Monastero Aristotelico di San Domenico

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 Preghiera del 23 giugno 1461

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Aryale
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MessaggioTitolo: Preghiera del 23 giugno 1461   Dom Giu 23, 2013 11:42 am

Arrivò in Cappella tutta trafelata e scompigliata, affaticata dal gran caldo. Aveva percorso i corridoi quasi trottando e si era ricomposta giusto qualche passo prima della porta della chiesetta. La aprì ed entrò con una profonda genuflessione. Il primo pensiero che le venne alla mente fu che quel posto offriva ristoro anche al corpo, non solo allo spirito. 

Iniziò a preparare tutto. Tolse la polvere, accese candele e incensi, preparò l'altare, sistemò il Libro e al pavimento diede una ramazzata di buona lena. Nel frattempo il Magister arrivò ed iniziò a scaldare la voce e a provare i canti.

Madre Arianna restò qualche istante ad ascoltarlo: era davvero bravo.
Poi si sedette su di una panca con le mani raccolte in grembo e scacciò dalla mente ogni pensiero che non fosse rivolto al suo Signore. Restò così attendendo il suono della campana.

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Doron
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 23 giugno 1461   Dom Giu 23, 2013 12:30 pm

L'oblato Doron arrivò nella cappella, per la consueta messa domenicale, di buona lena.

Prese posto su una panca, e, notando Madre Arianna, la quale aveva a sua volta preso posto in attesa dell'arrivo degli altri confratelli, la salutò con un cenno del capo, in rispetto per il silenzio di una tale occasione, che in quel momento poteva essere smorzato di diritto solo dai santi canti del buon Magister Musicus e dall'armonioso suono delle campane annunciatrici.

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Fenice
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 23 giugno 1461   Dom Giu 23, 2013 5:02 pm

Madre Fenice entrò in cappella e trasse un profondo respiro sentendo l'aria fresca e pura che le mura trattenevano, un vero tesoro quando fuori il sole ardeva troppo forte.

Vide Madre Arianna e Doron, e ad entrambi rivolse un sorriso e un saluto rapido, per non distoglierli dalla preghiera e dalla preparazione alla celebrazione comunitaria.

Padre Adamo, il Magister Musicus, provava l'intonazione, e sebbene cantasse a mezzavoce, faceva vibrare la risonanza della cappella.

Madre Fenice si immerse nella preghiera e ringraziò l'Altissimo, chiedendogli come sempre di proteggere e di guidare il Monastero e l'Ordine Domenicano, che erano sempre in cima ai suoi pensieri.

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Aryale
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 23 giugno 1461   Dom Giu 23, 2013 5:23 pm

La campana diede i primi timidi rintocchi e nell'udirli il Magister intonò il Gaudeamus omnes in Domino
Madre Arianna si diresse quindi verso l'altare per iniziare la preghiera.

Quando nella chiesetta tornò a farsi silenzio, aprì il Libro e ne lesse un passo tratto dall'Agiografia di San Martino.


Citazione :

Il suo comandante, di nome Marcus Bonus Pistonnus, lo promosse allora al grado di Circitor, ufficiale subalterno incaricato di guidare le ronde notturne ed ispezionare le guardie. Fu un posto di fiducia che di rado venne affidato ad uomini giovani, Martinus aveva allora appena vent’anni. 
Destinato in Gallia, forse per la sua conoscenza del gallico, fu durante una di queste ronde notturne che una sera d’inverno del 338 ad Amiens, venne toccato dalla grazia. 
La sua strada, infatti, incrociò un vecchio uomo nella neve rigido a causa del freddo. Martino si avvicinò a lui, delicatamente. Martino, il guerriero, quello che tutti temevano comprese. Comprese che l'Amicizia è più forte di tutto. Dinanzi a quest'essere misero e rassegnato a morire, conobbe lo stupore. 
Si avvicinò al vecchio, estrasse la spada del fodero, slacciò il suo mantello e lo tagliò per dividerlo. Da quel momento la sua vita venne dedicata ai poveri ed a Christos. 

Chiuse il Libro e tacque. Restò a capo chino riflettendo prima di incominciare il suo breve commento.

Quando l'Altissimo lo toccò con la Sua grazia, Martino era un uomo felice. Aveva tutto ciò che si poteva desiderare apparentemente: era giovane, nel pieno delle sue forze, con un terreno proprio che amava e difendeva, era nel pieno di una grande carriera che seguiva con passione. E probabilmente, se non fosse stato per l'azione Divina, avrebbe visto in quel vecchio infreddolito solamente un vagabondo. 

Nella storia di Martino abbiamo un esempio di come l'Altissimo, se ci rendiamo docili alla sua Grazia, cambia le nostre vite. Lo sguardo duro del guerriero, di uno dei più temuti guerrieri che aveva ucciso decine di uomini con le sue stesse mani, diventa uno sguardo di compassione e di stupore. E lo diventa non davanti alla forza, ma davanti alla fragilità di un fratello nel bisogno. 

E da quel giorno, da quando il giovane Martino apre il suo cuore a Dio e ai poveri, la sua vita si trasforma. Egli lascia la via militare ed entra a far parte della comunità aristotelica.
Egli, divenuto un "soldato dell'Altissimo", convertì molti pagani, compì miracoli e prodigi e visse la sua vita in santità. 

Fratelli, con la Grazia divina, anche il più temuto dei guerrieri può diventar santo e commuoversi davanti alla debolezza di un uomo che muore! Questo è ciò che compie il nostro Dio: riesce a giustificare la nostra natura corrotta e renderci uomini di pace. Lasciamoci quindi toccare dal suo amore, ascoltiamo la sua voce che ci chiama. E anche dalle nostre povere vite potranno nascere meraviglie. 

Sia lode all'Altissimo!

Tacque un istante e poi proseguì invitandoli a seguirla nella professione di fede:

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef. 
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN

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Javier.
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 23 giugno 1461   Dom Giu 23, 2013 5:32 pm

L'Anima del vecchio vescovo ancora si agirava nella terra dei vivi in attesa che gli fosse celebrato il rito funebre per poter cosi conoscere il giudizio Dell'Altissimo.


Invisibile agli occhi dei mortali amava aggirarsi per il monastero senza mai dar fastidio o spaventare qualcuno, non era quello che amava dopo tutto.


La domenica era usanza dell'ordine celebrare la preghiera comunitaria e quel giorno decise invece di far visita al suo albero di limoni di fluttuare fino alla cappella per assistere in silienzio, solitario e....fluttuante.


Mentre entrò in cappella vide davanti a se la cara Madre Priora, ormai abituato a non essere notato o udito attraverso il corpo della sua sorella  domenicana ancora in vita per sistemarsi nell'angolo più all'ombra e assistere alla cerimonia.


Osservando Aryale, ormai monaca, la vide soffrire per il caldo...ahhhhh! Quanto avrebbe voluto poter provare anche il caldo quel povero fantasma.

Infine la cerimonia inizio, ascolto le parole della sorella Aryale, poi arrivo il momento di recitare il credo, quanti ricordo seppur sfocati si affollavano nella mente del Monsignor fantasma....

Decise di recitare ugualmente quella preghiera sperando che L'Altissimo lo avrebbe potuto perdonare quando sarebbe arrivato il momento del suo funerale, se mai sarebbe arrivato...

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef. 
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN
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Fenice
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 23 giugno 1461   Dom Giu 23, 2013 7:23 pm

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef. 
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN


Madre Fenice si unì alla recita del Credo dopo aver ascoltato le parole, profonde come sempre, di Madre Arianna.
Sì, bisognava sempre donare a Dio la propria disponibilità ad essere "toccati" da Lui, e rinnovarla, per rinnovare le radici della fede e la sua pratica nelle cose della vita.

All'improvviso ebbe un brivido... alzò lo sguardo nella penombra raccolta della cappella come se dovesse scorgere qualcosa, e non vide nulla. Una sensazione, un ricordo vago, l'impressione di qualcosa da fare... Il timore di aver dimenticato di fare qualcosa di importante la distolse dal prestare attenzione a ciò che stava dicendo, e concluse lentamente il Credo, cercando di capire cosa fosse.

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Doron
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 23 giugno 1461   Dom Giu 23, 2013 7:43 pm

Al termine della lettura di Madre Arianna, tacque per un attimo, poi a gran voce si unì ai presenti per la professione di fede:

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef. 
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN

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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 23 giugno 1461   Dom Giu 23, 2013 10:35 pm

Terminata la professione di fede, Madre Arianna si rivolse all'assemblea per la benedizione finale.

L'Altissimo che opera grandi prodigi in coloro che gli aprono il cuore, ci doni la grazia di essere docili ai suoi insegnamenti e al suo amore e ci guidi in un autentico cammino di conversione.

Amen.


Infine ricongiunse le braccia al petto e restò in silenzio immersa in quell'atmosfera così particolare mentre Padre Adamo intonava il canto finale.

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Javier.
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 23 giugno 1461   Mar Giu 25, 2013 9:48 am

La ceremonia era finita e la cappella iniziava a svuotarsi, anche Javier andò via, sempre in attesa di poter lasciare questo mondo.
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