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 Messa del 14 giugno 1457

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AutoreMessaggio
Padre Heldor
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Età : 39

MessaggioTitolo: Messa del 14 giugno 1457   Dom Giu 14, 2009 8:46 am

Il Padre Generale salì sul pulpito, come sempre molto tempo dopo di quanto si era ripromesso di fare... Ma lo sguardo era quello di colui che sa che la verità è dalla sua parte... Aveva accolto appena la sera prima Padre Bizzipap all'Abbazia ed era ben lieto di averlo al suo fianco per la celebrazione di quella messa...
Ma ora si doveva occupare dei suoi monaci che credevano nella parola di Aristotele... Ed il suo sguardo spaziò per un istante sui presenti mentre la voce, potente come sempre, cominciava a dar vita alle parole di quel sermone:

Figli miei...

Citazione :

Difficile è il compito di colui che vuole immergere lo sguardo nell’abisso dei secoli passati, e che con sue parole tenta di far rivivere nei cuori gli eroi di quei tempi. Se ve n’è uno la cui vita merita di essere raccontata, non è forse quell’Aristotele i cui insegnamenti rischiarano ancora la nostra vita e la nostra morte?
Ecco quello che io, povero fedele, voglio raccontarvi oggi. Se la semplicità di questo racconto vi tocca, se la nobile figura del Saggio vi giunge fino al cuore, allora la mia opera avrà fatto sorridere le potenze celesti.


... così comincia il libro sulla vita del Santo Aristotele... Ma non solo la sua vita, nel cercare la Verità attraverso l'oscurità dei tempi, è stata dura... La vita di tutti noi è dura, ogni giorno, nel cercare di mantenere il nostro giuramento monacale e di protettori della Fede Aristotelica... Non sempre il cammino di un monaco è facile... Continuo studio, diverbi di parole e difesa a spada tratta dei Libri delle Virtù e sono cose che temprano il nostro carattere... Ma nel contempo questa vita, a volte, ci svia da quella che è la retta via... Con il vedere gli scempi dell'ignoranza, vera fonte dell'eresia secondo il nostro amatissimo San Domenico, a volte fa vacillare tutto quello in cui abbiamo creduto fermamente fino a pochi istanti prima...
Ricordiamo quanto scrisse San Domenico di suo pugno quando redasse la regola:

Citazione :
IV.la Conoscenza è, assieme alla Fede nella parola del Santo
Aristotele, la via più difficile ma anche la più sicura per la salvezza
della mia anima, quindi lo studio della Conoscenza è fondamentale per
la mia vita;



V.l’eresia è figlia dell’ignoranza. E’ mio compito, quale figlio
devoto dell’Altissimo, di insegnare la retta Via a quelli che cadono
tra le braccia di questa forma di ignoranza, a costo di liberare la sua
anima dalla corruzione del corpo, in modo che Domineddio possa
re-illuminare la sua anima;



VI.devo vivere con i miei fratelli in modo che la Conoscenza che
uno ha possa essere trasmessa anche agli altri e quella degli altri
all’uno. In questo modo, con l’ausilio della preghiera verso Nostro
Signore, e solo in questo modo, si potrà raggiungere la Vera
Conoscenza;


A volte di dimentichiamo di pensare prima di agire... E le conseguenze delle nostre azioni, purtroppo, molto spesso non si rivesano solo su di noi, ma anche e soprattutto su ci ci sta vicino!
A volte dimentichiamo i tempi in cui eravamo tutti dei giovani inesperti ma pieni di entusiasmo, quindi trattiamo con sufficienza, a volte persino con scherno coloro che si dimostrano volenterosi oltre le loro possibilità nel far qualcosa!
A volte dimentichiamo che il bene della comunità viene sempre prima del nostro benessere personale... Siamo così presi dal voler puntare in alto che dimentichiamo la parola di Aristotele e per questo veniamo puniti... Chi troppo vuole in alto vuole arrivare, si assicuri di avere i puntelli giusti o cadrà con maggior schianto!

Ricordiamoci di pensare prima di fare e ripareremo agli errori prima ancora di averli commessi...
Ricordiamoci di pensare come fanculli, che guardano il mondo con innocenza ed entusiasmo, così potremo essere più ultili a noi stessi ed agli altri...
Ricordiamoci che il bene supremo è quello comune, voluto dal disegno che Dio diede ad Aristotele prima ed a Josué Chirstos poi... La comunità, che noi difendiamo dall'ignoranza, deve essere protetta anche dal male interno che a volte è più difficile da scovare di quello esterno...

La Regola ci unisce e ci fa da faro, ricordiamolo sempre e sopratttutto quando siamo presi dallo sconforto...

Spero che queste parole, come sempre, vi facciano pensare...

Amen

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Kemnos
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MessaggioTitolo: Re: Messa del 14 giugno 1457   Dom Giu 14, 2009 6:24 pm

Padre Ennio ascoltava rapito la predica del Padre Generale, le sue parole gli entravano dentro senza sforzo, quel giorno le parole che arrivavano dal pulpito erano particolarmente toccanti. Purtroppo anche lui a volte aveva dimenticato di comportarsi come un vero, umile ed obbediente monaco, si ripromise di confessarsi appena dopo la messa.
La predica era finita, ed il giovane ripetè assieme agli altri:

“Amen”
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tacuma
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Località : roma

MessaggioTitolo: Re: Messa del 14 giugno 1457   Dom Giu 14, 2009 7:08 pm

Padre Tacuma ascoltando le parole del fratello Heldor ebbe un brivido...
Riconosceva se stesso, giovine ragazzo ma anche prete adulto, rivedeva le sue intemperanze e spesso i suoi silenzi mancati.
Ogni giorno che trascorreva al monastero, tuttavia, riusciva a correggere qualche piccola parte di se' come in questa calda domenica di giugno ascoltando le parole di padre Heldor.

Chino' il capo, e congiungendo le mani chiuse gli occhi e un alito usci' dalle sue labbra

"Grazie Signore"

_________________
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Padre Giarru
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MessaggioTitolo: Re: Messa del 14 giugno 1457   Dom Giu 14, 2009 10:07 pm

Padre Giarru accompagno' il vecchio Padre Heldor in sacrestia e gli sussurro' nell'orecchio: "Padre che grandi parole, sia benedetto sempre il suo nome".
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Plusco
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MessaggioTitolo: Re: Messa del 14 giugno 1457   Lun Giu 15, 2009 2:47 pm

Plusco, ascoltando le sagge parole del Padre Generale, chinò il viso. Anche lui era consapevole di aver peccato, spesso nei confronti dei più giovani e inesperti cittadini della sua città. La superbia è un brutto male che deve essere curato proprio con la Regola, sulle cui fondamenta si impostava tutta la sua crescita spirituale.
Dopo aver pensato ciò, anche Plusco ripetè assieme ai suoi confratelli:
Amen.
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MessaggioTitolo: Re: Messa del 14 giugno 1457   

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