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 Preghiera del 14 Luglio 1461

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Aryale
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MessaggioTitolo: Preghiera del 14 Luglio 1461   Dom Lug 14, 2013 1:29 pm

Quel giorno entrò in cappella un po' in ritardo correndo a passo di trotto. Aveva mille pensieri in testa e quel formicolio nelle mani che non lascia modo di fermarsi. Era frenetica nelle sue attività.

Così iniziò a pulire tutto quello che le capitava davanti e in poco tempo ebbe finito.
Accese quindi le candele, sistemò il Libro, preparò gli incensi e si diresse verso la prima panca.
Lì si fermò attendendo l'inizio della preghiera e quello star ferma le sembrò quasi una tortura. Restò così fino al suono della campana invocando l'Altissimo e chiedendogli di scacciare dalla sua mente quei brutti pensieri.

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Ultima modifica di Aryale il Dom Ago 04, 2013 11:17 pm, modificato 1 volta
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Fenice
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 14 Luglio 1461   Dom Lug 14, 2013 4:12 pm

Madre Fenice entrò in Cappella per la preghiera e si segnò.
Madre Arianna stava predisponendo le cose, lavorando con fretta febbrile, come se qualcosa la turbasse... forse soltanto la fretta, forse uno stato d'animo meno sereno del solito.
Madre Fenice la guardò brevemente, dubbiosa, non sapendo se fosse il caso di dirle qualche parola affettuosa.
Poi si inginocchiò e a fior di labbra mormorò una preghiera, l'auto migliore che si può dare ad un fratello o ad una sorella.

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Aryale
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 14 Luglio 1461   Dom Lug 14, 2013 6:35 pm

Erano entrati Padre Adamo, Madre Fenice e i confratelli che erano soliti seguire la preghiera. Ma Madre Arianna non si era quasi accorta di loro. Solo la campana servì a richiamarla dai suoi pensieri. Fu così che si alzò e mentre il Magister intonò il Gaudeamus omnes in Domino si diresse verso l'altare ed accolse l'assemblea. Poi diede lettura del piccolo brano scelto per quella domenica. 

Citazione :

“Quando non c'è più speranza, resta sempre l'amicizia.”
Allora, un’anziana donna, con lo sguardo duro e la volontà di ferro, avanzò verso lui e gli chiese:
“E tu, straniero, sei venuto in amicizia? Poiché questa è la città degli uomini e delle donne la cui parola è di miele ma i cui atti sono come il veleno. Vivono su montagne d'oro, e non desiderano altro che di innalzarsi ancora di più nella loro folle ricerca di bottini. La vita dei loro simili importa loro poco, tanto li divora la loro sete di tesori.”
“Lo so”, rispose l'uomo. “È per questo che vengo a voi. La ricchezza dell’anima non può essere uguagliata dalle ricchezze di questo mondo infimo. Porteranno le loro montagne d'oro nell'altra vita?”
“No, certamente no!” gli rispose l’anziana signora. “Ma le ricchezze del mondo ci sono sempre proibite? Dobbiamo ridurci a vivere come animali per onorare la ricchezza dell’anima?”
“La vita vi ha insegnato a ripudiare la vostra mano sinistra per usare la destra?” chiese l'uomo. “È lo stesso per i tesori che Dio ha creato per noi. Che le ricchezze materiali siano vostre, poiché Dio, per amore dei Suoi figli, ne ci ha fatto dono. Ma non dimentichiamo mai che non c’è tesoro più bello dell'amicizia.”

Allora, un giovane uomo si alzò e gli chiese: “Ma chi sei tu, le cui parole sono così piene di saggezza?”
“Il mio nome è Giorgio”, rispose.

 

Chiuse il Libro ed attese un poco prima di iniziare il suo commento.  

Figlioli, il brano che ho scelto oggi è tratto dall'agiografia dell'Arcangelo Giorgio. E' tutta settimana che per vicende personali mi interrogo su questo testo. O forse mi lascio interrogare da lui ...
Quale deve essere il rapporto con la ricchezza terrena?
Riflettendo ho intuito che l'uomo nasce nudo e scevro da ogni avere torna al Creatore. Qualcosa vorrà pur dire questo, mi ripetevo. Forse è il fatto che in noi, nella nostra natura, c'è già potenzialmente ogni forma di ricchezza di cui abbiamo bisogno.
Poi una persona cara mi ha detto: "sì, Madre, l'uomo nasce nudo. Ma gli vengono dati vestiti e averi poiché possa vivere in modo dignitoso". E anche questo è vero Fratelli carissimi.
E la mia intuizione successiva è che forse l'uomo nasce nudo proprio perchè nei beni materiali possano concretizzarsi la carità, l'amore e l'amicizia di coloro che gli stanno intorno. Penso ai genitori, penso a chi si prende cura dei piccoli e dei più deboli.
La verità è, Carissimi, che non so dirvi quale sia il rapporto giusto da tenere coi beni materiali.
Essi non devono diventare una ragione di vita, ma non son tuttavia da disdegnare poichè anch'essi son parte del creato e anche attraverso il dono materiale passa una certa forma di amore.
Forse il modo migliore di rapportarsi a questa realtà è quello di averne un sereno distacco. Accettare ciò che abbiamo, ciò che ci spetta come salario o ricompensa per il nostro lavoro, ciò che ci viene donato. Ma senza attaccarci troppo o darci troppo angustia per queste cose. Così potremo donarle agli altri e permettere che tutti abbiano di che vivere con dignità.

Fratelli, preghiamo insieme l'Altissimo che è fonte di ogni ricchezza e chiediamo di illuminarci e di aiutarci a trovare il giusto equilibrio tra l'amore per i beni terreni e quello per i beni spirituali.


Ed iniziò la professione di fede.

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef. 
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN

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Aryale
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MessaggioTitolo: Re: Preghiera del 14 Luglio 1461   Lun Lug 15, 2013 1:03 am

Dopo il Credo Madre Arianna proseguì invocando la benedizione sull'assemblea.

L'Altissimo, sorgente di ogni ricchezza interiore ed esteriore, ci benedica e ci guidi a trovare il giusto distacco dai beni materiali.

Amen.


Poi giunse le mani al petto e mentre il Magister intonava il  canto finale si avviò verso la cella.

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