nei seggi riservati ai monaci. Giunse le mani e recitò qualche preghiera.


_________________

Shilla


Visitatore
Visitatore

La Cappella era già gremita quando Shilla vi entrò.
Con lo sguardo cercò un posto dove sedersi e con passo leggero si diresse verso una panca.
Si sedette e restò in silenzio in attesa dell' inizio della Messa.

Padre Heldor

avatar
Padre Generale
Padre Generale
Il vecchio Padre Generale entò nella sacrestia.. Era ormai un vecchietto, dai capelli e barba candidi con un paio di striature più scure che gli attraversavano quest'ultima divergendo dal mento... Si appoggiava al bastone per camminare e sorrise a Madre Fenice "Ci siamo consorella... Una messa fa bene allo spirito, soprattutto se è per festeggiare un lieto evento, una volta ogni tanto...". Si guardò quindi attorno e prese a vestirsi dei sacri paramenti da solo, come da abitudine aveva sempre fatto... Lo sguardo era sereno e profondo, sprizzando felicità e serenità, anche se i più vecchi tra i suoi confratelli e non solo, sapevano bene quanto quegli occhi potessero diventare terribili... Sorrise nuovamente a Madre Fenice e le chiese: "Procedemus?"


_________________
Firma in revisione

Fenice

avatar
Gran Priore
Gran Priore
Certamente, carissimo Padre... sono così felice che questa occasione festiva ci veda celebrare insieme...

Madre Fenice gli sorrise, gli aggiustò rispettosamente una manica affinché non facesse pieghe sulla spalla e si pose un passo dietro di lui per seguirlo in Cappella.

Entrarono insieme a passo misurato, ponendosi davanti all'assemblea. La cappella era gremita... con un sorriso di gioia Madre Fenice aprì le braccia e intonò


Il Signore è la mia salvezza
e con lui non temo più
perché ho nel cuore la certezza:
la salvezza è qui con me.

Fate conoscere ai popoli
tutto quello che lui ha compiuto,
e ricordino per sempre,
ricordino sempre che il suo Nome è grande.


Terminato il canto, dopo un momento di silenzio durante il quale la vibrazione delle voci si spense lentamente, proseguì dicendo

Carissimi fratelli e sorelle, siamo riuniti qui oggi per ringraziare insieme l'Altissimo, fonte di ogni gioia, di ogni guarigione, di ogni dono.
Sia benedetta quindi quest'assemblea nel nome dell'Altissimo, di Aristotele e del Secondo Profeta Christos
e tracciò il segno della benedizione verso i presenti.

Si spostò quindi lateralmente, per lasciare spazio al Padre Generale per la Lettura e l'Omelia.


_________________

Padre Heldor

avatar
Padre Generale
Padre Generale
L'anziano prelato avanzò in chiesa, addobbato dei semplici abiti domenicani, come si era sempre imposto di fare quando era dentro quelle mura... Sorrise vedendo tante persone presenti, volti che a malapena aveva intravisto nei corridoi e nei porticati del monastero... Si avvicinò al II Libro delle Virtù e lo aprì alla pagina che aveva precedentemente scelto, quindi con voce profonda ma chiara, cominciò a leggere:

[Aristotele] ialogo XII - L'eremita



Capitolo dodicesimo


Aristotele camminava in Attica poiché aveva fatto visita ad un lontano parente che viveva a Tebe. Era solo, avendo lasciato la responsabilità della sua scuola ai suoi migliori allievi. Ma ad una biforcazione, sbagliò direzione ed anziché ritornare verso la pianura e la città, si addentrò nelle colline. Al termine di due ore di marcia, si accorse del suo errore e scorse un'abitazione isolata. Decise di andare chiedere consiglio sulla strada da seguire.

Man mano che si avvicinava, si rese conto che ciò che da lontano passava per una casa non era che una brutta capanna appoggiata alle rocce, che mascherava rozzamente l'entrata di una grotta.

Bussò alla porta e chiamò, e gli vennero ad aprire. L'uomo, vecchio, era appena vestito, e soltanto di stracci. Era magro ed irsuto.

Aristotele: "Buongiorno, vecchio uomo. Mi sono perso e cerco il cammino di Megara."

Eremita: "E’ se ci vai, che sarai perduto."

Aristotele: "Non ricordo affatto che la città o le strade nei dintorni siano popolate di briganti."

Eremita: "Chi dunque ha parlato di briganti? Sono popolate di umani. È già abbastanza pericoloso.”

Aristotele comprese allora che aveva a che fare con un eremita.

Aristotele: "Dimmi, sei felice?"

Eremita: "Se sono felice? Eccome! Ho tutto ciò che mi occorre: l'acqua del fiume, gli ulivi, un piccolo giardino. E poiché non sono maldestro, con le mie mani fabbrico ciò di cui ho bisogno. Non ho bisogno di nulla, né di nessuno. Sono perfettamente felice."

Aristotele: "Un uomo non può accontentarsi di tale vita. O non è pienamente uomo."

Eremita: "Sciocchezze! Sono il migliore degli uomini."

Aristotele: "Come lo sai, tu che non conosci gli altri? Essere un umano, è vivere secondo la virtù. E la virtù è una pratica che si può esprimere soltanto con gli altri. Vivi bene certamente, ma tu non pratichi alcuna virtù poiché non c'è nessuno con cui tu possa praticarla. Vivi come un orso, indipendente. Ma si è visto un orso dare prova di virtù? Non sei un uomo felice poiché non sei neppure umano. Un umano ha amici, dove sono i tuoi?"

Eremita: “I miei amici sono la natura, i miei ulivi, le mie verdure."

Aristotele: "Una vera amicizia è realizzata tra eguali. Sei dunque l'eguale di un ulivo: piantato ed immobile. Sopravvivi a margine della città anziché parteciparvi come fanno tutti i veri umani. Ti lascerò dunque mettere radici, addio!"

Ed Aristotele riprese la sua strada, scendendo verso Megara.

Alzò quindi gli occhi e guardò tutti i presenti, sempre con un sorriso gentile su quel volto barbuto e segnato dal tempo, quindi rivolse all'assemblea la parola:

"Voi penserete che sia strano che io abbia fatto questa lettura per questa celebrazione... Siamo o non siamo qui per ringraziare l'Altissimo per la guarigione del nostro confratello Stex86? Ebbene, vi chiederete, che c'entra l'Eremita? Ricordate sempre che i testi sacri sono da interpretare ed è quello che noi, tra i più vecchi ed i professori, qui a San Domenico, cerchiamo di fare con coloro che si avvicinano qui anche solo per studiare... Ebbene questo capitolo ci parla dell'Eremita e della discussione che ebbe con il Santo Aristotele..." prese fiato per un istante, anche per assicurarsi che tutti prestassero la dovuta attenzione, quindi riprese a parlare: "L'Eremita è quel che in noi stessi ci fa dire, a volte, che non abbiamo bisogno di altri, che da soli siamo in grado di provvedere in tutto e per tutto a noi stessi... Ma è vera questa affermazione? Perché, se fosse vera, allora l'Altissimo avrebbe creato tanti uomini e donne? Siamo animali sociali e dobbiamo vivere secondo le regole morali che ci siamo imposti... Dobbiamo godere della vita, anche nelle sue piccolissime manifestazioni, il canto di un passero, il sorriso di un bambino o di un amico, il vento che ci carezza la pelle, il calore della nostra famiglia, di sangue o monastica che sia... Ecco dunque spiegata la scelta del testo che ho fatto: dobbiamo gioire per il ritorno del confratello Stex86 perché egli era diventato, per qualsiasi motivo, di sua scelta o dell'Altissimo, come l'Eremita, ma ora è tornato nella sua famiglia, a casa, dove sa che è amato, protetto ed apprezzato.. Quando ci sentiamo spersi nei troppi problemi o nei troppi pensieri, ripensiamo all'esempio datoci da questo confratello, io per primo ci penso spesso: diamo tutto quanto possiamo per gli altri, solo così potremo ricevere senza aver chiesto... Questo è l'atto d'amore più eccelso che la mia mente possa vedere!"

detto questo fece qualche passo indietro quindi si diresse al suo scranno, quindi guardò Madre Fenice, sempre sorridendo paterno, come ad invitarla a proseguire con la funzione.


_________________
Firma in revisione

Immanuel


Visitatore
Visitatore
La funzione era già iniziata mentre entrò nella cappella. Aveva appena superato l'esame e si mise a seguire con particolare attenzione la celebrazione.

Fenice

avatar
Gran Priore
Gran Priore
Madre Fenice aveva seguito l'omelia con profonda attenzione. Rimase in silenzio qualche attimo, poi fece un cenno in risposta al Padre Generale e rivolgendosi alla comunità disse

Vorrei condividere con voi una brevissima riflessione, riallacciandomi a quanto ha detto Padre Heldor. Ascoltando le sue parole mi è venuta in mente una frase bellissima tratta dalla Vita di Christos, e precisamente dal capitolo IX, là dove è detto che Egli diceva spesso "Credete all'amore che Dio nutre per voi, e amate Dio a vostra volta."

Christos ci raccomanda di credere nell'Amore divino verso di noi e di ricambiarlo. Sono due aspetti dello stesso atteggiamento attivo, il contrario di quello dell'Eremita. Credere implica la volontà, il coraggio, ad esempio quando siamo malati, soli, in difficoltà, e la nostra debolezza umana ci porta a dubitare dell'Amore di Dio verso di noi. Ci sentiamo abbandonati. Dobbiamo aver fede, invece, in questo Amore, e ricambiarlo. Da ciò nasceranno i frutti e le benedizioni della nostra vita: la guarigione del corpo e dell'anima, il calore della nostra famiglia, la capacità di dare agli altri e di rendere grazie all'Altissimo per i Suoi doni.


Madre Fenice sorrise.

E' il momento di proclamare tutti insieme il nostro Amore e la nostra Fede.

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN


_________________

Javier.

avatar
Spirito Inquieto
Spirito Inquieto
Dopo avere ascoltato con attenzione l'omelia e le parole di Madre fenice pronunczio :

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN

Ello

avatar
Dignitario
Dignitario
Monsignor Ello dopo aver ascoltato entrambi gli interventi ripete il credo insieme agli altri:

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN

Aryale

avatar
Dignitario
Dignitario
Aryale restò un attimo in silenzio serbando nel cuore le parole dell'omelia e di Madre Fenice.
Poi si unì agli altri:


Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN

tacuma

avatar
Dignitario
Dignitario
...perché egli era diventato, per qualsiasi motivo, di sua scelta o dell'Altissimo, come l'Eremita, ma ora è tornato nella sua famiglia, a casa...

La voce di padre Heldor gli giunse fievole ma chiarissima.
Tacuma era in notevole ritardo ed in punta di piedi, cercando di non farsi notare, entro' nella cappella.

Con una certa ansia i suoi occhi corsero a cercare il confratello Stex per fermarsi sulla sua persona immobile e a mani giunte negli scranni riservati ai monaci.
Sospiro' lievemente di sollievo, roteo' gli occhi verso l'alto

Grazie Signore. Grazie per questa giornata e grazie per l'amore che ci doni.
L'eremita e' tornato a casa...per la seconda volta


penso' osservando pensieroso quell'amato nipote.

E poi a voce forte seguì l'invito di madre Fenice

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN


_________________

couston


Volto Noto
Volto Noto
Intimorito da tutte quelle persone li dentro, sottovoce, quasi per non disturbare, ripetè:

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN

Stex86

avatar
Dignitario
Dignitario
Monsignor Stefano estremamente emozionato da tanto calore che sentiva dai suo Confratelli e dalla parole di Padre Heldor unì la sua voce, all'unisono con le altre e recitò il credo.

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN


_________________

Raik

avatar
Irriducibile di San Domenico
Irriducibile di San Domenico
Anche fratello Raik, emozionatissimo si unì al coro dei confratelli:

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN


Maestro dei Novizi

avatar
Irriducibile di San Domenico
Irriducibile di San Domenico
Il Maestro dei Novizi, che stava seduto nella penombra e seguiva la celebrazione con commozione, unì la propria voce alle altre, trovando una forza inaspettata.

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN


_________________
Monaco di San Domenico
Curatore del Noviziato

Fenice

avatar
Gran Priore
Gran Priore
Le voci di tutti si erano fuse nella recita del Credo, e Madre Fenice aveva notato più di uno sguardo lucido di commozione.

Era il momento di proseguire con la benedizione del pane e del vino, e così fece, ricordando Christos e invocando l'Altissimo affinché perdonasse i peccati dei Suoi figli e benedicesse la mensa comune, rendendola nutrimento dello spirito.
Invitò quindi i confratelli e gli ospiti presenti ad avvicinarsi per condividere il cibo santificato, e lo distribuì.


_________________

Contenuto sponsorizzato


Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto  Messaggio [Pagina 1 di 2]

Andare alla pagina : 1, 2  Seguente

Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum